Gentile direttore, a giorni dimetteranno la mia mamma di 90 anni dall’ospedale Maggiore dove è stata ricoverataer un edema polmonare. Ricoverata d’urgenza con il 118, è stata curata al Pronto soccorso e in Cardiologia alla perfezione e io non posso che ringraziare tutti per l’efficienza. Ora mamma sta bene ma è ancora debole e quindi mi sono rivolta ad una clinica cremonese per chiedere un breve ricovero per completare le cure e rimetterla in forza. Mi è stato risposto dal primario di Medicina che la clinica non esercita tale funzione e di rivolgermi altrove. Addirittura la struttura sarebbe soggetta ad una multa. Una multa? Ma questo è uno schifo! Mi vergogno di essere italiana! Ho chiesto se a pagamento me la potevano accettare. Questa clinica sarebbe stata comoda perché vicina a dove lavoro e nella pausa pranzo sarei potuta andare a trovare la mamma. Sapete la cifra? 350 euro al giorno più tutti gli esami che le avrebbero fatto a pagamento. Ma vi rendete conto? Gli anziani vivono di pensione, gli ospedali appena scendi dal letto con un piede ti dimettono e le strutture private ti rifiutano! Questa è la bella Italia dove tutto va a gonfie vele!
Giovanna Volpari (Cremona)



