Sabato, 20 aprile 2019 - ore 20.21

Pianeta Migranti. L'appello perchè l’Italia non diventi il Paese dei lager

Le associazioni chiedono al Presidente Mattarella di non firmare il decreto-legge “in materia di rilascio di permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario

| Scritto da Redazione
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Pianeta Migranti. L'appello perchè l’Italia non diventi il Paese dei lager

E’ l’appello rivolto da 80 associazioni e organizzazioni della società civile al Presidente della Repubblica perché blocchi il decreto-legge sulla stretta all’immigrazione che il ministro Salvini sta preparando.

Le associazioni chiedono al Presidente Mattarella di non firmare il decreto-legge “in materia di rilascio di permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario nonché in materia di protezione internazionale, immigrazione e di cittadinanza” in quanto “ridisegna i principi fondamentali dell'ordinamento giuridico e sociale e realizza un processo di criminalizzazione dell'immigrazione e di istituzionalizzazione del razzismo.”

Nel merito, si contestano i seguenti punti:

  1. Abolizione della prevalenza della protezione e della presunzione di non colpevolezza. Secondo la normativa attuale, la tutela delle persone da persecuzioni e gravi rischi per l'incolumità personale viene prima rispetto a ogni altro procedimento. Secondo lo schema di decreto invece, il richiedente asilo che ha in corso anche solo un'indagine a seguito di denuncia, deve essere rimpatriato (mettendone a rischio la vita). Può però, riaprire la procedura della richiesta d'asilo (rimanendo nel proprio paese) qualora venga assolto e, ovviamente, se è sopravvissuto. Viene così cancellata la presunzione di non colpevolezza prevista dalla nostra Costituzione e dai trattati internazionali.
  2. Negazione del principio del diritto universale alla difesa in giudizio.

Per la Costituzione, il diritto alla difesa è garantito anche a chi è sprovvisto di risorse economiche, tramite l'istituzione del patrocinio a spese dello Stato. Lo schema di decreto invece, prevede che se il ricorso sarà considerato ‘inammissibile o improcedibile’ nessuna spesa sarà anticipata ai legali.

  1. Cancellazione della uguaglianza giuridica di tutte le cittadine e i cittadini.

Lo schema di decreto prevede che i ‘cittadini stranieri’, pur avendo la cittadinanza italiana, potranno vedersi revocare la cittadinanza (e i diritti ed obblighi che ne derivano) per alcuni gravi reati. Ciò non avviene per i reati compiuti da ‘veri italiani’. Verrebbe meno il principio di uguaglianza davanti alla legge e avanza una concezione etnica dello status di cittadino che ci rimanda alla triste epoca delle leggi razziali.

  1. Proliferazione di centri di detenzione amministrativa "straordinari" ed elusivi.

 I cittadini stranieri, per legge, possono essere sottoposti alla detenzione  ‘amministrativa’. Lo schema di decreto, amplia il termine di permanenza (da 90 a 180 giorni) all'interno dei CPR, (centri per il rimpatrio); prevede in alcuni casi l'applicazione della misura detentiva all'interno di qualsiasi ‘struttura idonea’. Ma “la moltiplicazione incontrollata di questi luoghi di detenzione e la loro conseguente elusività sia geografica che giuridica potrebbero ulteriormente ostacolare l'operato degli organismi di controllo giurisdizionale e far evaporare quelle seppur minime garanzie poste a rispetto della dignità umana dei trattenuti”. Numerosi rapporti hanno già dimostrato le condizioni degradanti per la dignità umana di questi centri!

  1. Eliminazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari ed esclusione sociale. Per la normativa vigente le Commissioni Territoriali e le Questure possono valutare e disporre, il rilascio di un permesso per "gravi motivi di carattere umanitario." Nello schema di decreto questa possibilità è eliminata, anche se si riconosce l'esigenza di individuare e dare apposita copertura normativa a casi eccezionali di tutela dello straniero.

 

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