Giovedì, 27 gennaio 2022 - ore 17.41

Cgil Cambiare le pensioni LE CINQUE PIAZZE DEL 2 DICEMBRE: Roma, Torino, Bari, Palermo e Cagliari

2 DICEMBRE. SARA’ L’INIZIO DI UNA LUNGA MOBILITAZIONE PER CAMBIARE LE PENSIONI. NINO BASEOTTO (CGIL) A RADIOARTICOLO1

| Scritto da Redazione
Cgil Cambiare le pensioni LE CINQUE PIAZZE DEL 2 DICEMBRE: Roma, Torino, Bari, Palermo e Cagliari

Cgil Cambiare le pensioni LE CINQUE PIAZZE DEL 2 DICEMBRE: Roma, Torino, Bari, Palermo e Cagliari

2 DICEMBRE. SARA’ L’INIZIO DI UNA LUNGA MOBILITAZIONE PER CAMBIARE LE PENSIONI. NINO BASEOTTO (CGIL) A RADIOARTICOLO1

Le cinque manifestazioni del 2 dicembre prossimo saranno solo l'inizio di una mobilitazione che la Cgil ha intenzione di portare avanti fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi contenuti nella piattaforma sulle pensioni. Si tratta infatti di una vertenza che rimane aperta e che si riproporrà anche alla futura legislatura e al prossimo governo. La Cgil cinghia di trasmissione? Una sciocchezza detta da chi non conosce il sindacato. Non è possibile infatti rinchiudere una organizzazione così grande e rappresentativa in piccoli recinti. In ogni caso il no alle proposte del governo sulle pensioni sono motivate da una ragione forte: ancora una volta si è persa un’occasione per impostare un nuovo sistema previdenziale più giusto e inclusivo, soprattutto per quanto riguarda i giovani e le donne. Per questo è necessario proseguire nella mobilitazione. D’altra parte il carattere fondamentale che caratterizza la Cgil da sempre è la sua autonomia. Sono questi, in estrema sintesi, i messaggi principali che ha voluto lanciare ieri il segretario confederale della Cgil, Nino Baseotto, intervistato da Altero Frigerio per la trasmissione “Italia Parla” su RadioArticolo1.

Quello della Cgil – ha spiegato Baseotto – “è un messaggio che va innanzitutto al governo, che va al Parlamento e che va anche a coloro che guardano alla Cgil con speranza e con convinzione che possa essere quel soggetto di rappresentanza collettiva che provi a cambiare le cose. Naturalmente io spero sempre che alla fine si possa tentare di cambiarle insieme anche ai nostri amici di Cisl e Uil. Ormai è partita la mobilitazione, è partita la preparazione di queste cinque manifestazioni, che saranno caratterizzate anche dalla tecnologia”. Spiega il dirigente della Cgil: “Avremo il comizio di Susanna Camusso che parlerà a Roma e sarà trasmesso in diretta in tutte le altre quattro piazze, e avremo la possibilità di collegamenti video con le varie piazze nel corso delle manifestazioni. Naturalmente prima di Susanna Camusso ci saranno altri interventi, segretari confederali, delegati, pensionati, ci sarà il mondo che noi vogliamo rappresentare, in una manifestazione nazionale e insieme territoriale, profondamente radicata nel territorio”.

Per quanto riguarda i motivi che stanno alla base della mobilitazione, la Cgil li ha già ampiamente spiegati, ma Baseotto sottolinea che “quelle tre paginette del governo sono la fotografia di tante rinunce. La prima è la rinuncia a occuparsi del futuro dei giovani, e mi pare la rinuncia più drammatica, la più incomprensibile. La seconda è la rinuncia a guardare a come è fatto davvero il lavoro e alle condizioni di chi oggi lavora, sapendo che i lavori sono diversi e non possono essere riassunti in quelle 15 categorie che hanno qualche beneficio e qualche sconto, ‘sconto di pena’ oserei dire. La terza è una rinuncia a dare al paese il messaggio che c'è un governo e c'è una maggioranza parlamentare che affrontano un grande tema sociale, qual è quello delle pensioni e del sistema previdenziale , assumendo anche il punto di vista di chi lavora e di chi è in pensione”.

Per Baseotto “la politica ancora una volta sceglie altre priorità, le priorità della quadratura contabile senza un'etica e senza un senso di equità. Noi proponiamo un'altra cosa evidentemente, proponiamo il fatto che si riparta dal lavoro e dalle pensioni per dare un'altra traiettoria di sviluppo a questo paese, a parte il fatto che è l'unica traiettoria di sviluppo possibile, perché con queste politiche così fortemente liberiste e così sorde alle istanze sociali, di sviluppo ne stiamo vedendo molto poco”.

La Cgil ha inviato ai presidenti dei gruppi parlamentari una richiesta di incontro urgente sulle questioni che riguardano le pensioni e più in generale la legge di bilancio. Al riguardo – spiega sempre il segretario confederale – “noi insistiamo, abbiamo mandato questa richiesta di incontro per dare un segnale chiaro. Il confronto con il governo è andato male, ma c'è ancora un dibattito parlamentare e noi le tenteremo tutte perché sortisca degli effetti migliori rispetto a quanto ha concesso, anzi non ha concesso, il governo. Però il nostro segnale va anche al di là: ci saranno le elezioni politiche, chiunque vinca si scordi che la Cgil abbia messo in archivio il tema della previdenza. Noi continuiamo. Tra l'altro le proposte che il governo Gentiloni ha stupidamente, io credo, rifiutato, sono proposte che non avevano nessun impatto sul bilancio 2017, nessun impatto sul bilancio 2018. Ha perso un'occasione il governo Gentiloni, noi questa occasione non intendiamo perderla e riproporremo il tema, insieme a tanti altri”.

“Non si illudano – dice ancora Baseotto – che, siccome finisce la legislatura, ci dimentichiamo che c'è in Parlamento la nostra proposta di Carta dei diritti universali del lavoro. Continueremo anche su quella. Ma sul tema delle pensioni iniziamo adesso una mobilitazione che continua a prescindere dal quadro politico che avremo. Ci sono già importanti proclamazioni di sciopero. Andremo avanti e continueremo fino a quando non otterremo dei risultati. Questo è il mestiere del sindacato”.

Per la Cgil, dunque, c’è un filo rosso che lega la battaglia per la difesa della Costituzione (dicembre 2016) alla battaglia per le pensioni. Per il sindacato significa semplicemente fare il proprio mestiere, a partire ovviamente dal rinnovo dei contratti. La Cgil è seduta al tavolo delle controparti con le altre organizzazioni sindacali e si batterà sempre per l’unità sindacale e la rappresentanza di tutto il mondo del lavoro.

LE CINQUE PIAZZE DEL 2 DICEMBRE

Nella intervista di ieri Nino Baseotto ha spiegato che la mobilitazione del 2 dicembre sarà caratterizzata anche da alcune novità tecniche, a partire da una diretta video (a cura di RadioArticolo1) che sarà trasmessa in contemporanea in tutte le piazze. Saranno cinque le manifestazioni organizzate dalla Confederazione con lo slogan “Pensioni, i conti non tornano!”. L’appuntamento è per le ore 10.30, a Roma in piazza del Popolo, a Torino in piazza San Carlo, a Bari in piazza Prefettura, a Palermo in piazza G. Verdi e a Cagliari in piazza Garibaldi. A concludere tutte le iniziative sarà il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, che alle ore 12.30 prenderà la parola dal palco della capitale, in collegamento video con le altre città.

Le rivendicazioni per le quali si scenderà in piazza, come si legge nel volantino, sono “bloccare l’innalzamento illimitato dei requisiti per andare in pensione, garantire un lavoro dignitoso e un futuro previdenziale ai giovani, superare la disparità di genere e riconoscere il lavoro di cura, garantire una maggiore libertà di scelta ai lavoratori su quando andare in pensione”. E ancora, “favorire l’accesso alla previdenza integrativa” e “garantire un’effettiva rivalutazione delle pensioni”. Ma le motivazioni della mobilitazione non si fermano alla previdenza, il sindacato di corso d’Italia chiede anche di “cambiare la legge di bilancio per sostenere lo sviluppo e l’occupazione”, di “estendere gli ammortizzatori sociali” e di “garantire a tutti il diritto alla salute”.

 

 

 

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