Mercoledì, 23 ottobre 2019 - ore 12.01

Cgil L'appello Migranti, 27 ottobre mobilitazione nazionale in cento città italiane

Appello di Cgil e decine di associazioni "per fermare la barbarie", previste iniziative in tutta Italia. "I princìpi di convivenza democratica sono di nuovo bersagli di chi vuole dividere e cacciare", si legge: "Ora è il tempo di un primo, grande passo"

| Scritto da Redazione
Cgil L'appello Migranti, 27 ottobre mobilitazione nazionale in cento città italiane

Cgil L'appello Migranti, 27 ottobre mobilitazione nazionale in cento città italiane

Appello di Cgil e decine di associazioni "per fermare la barbarie", previste iniziative in tutta Italia. "I princìpi di convivenza democratica sono di nuovo bersagli di chi vuole dividere e cacciare", si legge: "Ora è il tempo di un primo, grande passo"

"In Italia e in Europa risuonano forti campanelli di allarme. I princìpi di civiltà e di convivenza democratica sono tornati a essere bersagli di chi vuole dividere, reprimere, escludere, cacciare". Inizia così l'appello lanciato dalla Cgil e da decine di associazioni (cui si può aderire, scrivendo a conimigranticontrolebarbarie@gmail.com ) per dare vita il 27 ottobre prossimo a una mobilitazione in tutta Italia "con i migranti, per fermare la barbarie". I firmatari rilevano che "razzismo e xenofobia vengono ogni giorno instillati tra gli italiani del Nord e del Sud, e si diffondono nelle città e nelle periferie sociali. Ma se prima si trattava soltanto di segnali universalmente considerati negativi, adesso i sintomi sono rappresentativi di un’involuzione profonda. E fanno paura".

Per Cgil e associazioni, a fronte di un cambiamento così preoccupante, è necessario "intensificare ed estendere la risposta di popolo contro le violenze, i soprusi, le prepotenze che scendono dall’alto come una nera cappa che copre il nostro Paese. Una risposta in nome dei diritti, del rispetto, del senso di umanità che non possiamo e non dobbiamo smarrire". I firmatari sottolineano che "i primi segnali di un’alternativa sono arrivati con la reazione all’attacco a Riace e al suo sindaco Mimmo Lucano e con la straordinaria sottoscrizione per permettere l’accesso alla mensa e ai servizi di trasporto, ai bambini figli di cittadini stranieri, negati da un’ordinanza dalla sindaca di Lodi. Così come con la grande risposta delle magliette rosse, con la manifestazione a Catania per pretendere lo sbarco e il soccorso dalla nave Diciotti, con la straordinaria partecipazione alla marcia della pace Perugia-Assisi e il grande consenso che sta raccogliendo il progetto Mediterranea".

Da più parti, si legge nell'appello, viene la richiesta "di una battaglia di civiltà, in difesa della democrazia costituzionale. E contro le diseguaglianze, contro le povertà, sociali e culturali che i ministri dell’odio manipolano, strumentalizzando il disagio e la sofferenza che coinvolgono milioni di italiani, per rivolgere la rabbia nei confronti delle persone più deboli dei nostri tempi: i migranti. A questa gente, a milioni di donne, uomini, bambini viene negato qualsiasi diritto. È un’umanità che fugge da fame, povertà, guerre, terrore. Di questo immenso popolo, una piccola parte vorrebbe venire in Italia, anche solo per attraversarla. Lo vorrebbe fare rivolgendosi agli Stati, legalmente e senza rischiare la vita. Ma leggi e politiche  sempre più proibizioniste e liberticide producono morte e sofferenza e alimentano la criminalità e le mafie".

In Italia, insomma, soffia "un vento furioso di propaganda e, peggio, di violenza. Il limite della intolleranza si traduce in forme di aggressione e regressione sempre più gravi. I migranti diventano ostaggi, nemici, gente pericolosa. Insultati, picchiati, feriti da armi da fuoco, concentrati in centri invivibili. Adulti, minori, donne sole, bambini trovano in Italia un’ostilità crescente. E come se non bastassero il blocco delle navi e il boicottaggio delle ong, il governo approva un decreto che, se accolto dal Parlamento, metterebbe ancora più a rischio la loro vita". Un decreto, precisano Cgil e associazioni, che punta a "demolire il diritto d’asilo, a consegnare ai privati l’accoglienza puntando sui grandi centri che alimentano corruzione e razzismo, scaricando sui territori costi, disagio e tensione sociale".

I firmatari dell'appello constatano, d'altro lato, che "nonostante le difficoltà politiche, nonostante i dubbi, nonostante le divisioni, tanti italiani sono disposti a fare argine al drammatico dilagare di comportamenti 'cattivi', che non avevamo ancora mai visto prima verso i più indifesi. Ma c’è di peggio, perché chi perseguita i deboli non se ne vergogna. Ostentando e stimolando odio. A questa vasta area democratica, religiosa e laica, spetta il compito di tenere alta la bandiera della civiltà, della pace, della convivenza tra diversi, della democrazia. La chiesa di Papa Francesco interpreta con lucidità i tempi presenti. Il mondo cattolico, con le sue strutture e i suoi giornali, insieme alle tante associazioni sono già impegnati in aiuto dei migranti e in prima fila contro razzismo e xenofobia. Altrettanto il mondo laico: donne, uomini, giovani e meno giovani, compagne e compagni, preoccupati e convinti della necessità di dare un’ampia e forte risposta alla crescente barbarie". In conclusione, Cgil e associazioni ritengono che sia arrivato "il tempo di compiere un primo, grande, passo. Tutti insieme", ossia quello di "manifestare il 27 ottobre 2018, non in una ma dieci, cento città".

 Fonte : rassegna sindacale

 

 

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