Giovedì, 25 aprile 2019 - ore 10.45

Anna Francescato (Como Senza Frontiere) : Al campo governativo le regole sono cambiate

Apprendiamo dalla stampa locale che sarebbero state cambiate le regole del Centro di accoglienza destinato ai profughi in via Regina.

| Scritto da Redazione
Anna Francescato (Como Senza Frontiere) : Al campo governativo le regole sono cambiate

Questo cambiamento sarebbe stato effettuato su un regolamento che, nonostante la nostra richiesta ufficiale alla Croce Rossa (che ha ritirato la raccomandata ma non ha mai risposto), non abbiamo mai potuto visionare.

Le due organizzazioni che hanno la gestione operativa del campo (Caritas e Croce Rossa) hanno ultimamente disertato il tavolo di coordinamento per l’emergenza profughi in Comune, negando di fatto il confronto con le altre realtà impegnate a far fronte alla situazione.

Come rete Como senza frontiere abbiamo sin dal principio optato per una linea di collaborazione con le istituzioni, sulla base di una serie di garanzie che ci erano state fornite, dalla Prefettura in primis. Non abbiamo mai pensato di far campagna contro il Centro – anzi abbiamo distribuito i volantini della CRI con una dichiarazione di intenti a scatola chiusa – che,  seppur non rappresentasse la soluzione al problema migratorio, avrebbe consentito ai migranti una tutela maggiore in uno spazio non militarizzato, fornendo loro le informazioni giuridico-legali necessarie per poter prendere una decisione sul proprio futuro.

Quest’ultima possibilità non è mai stata fornita mancando nel campo personale con competenze legali, dal momento che sono presenti solo due mediatori culturali. Le procedure per l’accesso al Centro dei volontari si sono rivelate sempre meno chiare, rendendo difficile portare avanti il proprio impegno a chi aveva dato il suo contributo in questa estate. Non vi è pubblicità di come i soldi stanziati, pare 25 euro per migrante, vengano spesi: sappiamo solo che il catering costa 10 euro al giorno per migrante, cosa sia dei restanti 15 euro resta avvolto nella nebbia.

Se quanto riportato dalla stampa locale (accreditamento per tutti gli uomini adulti e le donne non vulnerabili eseguito in Questura, accesso consentito solo ai richiedenti asilo) corrispondesse a verità, cadrebbe una delle principali basi su cui abbiamo fondato la nostra collaborazione e dovremmo conseguentemente rivedere la nostra posizione a riguardo.

Ci viene da chiedere chi si farà carico di coloro che non avranno più accesso al campo e che quindi non avranno più un posto in cui stare, nella perenne assenza di un’Amministrazione comunale che pare più propensa a tranquillizzare gli istinti più bassi della città e nell’indifferenza dei Comuni limitrofi che in questi mesi hanno pervicacemente rifiutato di prendere in carico foss’anche poche decine di queste persone in evidente stato di necessità. Pare evidente che ciò spetterà ancora alla Parrocchia San Martino di Rebbio e ai volontari, che già da diverse notti stanno monitorando la via esterna al campo, la stazione e la dogana di Ponte Chiasso.

Ci riserviamo quindi di richiedere al più presto un incontro col Prefetto per chiarire la situazione in maniera ufficiale.

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