Lunedì, 19 ottobre 2026 - ore 16.27

Crema, stretta sul gas esilarante

Il sindaco Bergamaschi firma l’ordinanza che ne vieta la detenzione e l’utilizzo negli spazi pubblici

| Scritto da Redazione
Crema, stretta sul gas esilarante

Il Comune di Crema interviene per contrastare la diffusione del cosiddetto “gas esilarante”, una sostanza sempre più utilizzata a scopo ricreativo, soprattutto tra i giovanissimi, e potenzialmente molto pericolosa per la salute. Il 16 ottobre, il sindaco Fabio Bergamaschi ha emanato un’ordinanza contingibile e urgente che vieta, con effetto immediato e fino al 31 dicembre 2026, la detenzione e l’utilizzo di bombolette contenenti protossido d’azoto (N2O) nei luoghi pubblici, aperti al pubblico o di uso pubblico dell’intero territorio comunale, fatti salvi gli utilizzi giustificati da motivazioni mediche, alimentari o professionali.

Una decisione assunta a seguito delle segnalazioni e dei riscontri della Polizia Locale, che nelle ultime settimane ha rinvenuto in diverse vie e piazze cittadine numerose bombolette di protossido d’azoto, spesso accompagnate da resti di palloncini utilizzati per inalare la sostanza. Un fenomeno che interessa in particolare i minorenni e che ha suscitato una crescente preoccupazione tra le famiglie, rendendo necessario un intervento tempestivo a tutela della salute pubblica e della sicurezza urbana.

«La sicurezza dei nostri ragazzi e la tutela della loro salute sono responsabilità rispetto alle quali un'Amministrazione comunale non può essere indifferente. Quando un fenomeno potenzialmente pericoloso comincia a manifestarsi concretamente anche nella nostra città, abbiamo il dovere di intervenire tempestivamente, prima che si estenda», dichiara il sindaco Fabio Bergamaschi. «Questa ordinanza rappresenta una scelta precisa di prevenzione e di responsabilità, volta a contrastare comportamenti che possono mettere seriamente a rischio la salute, sebbene si parli di sostanze legali, facilmente accessibili e spesso erroneamente percepite come innocue. Sono invece capaci di provocare danni importanti, se utilizzate in modo del tutto improprio rispetto alle finalità di commercializzazione». 

Il protossido d'azoto è una sostanza legalmente commercializzata e utilizzata in ambito medico e alimentare, ma il suo impiego ricreativo attraverso inalazione comporta rischi significativi. Gli effetti immediati possono comprendere euforia, alterazione della percezione, perdita di sensibilità e annebbiamento della coscienza. L'assunzione ripetuta può inoltre provocare conseguenze neurologiche, disturbi dell'equilibrio, debolezza muscolare e alterazioni delle funzioni cognitive.

La facilità di reperimento, il costo contenuto e la breve durata degli effetti hanno contribuito alla diffusione del fenomeno in diversi Paesi europei. Una situazione che pone anche una questione di carattere normativo: il prodotto rimane infatti di libera vendita e gli strumenti a disposizione delle amministrazioni locali non consentono di intervenire direttamente sulla sua commercializzazione.

«E’ un problema diffuso, che richiede una risposta anche e soprattutto da parte del legislatore nazionale», prosegue Bergamaschi. «Le amministrazioni comunali si trovano a dover affrontare, attraverso provvedimenti straordinari, le conseguenze di un fenomeno che necessita di una disciplina più efficace e uniforme sul piano nazionale. Nel frattempo, però, non intendiamo rimanere fermi e abbiamo scelto di utilizzare gli strumenti che la legge mette a nostra disposizione, nella convinzione che la prevenzione sia parte integrante di una politica seria sulla sicurezza urbana. Una sicurezza che non significa soltanto controllo del territorio, ma anche tutela della salute, attenzione alle fragilità e possibilità per tutti di vivere serenamente gli spazi della città. Anche in questo caso ci siamo messi a disposizione della Prefettura per condividere una posizione comune, in ottica di piena collaborazione. E ringrazio la Polizia Locale per questa attenzione».

L'ordinanza, esaminata e approvata infatti nell'ambito del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica e condivisa con la Prefettura di Cremona, introduce il divieto di detenzione e utilizzo del protossido d'azoto in strade, piazze, parchi, giardini pubblici, parcheggi, pertinenze dei pubblici esercizi, impianti sportivi, oratori e altre aree accessibili al pubblico.

Per i trasgressori sono previste sanzioni amministrative da 25 a 500 euro, con pagamento in misura ridotta di 50 euro. In caso di reiterazione della violazione nell'arco di un anno, la sanzione viene raddoppiata, con pagamento in misura ridotta di 100 euro. Qualora la violazione sia commessa da un minorenne, è previsto il sequestro amministrativo del contenitore e la sua distruzione in sicurezza, con contestazione della violazione a chi esercita la responsabilità genitoriale. Nelle aree individuate dal Regolamento di Polizia Urbana potrà inoltre essere disposto l'ordine di allontanamento.

Il provvedimento sarà applicato dalla Polizia Locale e dalle Forze dell'Ordine nell'ambito delle rispettive attività di controllo del territorio.

«Il messaggio che vogliamo trasmettere è chiaro: Crema deve essere una città nella quale i giovani possano crescere serenamente, incontrarsi e vivere gli spazi pubblici in libertà, ma anche in sicurezza», conclude il sindaco. «La risposta non può per questo esaurirsi in un'ordinanza: serve un impegno condiviso tra istituzioni, famiglie, scuole e realtà educative, perché accanto alle regole cresca la consapevolezza dei rischi. Servono le regole e serve la cultura. E’ un binomio inscindibile, sul quale lavoriamo costantemente». 

113 visite

Articoli correlati

Petizioni online
Sondaggi online