Giovedì, 19 maggio 2022 - ore 05.10

ANPC di Cremona Presenta il libro di Giovanni Bianchi ‘RESISTENZA SENZA FUCILE’

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI CRISTIANI CREMONA MERCOLEDI 20 DICEMBRE ALLE ORE 17,00 presso la sede Acli in via C. Massaia, 22 CREMONA (g.c.) nel ricordo del nostro Presidente Nazionale Giovanni Bianchi deceduto il luglio scorso, verrà presentato l’ultimo suo libro

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ANPC di Cremona Presenta il libro di Giovanni Bianchi ‘RESISTENZA SENZA FUCILE’

 

ANPC di Cremona Presenta il libro di Giovanni Bianchi ‘RESISTENZA SENZA FUCILE’

ASSOCIAZIONE NAZIONALE  PARTIGIANI CRISTIANI CREMONA  MERCOLEDI 20 DICEMBRE  ALLE ORE 17,00 presso la sede Acli in via C. Massaia, 22  CREMONA (g.c.) nel ricordo del nostro Presidente Nazionale Giovanni Bianchi deceduto  il luglio scorso, verrà presentato l’ultimo suo libro

“RESISTENZA SENZA FUCILE”

Vite, storie e luoghi partigiani nella vita quotidiana.

Introduce: Giorgio Carnevali   Coordinatore Anpc

Intervengono: Angelo Rescaglio  Presidente Anpc  e Franco Verdi  Vicepresidente Anpc              

  “I veri protagonisti  furono gli umili:  le mamme nel loro silenzioso dolore,i contadini e  gli operai  nella loro  resistenza alle minacce e alle violenze,i preti delle  piccole  parrocchie  di montagna o  dei grossi  borghi che si misero dalla parte della gente, persone che hanno tessuto la trama eroica di innumerevoli sacrifici nascosti”. (mons. Assi, già vescovo di Cremona)

 “RESISTENZA SENZA FUCILE”

A più di settant’anni dal 25 aprile la Resistenza è interrogata sulla recezione storica dell’epopea patriottica per le nuove generazioni di italiani che guardano agli eventi dalla foce e non dalla sorgente, come invece accadde ai protagonisti e agli studiosi che ne hanno scritto. Bocca, Fenoglio, Calvino, i “cattolici” Scoppola, Giorgio Vecchio e Guido Formigoni. Lo sforzo è ripercorrere quelle vicende nei quartieri delle città, nelle fabbriche, nelle campagne e nelle parrocchie, e poi nella dura lotta in montagna. E’ in quest’ottica che le voci dei “minori” cessano di essere tali. Esse si ricompongono nel coro di una resistenza civile che chiede di essere indagata nei suoi soggetti e in quelle modalità che costituirono una quotidianità antifascista talvolta ridotta a “zona grigia”. Sono le donne a iniziare i grandi scioperi della primavera del 1943 nelle fabbriche di Sesto San Giovanni e dell’hinterland milanese. Sono i preti degli oratori che in alcuni casi accompagnano, dopo l’8 settembre, i giovani che vogliono sottrarsi alla milizia nella Repubblica di Salò nelle formazioni in montagna.

L’autore, Giovanni Bianchi, scomparso nel luglio scorso, fu Presidente Nazionale delle ACLI, parlamentare, Presidente del Partito Popolare Italiano, componente del Direttivo Nazionale della Margherita, segretario Provinciale di Milano del Pd, Presidente Nazionale Associazione Partigiani Cristiani.

   

   

 

 

 

 

 

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