CAMMINARE SU UN FILO DI SETA – CIVILTÀ TRANSUMANTI
Un coinvolgente docufilm per riflettere sulla relazione tra uomo e natura, nell’ambito della rassegna di eventi promossa
dal Polo di Cremona del Politecnico di Milano
dal Polo di Cremona del Politecnico di Milano

Proseguono gli appuntamenti della rassegna Camminare su un filo di seta che il Polo di Cremona del Politecnico di Milano dedica alla sostenibilità ambientale ed economica, alla crisi climatica e al consumo critico.
Questa iniziativa, alla sua quarta edizione, è un invito a riflettere e ad agire per costruire un futuro più sostenibile, a partire dalle scelte di ogni giorno.
Il secondo appuntamento del 2026 si terrà giovedì 19 marzo, alle ore 18.00, presso l’Aula Magna Claudio Maffezzoni del Politecnico di Milano – Polo di Cremona in via Bissolati, 34.
L'incontro, che vedrà protagonista la regista Anna Kauber, coinciderà con l'apertura del Festival dei Diritti: la proiezione del docufilm Civiltà transumanti sarà infatti l'evento inaugurale del palinsesto curato da CSV Lombardia Sud, dedicato quest'anno al tema 'Umanità Plurale'.
Al termine della proiezione una degustazione dei formaggi dell'azienda agricola Bianchessi, allevatori di pecore.
La partecipazione all’evento è gratuita; per la degustazione è gradita la prenotazione tramite il form disponibile sul sito www.cremona.polimi.it, nella sezione Eventi.
La regista
Anna Kauber è una regista, scrittrice e paesaggista che ha fatto del racconto del mondo rurale la propria missione artistica e civile. Residente a Parma, la sua attività si snoda lungo il sottile confine tra documentazione sociologica e narrazione poetica, con un'attenzione costante ai legami profondi che uniscono le comunità alla terra e al cibo.
Il suo percorso ha ottenuto importanti riconoscimenti già nel 2012 con il film Ciclone Basmati, dedicato al tema dell’immigrazione e del cibo, e nel 2014 con il successo editoriale di Le vie dei campi. Da oltre un decennio, Anna Kauber si dedica con particolare sensibilità alla questione di genere in agricoltura: attraverso progetti come Ritratti di donna e di terra e il celebre documentario In questo mondo, ha saputo dare voce e volto alle donne pastore in Italia, restituendo dignità e visibilità a un protagonismo femminile spesso dimenticato. La sua cifra stilistica è quella di un’osservatrice attenta che, con delicatezza e rigore, trasforma la ricerca sul campo in un’esperienza visiva di forte impatto emotivo e culturale.
Il docufilm
Con il suo ultimo lavoro, Civiltà transumanti, Anna Kauber torna a indagare quella storia millenaria che lega popoli e territori attraverso il movimento stagionale delle greggi. Non si tratta di un semplice sguardo nostalgico al passato, ma del racconto di una tradizione che resiste come autentico baluardo di civiltà, oggi più che mai necessario per la tutela dei nostri ecosistemi.
Il film trae ispirazione dalle ricerche del saggista Alberico Bojano e si addentra nel cuore del massiccio del Matese. Qui, la macchina da presa della Kauber accompagna i protagonisti della pastorizia contemporanea, documentando la loro quotidianità fatta di fatica, ma anche di un legame viscerale con il paesaggio. La pellicola diventa così un omaggio alla resilienza rurale e un invito a riscoprire la "ricchezza delle pecore" non solo in termini economici, ma come patrimonio di biodiversità e cultura.
La presentazione di Civiltà transumanti si inserisce pienamente nei temi cardine della rassegna 2026:
- Alimentazione e cibo: focus sulle filiere e la sovranità alimentare.
- Ricerca e Tecnologia: l'innovazione applicata al monitoraggio ambientale.
- Pastorizia e Territorio: in occasione dell'Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori.
- Sostenibilità Integrata: interconnessione tra equilibrio sociale e tutela della natura.
Temi che dialogano tra loro e trovano nella rassegna uno spazio di approfondimento e confronto sul fragile equilibrio del nostro tempo.
Camminare su un filo di seta, infatti, significa mantenersi in equilibrio su qualcosa di sottile e instabile, proprio come facciamo oggi, alle prese con una crisi climatica che non accenna a diminuire. Tempeste improvvise, allagamenti e siccità sempre più frequenti testimoniano i cambiamenti profondi che stanno trasformando il nostro pianeta. A questi mutamenti siamo chiamati ad adattarci, perché il clima non si modellerà sulle nostre abitudini: saremo noi a dover ripensare il nostro modo di vivere, produrre e abitare il mondo.
Questa rassegna vuole indagare tutte le sfumature di questo delicato equilibrio, che coinvolge ogni aspetto della nostra vita e del nostro rapporto con l’ambiente. È un viaggio per capire cosa sta succedendo e come le nostre azioni quotidiane influenzano il mondo intorno a noi. Un progetto per diffondere la cultura ecologica, aperto a tutti, che insegna a conoscere e mettere in pratica tutti i temi della sostenibilità per un futuro migliore.
L’obiettivo è sensibilizzare e fornire strumenti concreti per affrontare insieme le sfide ambientali e sociali, come l’inquinamento, le migrazioni, la rivoluzione digitale, la produzione alimentare e le disuguaglianze, tutte cause ed effetti della crisi climatica.
Promossa dal Polo Territoriale di Cremona del Politecnico di Milano, in collaborazione con il Comune di Cremona, questa rassegna è realizzata insieme a diverse associazioni: Città Rurale, Filiera Corta Solidale, Meridiano361, Slow Food Cremonese, Circolo Vedo Verde Legambiente Cremona, Cai Cremona e Milk – ETS.
L’iniziativa si inserisce nel progetto ‘Trama dei Diritti’, spazio culturale promosso da CSV Lombardia Sud, aperto a tutte le realtà impegnate nella diffusione della cultura dei diritti.
Il prossimo incontro:
15 maggio 2026 ore 17.30
Aula Magna Maffezzoni del Politecnico di Milano – Polo di Cremona
Il codice del bosco (2025), un docufilm di Alessandro Bernard e Paolo Ceretto.
Ambientato nella Val di Fiemme (Trentino) ferita dalla tempesta Vaia, il film segue scienziati che tentano di decifrare il "linguaggio" degli alberi, affrontando la rigenerazione boschiva.
Presente in sala il dott. Alessandro Chiolerio, fisico dell’IIT di Genova e coprotagonista del documentario.
Per maggiori informazioni:



