Sabato, 04 aprile 2020 - ore 02.16

Autostrade, la Corte dei Conti: accelerare le procedure per le nuove concessioni

Il presidente Angelo Buscema durante la cerimonia di inaugurazione dell'Anno giudiziario 2020: scongiurare la stasi degli investimenti

| Scritto da Redazione
Autostrade, la Corte dei Conti: accelerare le procedure per le nuove concessioni

"Vanno accelerate le procedure per l'affidamento delle nuove concessioni autostradali, prima della scadenza delle vecchie convenzioni per la tutela dell'interesse generale e per scongiurare la stasi degli investimenti".

Lo ha detto Angelo Buscema, presidente della Corte dei Conti, durante la cerimonia di inaugurazione dell'Anno giudiziario 2020, aggiungendo che "ciò anche al fine di evitare ulteriori proroghe alle convenzioni vigenti. Infatti, effetti del tutto simile alla proroga formale sono dati dalla proroga di fatto a seguito di mancato tempestivo riaffidamento della concessione". Solo recentemente si è iniziato a ripensare le concessioni autostradali sia per la remunerazione che per l'allocazione dei rischi. A tal fine "è necessaria un'amministrazione con forti competenze e qualificazioni tecnico-professionali per negoziare con le controparti private e pervenire a una regolazione dei rapporti che tuteli efficacemente l'interesse pubblico", ha proseguito. In tale direzione vanno le competenze attribuite all'autorità di regolazione dei trasporti e il dovuto rafforzamento delle funzioni ministeriali volti alla modifica della disciplina, garantendo trasparenza e stabilità normativa; alla revisione periodica della qualità e dei metodi di monitoraggio; al riequilibrio delle tariffe, anche al fine di superare la frammentazione delle competenze. La sezione della corte dei conti ha formulato alcune raccomandazioni relative alla necessità di perseguire l'obiettivo di fissare tariffe in modo da consentire un rendimento sul capitale investito compatibile con quello di mercato per investimenti di rischio comparabile.

Buscema ha poi reso noto che, in sede di esecuzione, da gennaio a dicembre 2019, è stata recuperata all'erario la somma di quasi 300 mln di euro (299.061.268 euro), per lo più riferita a sentenze pronunciate negli anni precedenti. A questi importi vanno aggiunti quelli conseguiti spontaneamente, ovvero nel rito monitorio.

Nel 2019, sono state aperte 28.722 istruttorie e promossi 1.162 atti di citazione. L'importo complessivo richiesto è stato pari a 515.409.803 euro, mentre le somme garantite in sede cautelare sono state di euro 100.566.326. Nel medesimo anno, l'importo complessivo delle sentenze di condanna in primo grado passate in giudicato è stato di euro 95.958.889, a fronte di euro 455.682.697 totali di condanna.

In secondo grado, l'ammontare definitivo delle condanne è stato di euro 24.216.989. In altre parole, nel corso dell'anno, si sono formati titoli esecutivi per le amministrazioni pubbliche complessivamente pari a euro 120.175.878. La Procura generale ha depositato 848 memorie in sede di appello e 71 ricorsi e controricorsi in Cassazione. Ha inoltre depositato memorie scritte ovvero pronunciato requisitorie orali in 28 udienze delle Sezioni riunite in composizione ordinaria e speciale.

Le Procure hanno avviato un notevole numero di istruttorie - almeno il 20 % del totale - in relazione a vicende che vedono coinvolte le società partecipate.

Nel complesso, i debiti maturati dalle società partecipate dagli enti territoriali superano i 90 miliardi di euro, di cui quasi il 40% è riferibile a società a totale partecipazione pubblica.

Criticità sono emerse anche dalle verifiche svolte dalle Sezioni regionali di controllo, da cui risulta che in più occasioni la governance delle partecipate non sempre viene esercitata in modo consapevole da parte degli enti proprietari, che hanno talora declinato il loro compito spostando il potere decisionale dall'organo politico al sistema delle holding.

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