La manovra finanziaria 2025 varata dal Governo di Giorgia Meloni è pensata proprio con lo scopo di produrre sin da subito effetti tangibili, sia dal punto di vista economico che da quello sociale.
Come si legge su Giochidislots, sito di riferimento nel settore del gioco pubblico in Italia, le principali novità riguardano l’estensione temporale delle licenze, il riordino delle risorse che erano inizialmente dedicate alla lotta contro le dipendenze e infine il potenziamento del gettito erariale. I principali interventi vanno infatti nella direzione dell’incremento delle entrate fiscali, con un focus sull’espansione online, la proroga delle concessioni e alcuni cambiamenti organizzativi che però hanno, fin da subito, provocato aspre critiche.
Tra le novità più interessanti menzionate nell’analisi di Giochidislots c’è senza dubbio il prolungamento delle autorizzazioni per il comparto terrestre, con le licenze di scommesse, bingo e dispositivi ricreativi che sono state protratte fino al 31 dicembre 2026 (rispetto alla precedente data di scadenza del 2024). Una transizione temporale importante, che intende preservare la funzionalità degli operatori, mentre si metterà mano alla revisione strutturale del regime concessorio. L’obiettivo è quello di ampliare il gettito fiscale, andando a incrementare soprattutto le autorizzazioni legate all’online.
All’interno del Documento Programmatico di Bilancio trasmesso a Bruxelles si leggono infatti stime di almeno 4 miliardi di euro nel 2025, vale a dire lo 0,2% del PIL. Una cifra monstre, derivante da modifiche normative su istituti di credito, polizze assicurative e licenze ludiche. Numeri in perfetta sintonia come i dati relativi al comparto gaming, che in Italia continua a crescere a un ritmo incessante. Lo scorso anno, infatti, il giro d’affari si è attestato intorno ai 160 miliardi di euro, vale a dire +9% rispetto al 2023. Si gioca sempre di più online, con più di 1 giocatore su 2 che preferisce il canale digitale rispetto a quello terrestre, confermando così il trend di migrazione costante verso il mondo virtuale.
Tornando nei meriti della manovra, non mancano però polemiche e critiche. Soprattutto per quanto riguarda l’articolo 66 della Legge di Bilancio 2025, che prevede l’eliminazione del Fondo dedicato di 50 milioni di euro l’anno per contrastare e prevenire il disturbo da gioco patologico. Al suo posto il governo ha pensato la realizzazione di un Fondo per le dipendenze croniche, con una disponibilità annua di 94 milioni di euro. Più soldi, sì, ma da destinare anche ad altre forme di dipendenza (tossicodipendenza, alcolismo, dipendenza digitale e ludopatia). Solo il 34,25% dei fondi confluisce nei programmi regionali per il gioco problematico, per una perdita di quasi 20 milioni.
È su questo che si sono concentrate le critiche e soprattutto i timori delle associazioni di categoria, che parlano della manovra come di un deciso e preoccupante passo indietro. Novità che potrebbero costare caro, a livello economico ma soprattutto sociale.



