Martedì, 02 giugno 2020 - ore 05.50

La polemica I 5 stelle attaccano Landini. Cgil: è tutto un fake

Il blog di Grillo rimprovera il segretario generale di non sostenere la legge sul salario minimo, accusandolo di voler mantenere "poltrone e privilegi". La replica in quattro tweet, nei quali si elencano le "promesse tradite" e i provvedimenti contestati

| Scritto da Redazione
La polemica I 5 stelle attaccano Landini. Cgil: è tutto un fake

La polemica I 5 stelle attaccano Landini. Cgil: è tutto un fake

Il blog di Grillo rimprovera il segretario generale di non sostenere la legge sul salario minimo, accusandolo di voler mantenere "poltrone e privilegi". La replica in quattro tweet, nei quali si elencano le "promesse tradite" e i provvedimenti contestati

“Landini chi? Quel sindacalista che fa politica andando contro un governo che difende i lavoratori. Paradossale ma vero”. Inizia così l’attacco del Movimento 5 stelle al segretario generale della Cgil, pubblicato domenica 23 giugno sul “Blog delle stelle”. Un attacco particolarmente violento e offensivo, quasi di spregio nei confronti del ruolo e della funzione del sindacato. Un’aggressione cui la Cgil ha subito risposto: “Il Blog 5 Stelle attacca la Cgil nazionale. Secondo loro difende peggio del governo i lavoratori. Ma non parla delle troppe “gaffe” (o “favori”) di un esecutivo a trazione leghista che fa condoni, blocca opere pubbliche, divide il Paese, è assente nelle grandi vertenze”, questo il primo tweet di replica del portavoce del segretario generale.

Il Blog delle stelle accusa Landini di opporsi “alle politiche del Movimento 5 Stelle che, fatti alla mano, sta mettendo al primo posto i lavoratori”, rivendicando di aver realizzato due punti importanti del contratto di governo, ossia il reddito di cittadinanza e quota 100. Ma il tema centrale è il salario minimo: “Landini lo sa o fa finta di non sapere che ci sono italiani che vengono sfruttati dai propri datori di lavoro? Landini lo sa o fa finta di non sapere che ci sono italiani che percepiscono uno stipendio da fame da 2-3 euro l'ora?. Noi vogliamo mettere la parola fine a questo schifo con una nuova legge sul salario minimo: stop a stipendi inferiori a 9 euro l'ora. Un sindacalista che ci tiene veramente ai diritti dei cittadini dovrebbe sostenere con il massimo impegno questi provvedimenti e invece Landini urla e fa comizi”. Il post prosegue rimproverando Landini di aver diffuso dati falsi sulla povertà, concludendo poi con una serie di nuove accuse: “Per troppi anni i sindacati hanno avuto un potere infinito. Se ti iscrivevi al sindacato avevi spesso la possibilità di fare carriera. E non per meriti. Adesso sapete perché si oppongono al Movimento e a tutto quello che sta facendo Luigi Di Maio tramite il suo ministero? Perché hanno paura di perdere il potere che hanno detenuto in tutti questi anni. Un potere che è servito a mantenersi poltrone e privilegi. Comunque cari sindacalisti andate pure in vacanza, ci pensiamo noi a tutelare i diritti dei lavoratori”.

La replica del portavoce del segretario generale della Cgil, affidata a quattro tweet, inizia sottolineando “l’esecutivo a trazione leghista che fa condoni, blocca opere pubbliche, divide il Paese, è assente nelle grandi vertenze”, per poi continuare con “le promesse non mantenute o tradite dai 5 stelle: ripristino dell’articolo 18, diminuzione del precariato, diminuzione della povertà, diminuzione del subappalto (aumentato), corsia preferenziale leggi popolari (in Parlamento c’è la Carta dei diritti con 1 milione e mezzo di firme”. Il Blog delle stelle non parla di “una maggioranza che protegge gli inquisiti, premia i ricchi (flat tax), non cerca né punisce i caporali, è debole con gli evasori, inefficace contro gli infortuni sul lavoro, inflessibile e inumana con gli immigrati, menefreghista degli italiani che fuggono all’estero”. E così conclude: “Potremmo continuare a lungo, ma non serve infierire. Il Blog 5 stelle ha già troppi con cui litigare dentro e fuori il movimento. Non vorremmo essere la goccia che fa traboccare il vaso. Ps: l'italiano traballa e l'immagine è un fotomontaggio in linea con il testo. È #TuttoUnFake”.

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