I cittadini per l’acqua bene comune accolgono con favore il contributo di riflessione che le Commissioni per la Pastorale Sociale delle Diocesi di Cremona e Crema hanno offerto alle nostre comunità. Si dimostra ancora una volta che il diritto all'acqua unisce e non divide.
Siamo certi che le considerazioni espresse saranno di sostegno e sprone ai sempre più numerosi amministratori che nei nostri Comuni sono impegnati sulla strada per giungere ad una gestione veramente pubblica e partecipata dell’acqua. Dopo aver resistito ai progetti di privatizzazione messi in atto dall’Amministrazione Provinciale, è importante che i Comuni diano chiari indirizzi alle aziende dei servizi pubblici locali di cui sono proprietari. Lo strano mostro societario di diritto privato che alcuni vorrebbero creare è progettato solo per cedere importanti quote del nostro servizio idrico integrato a qualche grande gruppo, interessato certamente più al proprio tornaconto che al bene comune.
Nell’occasione, ricordiamo ancora all’Ufficio d’Ambito l’urgenza di ridefinire la tariffa, eliminando la “remunerazione del capitale investito”, secondo quanto stabilito dai referendum: sul diritto all’acqua non è mai stato giusto e non è più lecito speculare. La pazienza dei cittadini ha un limite.
per il Comitato Acqua Pubblica del territorio cremonese
Diego Antonioli



