Venerdì, 21 giugno 2024 - ore 02.25

Considerazioni su monopattini elettrici e ‘strade killer’ di Piercarlo Bertolotti (Fiab)

Il mondo cambia a prescindere da ciò che ci piace o meno. Avere d'improvviso qualche milione di nuovi utenti delle ciclabili farà aumentare di molto la richiesta di infrastrutture ciclabili, ed al contempo si spera di avere meno auto in circolazione in città.

| Scritto da Redazione
Considerazioni su monopattini elettrici e ‘strade killer’ di Piercarlo Bertolotti (Fiab)

Considerazioni su monopattini elettrici e ‘strade killer’ di Piercarlo Bertolotti (Fiab)

Il mondo cambia a prescindere da ciò che ci piace o meno. Avere d'improvviso qualche milione di nuovi utenti delle ciclabili farà aumentare di molto la richiesta di infrastrutture ciclabili, ed al contempo si spera di avere meno auto in circolazione in città.

Personalmente ritengo che, almeno inizialmente, sarà un bel caos. Se ho capito bene, la norma significa che i monopattini elettrici "sono" come le biciclette ai sensi del CdS. quindi:

-piste ciclabili esistenti = obbligo d'uso per bici e monopattini

-marciapiedi = divieto d'uso per bici e monopattini

-inesistenza di piste, aree pedonali, cciclopedonali = bici e monopattini in carreggiata

I monopattini dovranno avere obbligatoriamente quindi, come previsto dal CdS, un impianto di illuminazione, un sistema frenante (?), segnalazione acustica. Oltre a rispettare limiti di velocità difficilmente controllabili. Per il momento non è prevista l'obbligatorietà del casco.

Come certamente sapete, da anni si discute dell'opportunità di un'assicurazione RC (obbligatoria? se sì, in che modo? o è solo un senso di responsabilità civica personale?) e con i monopattini che si farà? Se facciamo fatica a tener buono qualche Consigliere comunale di minoranza che ogni tanto insorge chiedendo misure restrittive per le bici in area pedonale, cosa succederà con i monopattini che davvero "sfrecceranno" tra i pedoni nelle strade affollate? E dire che "andranno parcheggiati negli spazi adibiti alla sosta delle bici" credete sia sufficiente? E quelli che entreranno nei negozi o nei supermercati con un monopattino per paura del furto, come si comporteranno negli stretti spazi già densi di carrelli?

All'inizio (intendo molti anni) sarà complicato immaginare di realizzare piste ciclabili urbane di larghezza superiore ai minimi, viste le dimensioni di molte strade.

Il problema è sempre lo stesso: il numero elevato di auto porta tanta domanda, e di conseguenza tanta offerta di strutture dedicate alle auto. Qualsiasi calo del numero di auto farà calare tale domanda e quindi tale offerta, a vantaggio della ciclabilità, della pedonalità e del TPL. Se il calo della domanda viene indotto a monte del problema, invece che essere spinto con grandi difficoltà da valle, tanto meglio, tutto sarà più semplice.

Tutto ciò che serve per avere più infrastrutture, e migliori, è buono e benedetto. A noi il compito di evidenziare che l'auto non è più la dominatrice e una "concessionaria" dello spazio pubblico, ma che questo va ripensato e redistribuito fra i differenti utenti, siano esse ciclisti, pedoni, TPL o utilizzatori di monopattini.

L'assunto che "un monopattino in più è un'auto in meno" non è certo nè corretto. In parecchi sono passati dalla bici al monopattino elettrico solo perchè più facile da portare in treno, bus, tram, metro. Più facile da portare in ufficio o a casa e non fa sudare come la bici. Nelle città in cui è stato reso gratuito il TPL non si è ridotto il numero delle auto ma gli spostamenti in bici e a piedi. Se davvero si vuole ridurre l'utilizzo dell'auto (e di conseguenza il loro numero totale) occorre mettere in atto la congestion charge, togliere i parcheggi gratuiti, ridurre quelli a pagamento aumentando le tariffe della sosta.

La nostra battaglia, oltre che al recupero dello spazio urbano, sarà quella di chiedere al Governo più soldi per costruire piste ciclabili ed infrastrutture per la ciclabilità, introduzione sistematica della tassa di ingresso nelle città per le auto... ma probabilmente nessuno avrà il coraggio di farlo.

Interessante questo articolo di Valigia Blu: Barcellona apre una delle più grandi aree...prima grande dichiarazione del 2020, dopo gli impegni del parlamento inglese, della Sindaca di Parigi Hidalgo, e di moltissime altre città in tutto il mondo. E' una tendenza incontrovertibile e bisogna trasmettere i lati positivi della cosa.

Approfitto per segnalare anche una nostra lettera aperta, condivisa da molte associazioni che si occupano, come noi, dei temi ambientali e di sicurezza stradale, dopo l'incredibile serie di incidenti che hanno coinvolto pedoni e ciclisti nelle ultime settimane. Decine di vite spezzate e di famiglie distrutte con costi sociali esorbitanti. Spesso, per il modo di pensare autocentrico di molti, nella narrazione dell'incidente si utilizzano termini inappropriati e molte volte la vittima innocente appare come colpevolizzata, aumentando il dolore, lo sdegno e l'indignazione dei familiari e di chi legge. I giornalisti hanno sì il dovere di informare, ma al contempo dovrebbero essere più accorti nell'utilizzo di certi termini perchè le parole sono importanti e determinanti, influenzando il giudizio del lettore.

Piercarlo Bertolotti,  Presidente Fiab Biciclettando Cremona Coordinatore Regione Lombardia

Per saperne di più

Monopattini elettrici

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