CREMA QUALCHE CONSIDERAZIONE AL BILANCIO 2024 DELL’ALER BRESCIA – MANTOVA – CREMONA
Dalla lettura della Relazione al Bilancio 2024 del Presidente Amedeo Ghidini, constatiamo che poco è cambiato rispetto alle recenti gestioni.
L’unica novità di rilievo è quella che, finalmente, si colgono le potenzialità di intervento offerte dai vari incentivi e dal PNRR: “… Sono opportunità per sviluppare nuovi progetti e rafforzare il ruolo delle istituzioni nel garantire un alloggio dignitoso a tutte le fasce di popolazione.”.
La nostra speranza è che allo scritto seguano iniziative e progetti concreti che migliorino la vivibilità degli appartamenti e la qualità della vita degli inquilini.
Rileviamo che sono sempre tantissimi gli appartamenti sfitti: 2.440 nelle tre provincie, di cui 1.097 in provincia di Cremona, 61 a Crema, ai quali vanno aggiunti i 46 di proprietà comunale.
Per gli appartamenti sfitti, venendo meno la loro funzione sociale, l’Aler ha dovuto pagare un’imposta IMU pari a 2.031.867 di euro.
Pensiamo con disappunto a quanti appartamenti si sarebbero potuti ristrutturare o costruire con questi denari e con quelli che sarebbero entrati con la riscossione degli affitti.
Il disappunto aumenta se consideriamo che in Regione Lombardia ammontano a 23.000 gli appartamenti sfitti sui quali, si è registrato un’ulteriore aggravio rispetto alle annualità precedenti di 9,7 milioni di euro.
Inoltre siamo sconcertati al pensiero che, anche calcolando solamente 2 inquilini per alloggio, unendo i 23.000 appartamenti sfitti, si darebbe vita in Regione Lombardia ad una nuova città con una popolazione pari a quella di Lodi.
Anche nel corso del 2024 l’ALER ha venduto diversi appartamenti incassando 1.221.845 di euro (nella relazione non è specificato il numero degli appartamenti).
La cessione degli immobili è una politica gestionale miope, perché è aumentata in questi anni la domanda di alloggi a canone sostenibile. Anzichè aumentarne la disponibilità la si riduce, con conseguenze sociali drammatiche.
Pensiamo non sia più rinviabile una riflessione da parte della Regione Lombardia, delle forze politiche e sindacali e delle Amministrazioni Comunali sui limiti programmatici ed operativi dell’ALER; occorre un rinnovato impegno economico e gestionale per fermare il degrado degli immobili che, in molti casi, superano i 50-60 anni dalla loro costruzione.
Nella relazione manca il giudizio (il nostro è negativo) sulla scelta di convogliare verso un call-center lontano dal territorio e privo delle conoscenze sulla situazione delle case popolari, le segnalazioni e le richieste di intervento degli inquilini.
Questa iniziativa ha cancellato la possibilità di un dialogo diretto con gli uffici preposti all’amministrazione ed alla manutenzione, allungando ulteriormente i tempi per la soluzione dei problemi.
Passando dal generale al locale è, a nostro avviso, una bella notizia la sistemazione del caseggiato di Via Galli, però è importante che i progetti non si fermino qui. Deve continuare l’impegno dell’Amministrazione Comunale e della Regione Lombardia perché a Crema ci sono altri condomini che hanno la necessità di importanti lavori di manutenzione e ristrutturazione, altre “Vie Galli” da rigenerare e salvaguardare.
Comitato Inquilini Case Pubbliche Crema
Pinuccia Gipponi, Cecilia Pedrinazzi, Maria Grazia Silva
Stelio Locatelli, Mario Lottaroli



