Martedì, 11 agosto 2020 - ore 21.33

Covid-19, Degli Angeli(M5S) : “Lombardia pochi tamponi e poche misure di isolamento. Dal Veneto dati migliori. Questione di fortuna o strategia?

“Prevenire è meglio che curare”. Oltre il detto, la scienza. Partendo da una lettura analitica delle dichiarazioni e dei dati forniti dai medici e scienziati esperti, è stato possibile apprendere alcuni fatti, su cui il consiglio regionale M5S Lombardia si è interrogato.

| Scritto da Redazione
Covid-19, Degli Angeli(M5S) : “Lombardia pochi tamponi e poche misure di isolamento. Dal Veneto dati migliori. Questione di fortuna o strategia?

Covid-19, Degli Angeli(M5S) : “Lombardia pochi tamponi e poche misure di isolamento. Dal Veneto dati migliori. Questione di fortuna o strategia?

“Prevenire è meglio che curare”. Oltre il detto, la scienza. Partendo da una lettura analitica delle dichiarazioni e dei dati forniti dai medici e scienziati esperti, è stato possibile apprendere alcuni fatti, su cui il consiglio regionale M5S Lombardia si è interrogato.

È un fatto che, alla data del 31 marzo, in Lombardia siano stati effettuati 1.139 tamponi ogni 100 mila abitanti e in Vento 2.165 ogni 100 mila, il doppio. in Lombardia ci sono 131,5 ricoveri ogni 100 mila abitanti, contro i 41,5 del Veneto. Il numero dei decessi è pari a 71,6 ogni 100 mila abitanti in Lombardia, contro i 9,7 del Veneto. “Alla luce di questi dati e di un confronto disarmante - si chiede il consigliere 5S Marco Degli Angeli - è più corretto asserire che il Veneto sia stato più fortunato o che, più semplicemente, abbia adottato strategie migliori?”

“In Lombardia - denuncia il gruppo consigliare M5S - non c’è stata la gestione di un piano pandemico. Abbiamo - precisa Degli Angeli - puntato sull’ospedalizzazione essendo entrati nell’occhio del ciclone in breve tempo”. La domanda, a questo punto, è sorta spontanea: “come mai dal punto di vista diagnostico, regione Lombardia che si definisce un’eccellenza, è stata carente e soprattutto non si è adeguata nello strutturare in modo adeguato i laboratori, luoghi da cui parte e nasce la prevenzione?

Al mondo pochi Stati sono riusciti ad arginare l’epidemia. Tra questi la Cina e la Corea del Sud, Paesi che hanno vissuto l’esperienza della SARS di un decennio fa. “Il loro comune denominatore - spiega il gruppo consigliare M5S di regione Lombardia - è l’enorme sforzo compiuto nella diagnosi e nell’isolamento dei casi potenzialmente infettivi”.

 

La lotta al virus passa quindi da due faticose strade, quella della prevenzione e della diagnosi in laboratorio oltre che dal distanziamento sociale e dalla tutela del personale sanitario. Un punto, quest’ultimo su cui è intervenuto anche un noto virologo, uno degli ultimi, il professor Giorgio Palù. “Dobbiamo - ha esordito -, prima di tutto mappare in fretta i soggetti asintomatici che sono o non sono venuti a contatto con il virus. In una fase di graduale ripresa delle attività, che spero avvenga presto, sono queste le cose da sapere, non altre”.

Gli ospedali in Lombardia si sono trasformati un una grande autostrada del contagio dove si è ammalto il 13% del personale sanitario, contro il 9% del resto della Penisola. Uno studio condotto da Harward e intitolato “Lessons from Italy’s Response to Coronavirus”, ha decretato come qualcosa non abbia funzionato nella gestione dell’emergenza sanitaria in Lombardia. Lo studio ha puntualizzato come, in Italia, la gestione della sanità sia decentralizzata, lasciando alle singole Regioni la possibilità di intraprendere delle strade, non omogenee. Esemplificativo è il percorso preso da Lombardia e Veneto: Zaia, governatore di regione Veneto, ha esteso i tamponi anche agli asintomatici e tenuto sotto controllo i malati a domicilio. Fontana, presidente di regione Lombardia, ha invece limitato i tamponi e posto l’accento sui casi sintomatici. “Per giunta - denunciano i 5S - ha investito poche risorse nella protezione degli operatori sanitari”.

Sono stati fatti degli errori? “Non sta a me dirlo - risponde il professor Palù, ma in Lombardia hanno ricoverato tutti, il 60% dei casi confermati, esaurendo ben presto i posti letto e trasformando Covid in un virus ospedaliero”. Il Veneto, grazie alle misure adottate dalle ASL, ha invece registrato solo il 20% dei ricoveri. “Tenendo a casa i positivi asintomatici si è evitato l’affollamento degli ospedali e la diffusione del contagio”, ha concluso il virologo.

Alla luce dei fatti, il gruppo M5S di regione Lombardia ha chiesto alla giunta Fontana se sia prevista la preparazione di “un piano per il rafforzamento dei laboratori regionali, con mezzi e personale idoneo per l’analisi dei tamponi”. E quando prevenire in laboratorio, è meglio che curare in ospedale, per il gruppo consigliare dei 5S, sarebbe prima di tutto necessario “reperire nuovo personale con lauree tecnico scientifiche e competenze professionali di laboratorio, oltre a individuare e riconvertire i laboratori di analisi non strategici, al fine di poter ottenere procedure di screening dei tamponi. Andrebbero inoltre creati centri di coordinamento comunali che si occupino di contact-tracing nel territorio. Questo favorirebbe il rallentamento dell’azione dei veri e propri driver (propagatori) dell’infezione, il che, unito a manovre di distanziamento sociale, permetterebbe un concreto appiattimento della curva dei contagi, evento atteso ma ad oggi ancora lontano”.

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