Martedì, 16 agosto 2022 - ore 06.26

Articolo Uno Cremona. L'Italia firmi il trattato Onu proibizione armi nucleari.

Oggi esistono tecnologie, basate su fonti rinnovabili, mature, molto meno costose e più sicure rispetto al nucleare: questa è per noi la strada da seguire.

| Scritto da Redazione
Articolo Uno Cremona. L'Italia firmi il trattato Onu proibizione armi nucleari.

Articolo Uno Cremona. L'Italia firmi il trattato Onu proibizione armi nucleari.

Oggi ricorre il primo anniversario dell’entrata in vigore del Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari.  Con la firma del Trattato da parte del Perù il 23 dicembre scorso, sono 59 i paesi che hanno ratificato il divieto ONU sulle armi nucleari.

Fra questi non è presente l’Italia che, secondo i dati dell’International campaign against nuclear weapons (Ican) ospita sul suo territorio 40 testate nucleari, parte di queste sono nell’aeroporto militare di Ghedi, a pochi chilometri dalla nostra città.

Articolo Uno di Cremona dichiara il suo pieno sostegno alla campagna “Italia Ripensaci” e si associa all’appello di molte organizzazioni della società civile e religiosa affinché l’Italia discuta e ratifichi il trattato.

Ritiene anche che il Governo italiano debba essere presente almeno come osservatore alla prossima conferenza di Vienna che riunirà tutti i paesi che hanno già ratificato il trattato ONU.

Come richiesto da più di 50 scienziati e premi nobel riteniamo che il governo debba anche operare per promuovere la riduzione delle spese militari del 2% all’anno, liberando enormi risorse da utilizzare per la giustizia sociale ed economica e che contemporaneamente adotti, senza attendere che altri lo facciano, questa politica di riduzione delle spese militari.

Nei prossimi giorni l’Europa definirà la tassonomia verde, la classificazione degli investimenti ritenuti sostenibili in Europa dal punto di vista ambientale. Il governo italiano si faccia portavoce di una posizione chiara e avanzata che escluda il nucleare civile, e quindi la costruzione di nuove centrali nucleari, e tutte le fonti fossili, dalle fonti energetiche considerate sostenibili e finanziabili con fondi pubblici come già altri governi hanno fatto, ad esempio la Spagna.

Non esiste motivo per cedere alle pressioni delle lobby del nucleare che vorrebbero continuare a speculare su una tecnologia di produzione energetica costosa e con molti problemi irrisolti, basti pensare allo stoccaggio del combustibile esaurito. In Italia, a distanza di molti anni dalla dismissione della centrale nucleare di Caorso, non è ancora stato individuato un sito per lo stoccaggio dei rifiuti. Oggi esistono tecnologie, basate su fonti rinnovabili, mature, molto meno costose e più sicure rispetto al nucleare: questa è per noi la strada da seguire.

 

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