Domenica, 27 settembre 2020 - ore 11.42

Anffas Cremona Non c’è barriera peggiore dell’isolamento!

Il documento, si legge ancora, «tiene presente l’esperienza accumulata nei primi mesi della pandemia, nella duplice direzione di: un bilancio degli insegnamenti appresi (con riferimento alla preparazione e agli squilibri del Servizio Sanitario Nazionale)

| Scritto da Redazione
Anffas Cremona Non c’è barriera peggiore dell’isolamento!

Anffas Cremona Non c’è barriera peggiore dell’isolamento!

«Le persone con disabilità vivono una condizione di particolare vulnerabilità che il forzato distanziamento fisico non può che esacerbare. Come ricorda la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, la loro vulnerabilità è data dall’interazione tra la minorazione e le barriere frapposte dalla società, e non c’è barriera peggiore dell’isolamento»: lo scrive il Comitato Nazionale per la Bioetica in “Covid-19: salute pubblica, libertà individuale, solidarietà sociale”, documento che si sofferma sulle varie questioni sollevate sia dalla pandemia che dalle misure di contrasto ad essa.

«Per governare l’incertezza, abbiamo bisogno di un dialogo fra i diversi saperi e l’esperienza sociale, così come di una collaborazione a livello»: lo si legge nella presentazione del documento Covid-19: salute pubblica, libertà individuale, solidarietà sociale, pubblicato qualche giorno fa dal Comitato Nazionale per la Bioetica (a questo link ne è disponibile una sintesi, a quest’altro link il testo integrale), che con tale parere «intende offrire una cornice di riferimento bioetico alle molte questioni che sia la pandemia da Covid-19 che le misure di contrasto sollevano». Il tutto prendendo atto «dell’eccezionalità della minaccia alla salute dell’individuo e della collettività rappresentata dal Covid-19, che richiama a una rinnovata riflessione: sulla salute, nelle sue molteplici dimensioni (fisica, psichica, sociale), sul rapporto fra salute individuale e salute pubblica, nonché sul rapporto fra il principio di libertà e l’autonomia dell’individuo nella gestione della propria salute e il principio di solidarietà».

Il documento, si legge ancora, «tiene presente l’esperienza accumulata nei primi mesi della pandemia, nella duplice direzione di: un bilancio degli insegnamenti appresi (con riferimento alla preparazione e agli squilibri del Servizio Sanitario Nazionale); una ricognizione delle sfide che ancora ci stanno di fronte, con la valutazione dell’impatto delle misure pubbliche di contenimento sui diritti fondamentali, sulle disuguaglianze fra cittadini/e, per verificare che non si accentuino quelle già esistenti, o non se ne creino di nuove, oppure che le differenze non si traducano in disuguaglianze. In questo àmbito, un’attenzione particolare è riservata ai gruppi particolarmente vulnerabili (dai bambini, alle persone con disabilità, agli anziani, ai detenuti e altri)».

Testo pubblicando da Superando e qui ripreso per gentile concessione

Giugno 2020

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