Martedì, 11 dicembre 2018 - ore 04.20

Pianeta Migranti. Una nave italiana nel Mediterraneo per salvare vite e la nostra dignità di popolo civile (Video)

Il 4 ottobre 2018 è partita da Augusta, la nave 'Mediterranea', ex rimorchiatore con bandiera italiana per salvare vite umane nel Mediterraneo centrale e monitorare la situazione dei barconi che naufragano nell’abbandono totale da parte dell’Italia e dell’Europa. Alla missione partecipano esperti del soccorso, mediatori culturali, avvocati e un gruppo di giornalisti internazionali.

| Scritto da Redazione
Pianeta Migranti. Una nave italiana nel Mediterraneo per salvare vite e la nostra dignità di popolo civile (Video) Pianeta Migranti. Una nave italiana nel Mediterraneo per salvare vite e la nostra dignità di popolo civile (Video) Pianeta Migranti. Una nave italiana nel Mediterraneo per salvare vite e la nostra dignità di popolo civile (Video) Pianeta Migranti. Una nave italiana nel Mediterraneo per salvare vite e la nostra dignità di popolo civile (Video)

Pianeta Migranti. Una nave italiana nel Mediterraneo per salvare vite e la nostra dignità di popolo civile.

Una nave italiana per‘testimoniare, denunciare, nel vuoto e nel silenzio lasciato nel Mediterraneo centrale, contro la mistificazione della realtà, l’avanzare aggressivo dei nazionalismi e dei razzismi. Unica scelta per chi non si rassegna ad un’Italia e ad un’Europa di porti chiusi, intolleranza, indifferenza complice’.

Il 4 ottobre 2018 è partita da Augusta, la nave 'Mediterranea', ex rimorchiatore con bandiera italiana per salvare vite umane nel Mediterraneo centrale e monitorare la situazione dei barconi che naufragano nell’abbandono totale da parte dell’Italia e dell’Europa. Alla missione partecipano esperti del soccorso, mediatori culturali, avvocati e un gruppo di giornalisti internazionali.

L’iniziativa ha tra i promotori varie associazioni, Onlus, Ong, Arci nazionale, Ya Basta di Bologna, la Ong Sea-Watch, il magazine online I Diavoli e l'impresa sociale Moltivolti di Palermo. A bordo, una equipe di pronto intervento dell’Ong tedesca Sea Watch coordinerà le operazioni di soccorso. Sulla nave anche uno gruppo di legali per tutelare i diritti dei naufraghi e garantire che gli interventi operati siano conformi al diritto italiano e internazionale.

Gli organizzatori prevedono una missione di due mesi: ogni 15 giorni il rientro in porto per i rifornimenti. Questa prima missione vede impegnata al fianco di Mediterranea un’imbarcazione di appoggio con i rappresentanti della rete di associazioni, Ong e realtà sociali e politiche che hanno dato vita a questa iniziativa, e un gruppo di giornalisti per rompere il black out informativo sulle rotte marine dei migranti.

Fondamentale è stato l’intervento di Banca etica che ha concesso il prestito per avviare la missione. Alcuni politici come Nichi Vendola, Nicola Fratoianni, Rossella Muroni ed Erasmo Palazzotto, hanno fatto da garanti. E poi c’è il foundraising per sostenere l’iniziativa con un programma di crowdfunding coordinato sul sito mediterranearescue.org che renderà trasparente e pubblica la missione. 

Da quando le Organizzazioni non governative sono state estromesse dalle operazioni di ricerca e soccorso, in sincronia con il progressivo arretramento dei dispositivi delle Marine militari europee, solo sporadicamente si apprende di sbarchi fantasma e di naufragi. Nonostante questo, la contabilità dei morti è la più alta di sempre: oltre 1.700 quest’anno, uno ogni cinque salpati, secondo l’ultimo studio dell’Istituto per le politiche internazionali (ISPI).

Immediata la replica del ministro dell’interno Salvini sulla nave Mediterranea: "Fate quello che volete, prendete il pedalò, io sono democratico, andate in Tunisia, Libia o Egitto, ma in Italia nisba". Il ministro ha apostrofato l'imbarcazione una “nave di scalcagnati che va a prendere tre merluzzetti”.

Sostengono, invece, i promotori: “Siamo in mare anche per salvare noi stessi, non c’è un noi e un loro, salviamo il nostro Stato di diritto e quella di Mediterranea è un’azione non governativa, di disobbedienza morale e obbedienza civile’.

Restiamo umani per salvare la civiltà!

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