in programmazione (in attesa del nuovo capolavoro di Gianni Amelio "Il Primo Uomo" in uscita il 20 aprile)
QUASI AMICI
di Olivier Nakache,
recensioni:
"Ispirato all'autobiografia 'Il diavolo custode' (Editrice Ponte alle Grazie) di Philippe Borgo di Pozzo, 'Quasi amici' ha trionfato al botteghino francese. Che cosa ha conquistato del film? Beh, intanto il rapporto di solidarietà che si instaura tra due uomini afflitti da diversi handicap: fisico quello del ricco aristocratico Philippe, immobilizzato dal collo in giù; e sociale quello del suo improvvisato badante di colore. Secondo punto, una commedia che non teme di provocare la risata, perché lo fa con garbo e per sdrammatizzare. Terzo, la qualità degli interpreti: il comico nero Omar Sy dal vitalismo tracotante; e François Cluzet, come sempre intenso, misurato, perfetto."
Alessandra Levantesi Kezich - 'La Stampa'
"Lasciando da parte l'ipotetica autorità del critico, 'Quasi amici' è invece un titolo da consigliare ai veri amici. Il duo registico francese ci regala, infatti, una scorribanda sul versante tragicomico dei rapporti umani che non sbaglia un colpo sulla definizione dei caratteri, il valore delle recitazioni e la variopinta, paradossale, irresistibile suite di situazioni, colpi di scena, figuracce, mascalzonate e sberleffi. Ispirato a una storia vera ('Il diavolo custode', ediz. Ponte delle Grazie), il film accende la più impensabile delle scintille tra un ricco, raffinato e tetraplegico signore bianco e il suo badante nero, mini-malavitoso, ignorante e scatenato: scavalcando ogni riverenza politicamente e socialmente corretta, 'Quasi amici' tratta l'handicap come un accidente penoso eppure non definitivo, che non ha bisogno dell'ipocrita pietismo ma, casomai, di un franco e liberatorio aiuto per continuare a sfidare in qualche modo la scommessa della vita."
Valerio Caprara - 'Il Mattino', 24 febbraio 2012
venerdì 13
QUASI AMICI
di Olivier Nakache
ore 21.15
sabato 14
QUASI AMICI
di Olivier Nakache
ore 19 - 21.15
domenica 15
QUASI AMICI
di Olivier Nakache
ore 16.30 - 19 - 21.15
lunedì 16
rassegna d'essai
SHAME
di Steve McQueen
ore 16.30 - 19 - 21.15
recensioni:
"Nella cornice di un'algida Manhattan, 'Shame' - riuscitissima opera seconda dell'inglese Steve McQueen, noto artista visuale - pedina il protagonista nel suo progressivo sprofondare nel degrado dopo l'entrata in scena di una sorella sballata, tenera e afflitta da mania suicida. Una battuta accenna a un eventuale dramma familiare, ma 'Shame' non è un film psicologico. Come da titolo, è una dolorosa odissea di espiazione sullo sfondo di un mondo vuoto di valori che McQueen svolge combinando raffinata nitidezza di stile con un'intensa vena emozionale. E se la Mulligan si conferma una delle attrici più interessanti dell'ultima ondata, Fassbender nella sua struggente auto distruttività è semplicemente straordinario. Già insignito a Venezia della Coppa Volpi, è ora in corsa per il Golden Globe e certamente lo ritroveremo nella cinquina degli Oscar."
Alessandra Levantesi Kezich - 'La Stampa'
"Tra tanti film che spiegano troppo, o si perdono in troppe piste narrative, eccone uno che suona una corda sola ma la suona da maestro. Parliamo di 'Shame', cioè 'Vergogna', seconda regia del londinese Steve McQueen (non confondere col divo americano). (...) Anche se al centro di tutto resta sempre Brandon/Fassbender con le sue avventure senza domani, la sua necessità di eccitarsi per sentirsi vivo, il suo probabile, oscuro, irrimediabile disprezzo di sé. E una anaffettività così totale da precludergli ogni possibile relazione (ne farà le spese una collega ben disposta). Fino a quella lunga scena di depravazione notturna che lo vede, sempre più disperato e furioso, sprofondare in un vortice di amplessi selvaggi. Come la furia con cui McQueen scolpisce la solitudine dei personaggi sul bianco accecante delle epidermidi e sulle tinte livide di una New York tutta vetro e acciaio. Danzando sull'orlo di quel vuoto che è il vero soggetto del film. Vuoto urbano, vuoto interiore, vuoto domestico (l'appartamento di Brandon è un concentrato di freddezza high tech). Un grande film, da appaiare a 'Intimacy' di Chéreau per il coraggio e la radicalità con cui scava nel corpo e nei suoi palpiti più segreti i sentimenti meno ovvi e confessabili."
Fabio Ferzetti - 'Il Messaggero'
martedì 17
QUASI AMICI
di Olivier Nakache
ore 21.15
mercoledì 18
QUASI AMICI
di Olivier Nakache
ore 21.15
giovedì 19
rassegna d'essai:
ALBERT NOBBS
di Rodrigo García
ore 21.15
recensioni
"Nella lotta delle classi, ma anche nelle stanze d'hotel, nei volti, negli abiti, si sente l'odore e il peso di un mondo immobile. La vita di Nobbs è in sé un romanzo sociale sull'identità. Il suo destino di isolamento rivela la proibizione dell'indipendenza femminile. L'ambientazione dickensiana denuncia le convenzioni sociali e la rapacità dei furbi. Prova di virtù artistica e nobiltà civile per l'eccellente Close che, trasferendo il personaggio dal palcoscenico allo schermo, lascia nel trucco e nei tempi di recitazione una segnata teatralità. Alla regia il figlio di Garcia Marquez."
Silvio Danese - Giorno, Carlino, Nazione
"Un omino in marsina e bombetta, che potrebbe essere Charlot se non portasse l'ombrello al posto del bastoncino, attraversa tutto un film con muta umiltà, sommessa cupidigia e un sorriso angelico che se non avesse incantato i selezionatori degli Oscar si potrebbe definire da schiaffi. Tanto più che l'omino che si chiama 'Albert Nobbs' dando il titolo al film, ha la faccia della crudele Crudelia Demon e della vipera marchesa de Merteuil, e della eroticamente squilibrata Alex, cioè di Glenn Close: che finalmente, arrivata a 64 anni, il fatale fascino appena incrinato, ha optato per la bontà e, per riuscire a far piangere i suoi solitamente terrorizzati ammiratori, ha dovuto decidersi a cambiare sesso, cioè a entrare, dentro una storia genere 'Piccola TransFiammiferaia', in un ruolo apparentemente maschile abbastanza inquietante da gelare le lacrime oltre che il sangue. (...) Nella storia c'è tutto, la vecchia Irlanda, l'impossibile vita delle donne là e allora, il loro sfruttamento, la mascalzonaggine maschile, la miseria del proletariato, le risorse del travestimento, e c'è pure il colera. Ma chissà come ce ne importa poco."
Natalia Aspesi - 'La Repubblica,
buona visione!!



