Lunedì, 06 luglio 2026 - ore 13.35

(CR) Commemorazione dell’eccidio del Colle del Lys

Il Comune di Cremona presente per celebrare il valore dei partigiani

| Scritto da Redazione
(CR) Commemorazione dell’eccidio del Colle del Lys

 

Commemorazione dell’eccidio del Colle del Lys

Il Comune di Cremona presente per celebrare il valore dei partigiani

Cremona, 6 luglio - Al Colle del Lys, in Piemonte vicino a Torino, si è tenuta ieri la cerimonia per commemorare i 2024 caduti delle valli di Lanzo, Susa, Sangone e Chisone, e per onorare i partigiani che hanno perso la vita nelle battaglie delle “quattro valli”. In rappresentanza del Comune di Cremona era presente con il gonfalone della città il consigliere comunale Claudio Ardigò che ha ricordato i partigiani cremonesi che in quelle zone hanno combattuto per la nostra libertà.

Colle del Lys, una storia di Resistenza

Nella primavera del 1944, le formazioni partigiane si ingrandirono ovunque, soprattutto per l’afflusso di giovani renitenti al bando d’arruolamento imposto dalla Repubblica Sociale Italiana. In quel periodo nella zona del Colle del Lys nacque la 17a Brigata Garibaldi, intitolata a Felice Cima, studente universitario, sottotenente dell’esercito e membro del Comando militare unificato della Val di Susa, caduto il 27 novembre 1943.

La Brigata era costituita da gruppi di partigiani provenienti da Val della Torre, Almese, Villardora e Condove, a cui si aggiunsero oltre cento giovani provenienti da Cremona che, durante la primavera del '44 e poi ancora l'anno seguente, raggiunsero le montagne sopra Torino per aderire al gruppo, che sarà tra i protagonisti della liberazione del capoluogo piemontese. La Brigata, che aveva posizionato i propri distaccamenti nei pressi di Rubiana, a Rocca della Sella, sul monte Arpon e nelle frazioni di Mollar, Favella e Mompellato, era piuttosto temuta dai tedeschi per il controllo che esercitava sul Colle del Lys, punto strategico all’imbocco della Valle di Susa e non lontano da Torino.

A seguito degli scioperi nelle fabbriche del marzo '44 e approfittando del clima generale di agitazione, i partigiani si impegnarono in azioni di rallentamento contro il nemico. Il comando nazista, con autoblindo e motociclette armate di mitragliatrici, carri armati e cannoni, iniziò a salire da Almese verso Rubiana, spalleggiato da reparti di fascisti della GNR (Guardia Nazionale Repubblicana). Da qui avanzò con una manovra accerchiante mentre i cannoni sistemati sulla piazza del municipio sparavano verso le zone in cui si trovano i distaccamenti partigiani che, inizialmente, tentarono di contenere l’attacco ma furono poi costretti a disperdersi nei boschi verso Rubiana effettuando una manovra di sganciamento in varie direzioni.

Durante i combattimenti vennero uccisi nove partigiani e ventitre furono catturati, torturati per ottenere informazioni ed infine fucilati. Soltanto due giorni dopo i loro compagni, con l’aiuto dei contadini e di due parroci, riuscirono a recuperare le salme straziate e seppellirle nella fossa comune di borgata Airetta di Viù.

I cremonesi caduti sul Colle del Lys

I cremonesi uccisi furono Edoardo Boccalini 'Bucalet' (39 anni), Giampaolo Conca 'Paolo' (24 anni), Benito Faleschini 'Sauro' (18 anni), Franco Scala (24 anni) e Alfredo Zaniboni 'Fredo' (41 anni). L'allora comandante, Amedeo, detto Deo, Tonani, continuò con intraprendenza le attività della Brigata con azioni contro i nazi-fascisti, ma non tardarono purtroppo altri rastrellamenti, come quello del gennaio 1945, nel quale furono catturati e uccisi altri combattenti, fra i quali i cremonesi Attilio Novasconi 'Barbarossa' (24 anni), Leonida Panni 'Leo' (19 anni), Rosolino Righetti 'Nando' (35 anni). Più tardi, nel marzo dello stesso anno, caddero anche il comandante Deo Tonani (22 anni) e il vice Sergio Rapuzzi 'Pucci' (19 anni). L’ultimo comandante della Brigata, Enrico ‘Kiro’ Fogliazza, morto il 18 febbraio del 2013, raccomandava sempre, anche durante gli ultimi mesi della sua vita, di tenere viva la memoria di quanto accaduto in quelle valli.

Dal 7 luglio 2013 al Colle del Lys dove, dal 1955, sorge il monumento commemorativo, vi è una targa a ricordo di Enrico “Kiro” Fogliazza. Alla commemorazione di ieri erano presenti anche rappresentanti dell’ANPI di Cremona. «Il colle del Lys non è solo un valico fra due valli - ha dichiarato il consigliere comunale Claudio Ardigò -. È una soglia della nostra coscienza: qui il 2 luglio 1944 la 17ª brigata Garibaldi “Felice Cima” fu accerchiata e giovani partigiani, molti dei quali cremonesi, furono catturati torturati e fucilati. Ragazzi che avevano lasciato il Po, le botteghe e le scuole per difendere una libertà che non avevano mai toccato, su montagne che non conoscevano. Conoscevano però il dovere. Oggi sul colle c’è una torre a ricordo e ogni prima domenica di luglio ritorniamo qui, perché la memoria non è nostalgia, è impegno. Cremona è qui per dire grazie ai nomi che non abbiamo dimenticato. Perché la libertà non è un titolo che si eredita, si custodisce. I nostri ragazzi devono sapere che la democrazia ha un prezzo e quel prezzo è stato pagato anche da cremonesi su questa pietra. A noi tocca il compito più difficile: non sprecare la loro vita e la loro memoria».

 

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