Giovedì, 20 gennaio 2022 - ore 14.45

CORONAVIRUS: PROROGA STATO DI EMERGENZA E LE NUOVE REGOLE COVID

SCUOLA, GREEN PASS, QUARANTENA MASCHERINE E LAVORO

| Scritto da Redazione
CORONAVIRUS: PROROGA STATO DI EMERGENZA E LE NUOVE REGOLE COVID

Lo stato d'emergenza per Coronavirus sta per terminare - scade al 31 dicembre: e il Governo sta già ipotizzando come procedere.

Tra le ipotesi c'è la possibile proroga dello stato di emergenza fino a marzo 2022 e l'obbligatorietà del Green pass fino a giugno.

Speranza: "Stato di emergenza? Se sarà necessario..." - Il ministro Speranza è stato chiaro: "Come governo ci baseremo sull'evidenza scientifica: se sarà necessario prorogare lo stato di emergenza lo faremo senza timore. Ricordo che ad oggi la curva è in risalita", ha detto, ricordando quanto sia essenziale proseguire con la campagna di vaccinazione (anche per le terze dosi) e mantenere in vigore l'utilizzo di mascherine e  Green pass. 

Stato di emergenza e smart working - l'intenzione dell'esecutivo sarebbe dunque quella di non continuare con le norme anticovid che ci sono ggi ancora fino alla primavera 2022 sempre secondo l'andamento dei casi di Covid. 

Ricordiamo però che lo stato d'emergenza nazionale può durare 12 mesi con proroga di altri 12 ed essendo stato dichiarato la prima volta nel gennaio 2020, ecco che una sua ulteriore proroga nel 2022 richiederebbe un provvedimento specifico e grave. Una decisione è comunque attesa entro la fine di novembre. L'eventuale proroga dello stato di emergenza richiederebbe poi di rivedere anche le misure relative allo smart working sia nel settore pubblico sia in quello privato.

 

Green pass - Pochi dubbi, invece, sul Green pass. Nel weekend il ministro della Salute Roberto Speranza ha ribadito l'importanza del passaporto sanitario per tenere aperti in sicurezza i luoghi di lavoro ma anche quelli che consentono la socialità.

'''E' verosimile, dunque, che l'obbligo del Green pass venga prolungato fino all'estate.'' ha dichiarato il ministro-'' L'intenzione è sempre quella di arrivare al maggior numero possibile di vaccinati e, soprattutto, proteggere chi è immunizzato da chi non lo è almeno fino a quando ci saranno tracce di virus ancora in circolazione.'''

Costa: "Allentamento Green pass possibile" - Sul Green pass si è espresso anche Costa, sottolineando la correlazione tra il suo utilizzo e il numero di vaccinati. Con il 90% della popolazione vaccinata, infatti, si può considerare l'allentamento del Green pass. Il sottosegretario alla Salute l'ha spiegato a Radio 24. "Il prolungamento dello stato di emergenza e le misure restrittive sono correlate al numero dei vaccinati. Credo - ha aggiunto - che vadano date delle prospettive ai cittadini, io credo che con il 90% dei vaccinati si possano prendere in considerazione l'allentamento delle misure".

 

Mascherine, distanziamento e "colori" - E' molto probabile che vengano mantenute anche le misure basilari come mascherine e distanziamento sociale. Al momento i dispositivi di protezione individuale sono obbligatori al chiuso e naturalmente anche su questo fronte occorrerà valutare l'andamento dell'epidemia. Così come servirà valutare, per il mantenimento o meno delle misure restrittive, i cosiddetti "cambi di colore" delle Regioni, stabiliti in base al numero di positivi e posti occupati nelle terapie intensive. 

Cambia invece il fronte scuola;

Niente più Dad per le scuole dal primo caso di positività

La chiave di volta è nel numero di positivi presenti nelle singole classi necessario per far scattare la quarantena generale. Se, infatti, fino ad oggi anche con un solo studente positivo era tutta la classe a dover tornare in ''quarantena'' ovvero in Dad, tra pochi giorni si potrebbe aspettare anche fino a tre casi di positività per procedere all’isolamento dei compagni o dei docenti venuti in contatto con il caso positivo.

Molto dipenderà dalla fase di tracciamento, ovvero la procedura prevista per gli alunni entrati a contatto con l’alunno già individuato positivo.

Perché, se il test allargato viene effettuato non appena scoperta la positività - cioè in tempo zero (T0) - e l’esito è negativo per tutti i contatti, la classe potrà proseguire con le attività in presenza, senza osservare la quarantena.

Il tampone, in ogni caso, verrà ripetuto dopo cinque giorni (T5), per avere la certezza dell’effettiva negatività delle persone coinvolte.

 

Discorso un po’ diverso per i docenti che hanno svolto attività in presenza nella classe del caso positivo; infatti, se questi ultimi sono vaccinati, verrà applicata la "sorveglianza con testing" con tampone T0 e T5, come avviene per gli alunni.

I professori non vaccinati, invece, dovranno osservare la quarantena di dieci giorni, con un tampone effettuato all’inizio del periodo e, anche se negativi, alla fine del periodo di isolamento.

 

Cosa succede se i casi sono più di uno

Altra fattispecie considerata dal protocollo è quella che vede due alunni positivi nella stessa classe. Perché, in questo caso, si applicheranno misure diverse, ma uguali in tutta Italia: per gli alunni e i docenti vaccinati o negativizzati negli ultimi sei mesi dopo aver contratto la malattia, la scuola continua in presenza ma effettuando una "sorveglianza con testing". Mentre gli studenti e gli insegnanti non vaccinati dovranno osservare una quarantena di dieci giorni e, successivamente, dovranno sottoporsi al tampone, che dovrà avere esito negativo per permettere il ritorno in classe.

 

Ultimo scenario evidenziato dalla nuova disciplina è quello con tre o più casi di positività in una classe. Qui, infatti, la quarantena sarà imposta a tutti, con le regole attualmente vigenti: sette giorni di isolamento per i soggetti già vaccinati, dieci per i non vaccinati. Anche in questo caso, alla fine del periodo di quarantena tutti dovranno fare un tampone prima di poter rientrare a scuola.

 

Per la scuola dell'infanzia cambia poco o nulla

Esclusi i servizi educativi per l’infanzia, dove i bambini non sono tenuti a indossare mascherine, come avviene nei cicli d’istruzione successivi.

Qui le cose verranno gestite in continuità come quanto avviene oggi anche per le altre scuole.

Per tutti gli alunni appartenenti alla stessa sezione o gruppo del positivo verrà prescritta la quarantena di dieci giorni, con tampone alla fine del periodo di isolamento, senza possibilità di deroghe o “sconti”.

Con i docenti che hanno svolto attività in presenza nella sezione del bambino positivo che dovranno osservare un periodo di quarantena che varia da sette giorni, per i vaccinati, a dieci giorni, per i non vaccinati, al termine del quale anche per loro sarà previsto il consueto tampone che, se negativo, dà il via libera alla ripresa dell’attività in presenza.

 

Rimane la quarantena "differenziata"

Rimane il sistema “differenziato” per la gestione del rientro in classe: l'isolamento continuerà infatti ad avere durata diversa per chi si è vaccinato, 7 giorni (ovviamente laddove ciò è consentito ai ragazzi) mentre saranno 10 i giorni da passare a casa per chi ancora deve completare il ciclo vaccinale. Inoltre, nonostante queste nuove regole, resta fermo il fatto che siano le Asl a decidere di volta in volta la linea da seguire, ed è questo a provocare una non omogeneità delle tempistiche di isolamento.

 

Le reazioni

"Avevamo auspicato una semplificazione della gestione dei cluster e il documento in questione viene incontro a questa esigenze - afferma Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi (ANP) - Quindi, è un passo in avanti ma deve funzionare molto bene il tracciamento da parte delle Asl. Non deve accadere quello che è avvenuto l'anno scorso quando hanno lasciato fare tutto alle scuole. In questo caso si rischia il caos e prevedo delle difficoltà".

 

Anche perché la posizione dei presidi non permette di intervenire in modo così agevole e immediato contando anche il fatto della PRIVACY,

come sottolinea Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl Scuola, secondo cui “il dirigente scolastico può individuare i contatti scolastici ma non può autonomamente indicare le disposizioni da intraprendere”. - '' in quanto il preside “non può sapere se i dipendenti o gli alunni sono vaccinati o meno e da quanto”.

 

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