Lunedì, 30 gennaio 2023 - ore 12.07

CR Pianeta Migranti. La crisi ucraina fa scattare in avanti politiche migratorie

In una settimana, i paesi europei hanno accolto milioni di profughi ucraini dimostrando che si possono fare politiche migratorie

| Scritto da Redazione
CR Pianeta Migranti. La crisi ucraina fa scattare in avanti politiche migratorie

 Cremona Pianeta Migranti. La crisi ucraina fa scattare in avanti le politiche migratorie europee.

In una settimana, i paesi europei hanno accolto milioni di profughi ucraini dimostrando che si possono fare politiche migratorie nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani, senza mettere a rischio la nostra sicurezza economica e sociale.

 La terribile guerra in Ucraina, che colpisce soprattutto civili fra cui tanti bambini, ci sta insegnando una cosa: l’accoglienza di persone in difficoltà, anche in gran numero, anche in tempi rapidi, si può fare. Quattro milioni di profughi hanno trovato ospitalità in Europa e, per la prima volta, il Consiglio europeo ha deciso di applicare la direttiva 55/2001 per la protezione temporanea e immediata permettendo, tra l’altro, a queste persone di muoversi liberamente da un Paese all’altro dell’Unione.

Proprio a partire da questi fatti è lecito porre alcune domande.

Ma perché tutto ciò non è stato fatto anche prima?  Perché solo pochi mesi fa, i 2 mila profughi alla frontiera tra Polonia e Bielorussia, sono stati definiti dalla portavoce della Commissione europea come “un attacco alla sicurezza nazionale dell'intero continente” e sono stati abbandonati al freddo e al gelo nei boschi?

Perché, anche oggi, le persone che fuggono da altre guerre vengono respinte con violenza ai confini dell’Europa?

Perché anche per loro non viene applicata la direttiva europea 55/2001 per la protezione temporanea?

Da decenni, i media e la politica propagandano l’idea che i migranti minacciano la nostra sicurezza, benessere e identità culturale, e tutto ciò, purtroppo, è diventato senso comune. Oggi, appare evidente che si trattava solo di propaganda strumentale e retorica per diffondere la cultura della paura, del rifiuto e del razzismo, che a sua volta alimenta lo spirito nazionalista e il populismo presente nei vari Stati, al fine di  ottenere consensi elettorali.

La falsità di queste tesi e di queste politiche, che hanno lasciato morire in mare decine di migliaia di migranti, che hanno creato i lager in Libia, i respingimenti violenti sulla rotta balcanica, che hanno perseguitato le ong dei soccorsi in mare e stabilito che dare aiuto ai migranti è reato, ora, sono evidenti e sono smentite proprio dagli stessi attori  di queste scellerate politiche, che adesso spalancano le porte agli ucraini.

Oggi, l’Europa sta dimostrando di essere in grado di attuare politiche intelligenti, legali, ancora prima che umane, che rispettano il diritto internazionale e i diritti delle persone. Ricordiamoci quindi che tutto ciò si può fare: si può non esternalizzare le frontiere, non trattare con i dittatori o con i miliziani, non respingere nella tortura le persone e non criminalizzare chi prova a salvarle dalla violenza dei confini. 

È dunque possibile portare avanti politiche di accoglienza sensata e investire fondi per farlo. E sarà tutta la società a trarne benefici, nel momento in cui si riaffermano concretamente e non solo a parole, i valori e i principi che dovrebbero distinguerci da chi calpesta i diritti e la dignità umana.

Chissà se il lavaggio dei cervelli operato a lungo dall’informazione a da certa politica, (per esempio quella dei decreti sicurezza di Salvini) lascia ancora un po’ di lucidità nell’intelligenza popolare per rendersi conto dell’imbonimento subito; se resta la capacità di cogliere le tragedie generate dalle politiche europee nella vita di tantissime persone in fuga da situazioni disperate; se si capisce la gravità che tutto ciò sia avvenuto in dispregio delle leggi internazionali su migranti e rifugiati.

In questi giorni, il Regno Unito propone di deportare in Rwanda i migranti arrivati su suolo inglese dal 2022. C’è chi dice che ciò è vergognoso. E lo è, se si pensa che un paese poverissimo come il Rwanda possa accogliere i migranti che il ricco Regno Unito dice di non poter accogliere. Ma c’è da anche da chiedersi se non è peggio farli annegare in mare, torturarli nei lager e farli morire lì. In entrambi i casi è sempre un’infamia.

 

 

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