Mercoledì, 20 ottobre 2021 - ore 05.48

Batteri resistenti agli antibiotici nel cibo per cani venduto in Europa

Ci sono anche i ''superbatteri'' trovati nei pazienti ospedalieri, I proprietari di cani dovrebbero lavarsi le mani con acqua e sapone subito dopo aver maneggiato il cibo per animali

| Scritto da Redazione
Batteri resistenti agli antibiotici nel cibo per cani venduto in Europa

Si stima che in tutto il mondo le infezioni resistenti ai farmaci uccidano circa 700.000 persone all’anno e che, se non si interviene, queste morti dovrebbe salire a 10 milioni entro il 2050. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) classifica la resistenza agli antibiotici come una delle maggiori minacce per la salute pubblica da affrontare umanità. Ora, una nuova ricerca pubblicata sull’International Journal of Food Microbiology e presentata all’European congress of clinical microbiology & infectious diseases (ECCMID) ha rivelato che «Il cibo crudo per cani è una delle principali fonti di batteri resistenti agli antibiotici, rendendolo un rischio per la salute pubblica internazionale».

Alcuni dei batteri multiresistenti trovati nel cibo crudo per cani sono identici a quelli trovati nei pazienti ospedalieri in diversi Paesi europei e i ricercatori dicono che «La tendenza a nutrire i cani con cibi crudi potrebbe alimentare la diffusione di batteri resistenti agli antibiotici.

Per scoprire se il cibo per animali fosse una potenziale fonte di diffusione di batteri resistenti agli antibiotici, la Ana Freitas, Carla Novais e Luísa Peixe e i loro coleghi della Research Unit on Applied Molecular Biosciences (UCIBIO) della Facoltà di farmacia dell’Universidade do Porto, hanno analizzato il cibo per cani dei supermercati e negozi di animali per scoprire se contiene Enterococchi, batteri opportunisti presenti nelle viscere di esseri umani e animali (con mpresi gli esseri umani), ma che  possono causare gravi infezioni se si diffondono ad altre parti del corpo.

Lo studio ha analizzato 55 campioni di cibo per cani (22 umidi, 8 secchi, 4 semiumidi, 7 bocconcini e 14 crudo-congelato) di 25 marche nazionali e internazionali. I cibi crudi congelati includevano anatra, salmone, tacchino, pollo, agnello, oca, manzo e verdure. Gli scienziati spiegano che «30 campioni (54%) contenevano Enterococchi. Più del 40% degli Enterococchi erano resistenti agli antibiotici eritromicina, tetraciclina, quinupristina-dalfopristina, streptomicina, gentamicina, cloramfenicolo, ampicillina o ciprofloxacina. C’era anche resistenza alla vancomicina e alla teicoplanina (2% ciascuna) e il 23% degli enterococchi era resistente al linezolid». Il linezolid è un antibiotico di ultima istanza, utilizzato per infezioni gravi quando altri farmaci hanno fallito ed è considerato un trattamento di fondamentale importanza dall’Oms.

L’European society of clinical micobiology and infectious diseases sottolinea che «Tutti i campioni di cibo crudo per cani contenevano Enterococchi multiresistenti, inclusi batteri resistenti al linezolid. Al contrario, solo tre dei campioni non crudi contenevano batteri multiresistenti. Il sequenziamento genetico ha rivelato che alcuni dei batteri resistenti a più farmaci nel cibo crudo per cani erano identici ai batteri isolati da pazienti ospedalieri nel Regno Unito, in Germania e nei Paesi Bassi. Batteri geneticamente identici sono stati trovati anche negli animali da allevamento e nelle acque reflue nel Regno Unito».

In un altro esperimento, gli scienziati portoghesi  hanno trasferito geni della resistenza agli antibiotici dai batteri presenti nel cibo per cani ad altri batteri sperimentali, scoprendo che questo trasferimento può verificarsi anche in natura. I ricercatori dicono che «Il cibo per cani è una fonte di batteri resistenti agli antibiotici di ultima istanza e che potrebbero potenzialmente diffondersi agli esseri umani. Il cibo per cani potrebbe essere un fattore trascurato della resistenza agli antibiotici a livello globale».

La Freitas conclude: «Lo stretto contatto dell’uomo con i cani e la commercializzazione dei marchi studiati in diversi Paesi rappresentano un rischio internazionale per la salute pubblica. Le autorità europee devono aumentare la consapevolezza sui potenziali rischi per la salute quando si somministrano cibi crudi agli animali domestici e deve essere rivista la produzione di cibo per cani, compresa la selezione degli ingredienti e le pratiche igieniche. I proprietari di cani dovrebbero sempre lavarsi le mani con acqua e sapone subito dopo aver maneggiato il cibo per animali e dopo averne raccolto le feci».

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