Martedì, 31 marzo 2020 - ore 23.39

Cgil Giornate del lavoro Conte e Landini, un dialogo per il cambiamento

Le domande di lavoratrici e lavoratori su questioni e temi cruciali per il futuro del Paese. Un incontro scandito più volte dagli applausi della platea e che conferma il confronto in corso tra il governo e i sindacati

| Scritto da Redazione
Cgil Giornate del lavoro Conte e Landini, un dialogo per il cambiamento

Cgil Giornate del lavoro Conte e Landini, un dialogo per il cambiamento

Le domande di lavoratrici e lavoratori su questioni e temi cruciali per il futuro del Paese. Un incontro scandito più volte dagli applausi della platea e che conferma il confronto in corso tra il governo e i sindacati

Un dialogo in forma inedita. Lavoratrici e lavoratori hanno sollecitato Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, e Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, ponendo questioni e temi cruciali per il futuro del Paese. Un incontro scandito più volte dagli applausi della platea e che conferma il confronto in corso tra il governo e i sindacati. Lo scenario è stato quello del Teatro Apollo di Lecce, dove si sta svolgendo la VI edizione delle Giornate del lavoro della Cgil. I temi trattati sono stati tanti: fisco, crisi industriali, pensioni, welfare, cambiamento climatico, diritti, la precarietà. Prima di entrare nel vivo della discussione, Landini e Conte, hanno ribadito l’importanza del dialogo e del confronto se si vuol davvero fare qualcosa per il Paese. “La nostra organizzazione – ha detto Landini – rappresenta 5 milioni 300 mila iscritti ed è fondata su partecipazione e democrazia. Anche per questo è importante ascoltarci”. D’accordo il presidente del Consiglio: “Come può un decisore politico fare scelte rilevanti senza un confronto? Per me sarebbe impossibile”. Anche se non sempre si possono condividere le stesse opinioni e riflessioni, “solo nella pluralità ci si orienta nelle scelte. Essere chiusi nelle stanze di un palazzo e decidere là da soli è una iattura”.

Mezzogiorno e disuguaglianze, ripartiamo da qua

“Troppe disuguaglianze si riverberano sul piano economico, generazionale, della parità di genere e dei territori”, ha sottolineato Conte ricordando le incredibili differenze tra Nord e Sud. Si deve allora ripartire dall’articolo 3 della Costituzione, un articolo “bellissimo” perché impone allo Stato di rimuovere gli ostacoli che impediscono la dignità sociale. Il premier conferma dunque la necessità di un piano straordinario per il Sud che non sia però basato su incentivi di pochi anni. E alla platea racconta che di questo ha parlato nel suo primo incontro con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen: “Le ho chiesto un aiuto a fare un piano per il Sud, so che a livello europeo non sarà facile, ma ci deve aiutare”. E per agire in concreto si può cominciare coinvolgendo tutti i soggetti dei territori per “fare sistema”. Un’idea condivisa da Landini, che ha chiesto un coordinamento a livello territoriale e con il governo, e insistito sulla necessità di spendere bene i fondi europei. Quanto alla Banca per il Mezzogiorno, “chiamiamola banca, agenzia, come vogliamo, ma serve un un luogo per capire come usare gli strumenti finanziari. Bisogna fare assunzioni, indicare un nuovo senso di marcia. Non possiamo cambiare tutto domattina – ha sottolineato – ma dobbiamo iniziare a farlo subito”. Poi c’è l’autonomia differenziata: “Ci sono piaciute le parole del ministro Boccia che dice di volersi confrontare con la Costituzione in mano”.

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