Domenica, 25 agosto 2019 - ore 04.32

Cremona Disabilità Falso affermare che 11 cooperative su 15 siano state escluse di Mauro Platè

Non corrisponde inoltre al vero l'affermazione degli esponenti di Forza Italia secondo i quali la procedura ha portato all'esclusione di 11 cooperative su 15. Il Gruppo consiliare di Forza Italia, con dichiarazioni confuse e piene di contraddizioni, interviene su un tema delicato sul quale la corretta informazione è doverosa nei confronti delle famiglie coinvolte e del sempre crescente numero di situazioni di minori con disabilità certificate.

| Scritto da Redazione
Cremona Disabilità Falso affermare che 11 cooperative su 15  siano state escluse di Mauro Platè

Contrariamente a quanto dichiarato dai consiglieri comunali di Forza Italia Carlalberto Ghidotti e Ferruccio Giovetti, la procedura avviata dall'Amministrazione Comunale, finalizzata a qualificare il sistema dei servizi per i minori con disabilità è avvenuta a conclusione di un ampio percorso di confronto.

La delibera ANAC citata consente di derogare alle norme previste dal Codice degli appalti, quindi di non ricorrere ad una gara europea, introducendo il ricorso a forme di aggiudicazione negoziali. La forma negoziale scelta è stata quella della coprogettazione. In merito a tale scelta ricordo innanzitutto che già nel documento di programmazione distrettuale, deliberato il 30 aprile 2015 dall'Assemblea dei Sindaci, approvato dall'allora ASL e sottoscritto da tutti i sindaci del territorio, poi discusso nella competente commissione consiliare ed approvato infine in Consiglio comunale, si fa esplicito riferimento all'opportunità di utilizzare il modello della coprogettazione "quale strumento privilegiato attraverso cui dare forma alla programmazione e all’organizzazione degli interventi sociali". Sempre nello stesso documento, denominato Piano di Zona, che ha validità triennale, viene citato il Servizio di Assistenza per l’Autonomia Personale (S.A.A.P.) come una delle tre questioni da affrontare entro la fine del triennio in modo da promuovere un percorso di ricomposizione dei servizi. Va sottolineato che, secondo le direttive regionali, il Piano di Zona è il documento principe per la programmazione sociale. Altro aspetto importante, il Piano di Zona è uno strumento costruito e condiviso, come prevede la legge 328/2000, con tutti i soggetti pubblici e privati del territorio.

Coerentemente con questi indirizzi, la scorsa primavera il Comune di Cremona, in qualità di Ente capofila dell’Ambito distrettuale di Cremona, ha condiviso in più occasioni con i sindaci dell’Ambito cremonese e casalasco, l'opportunità di migliorare il servizio qualificando l'offerta e coinvolgendo, in modo strutturale, i soggetti del privato sociale, nonché le stesse famiglie, all'interno della definizione dei percorsi individualizzatati, sul modello della sperimentazione "Scuola Altrove", avviata con successo a Cremona già da alcuni anni.

Numerosi gli incontri svolti sia per gli amministratori comunali, sia per i referenti del terzo settore e per gli operatori. Lo scorso mese di luglio, a Cremona, sono state inoltre coinvolte le famiglie che hanno avuto l'opportunità di incontrare Luigi Croce, docente universitario con pluriennale esperienza nazionale ed internazionale in ambito di progetti e di ricerche scientifiche su tema e presidente del Comitato Scientifico di ANFFAS Nazionale; Luigi Croce seguirà il percorso, dando così un valore aggiunto alla programmazione e garantendo un salto di qualità nell'erogazione del servizio. Relativamente ai tempi, è opportuno evidenziare che la procedura avviata non si sarebbe potuta realizzare in altri periodi dell'anno data la necessità e l'impegno dell'Amministrazione a garantire al sistema scolastico l'adeguata continuità e l'organizzazione degli interventi.

Non corrisponde inoltre al vero l'affermazione degli esponenti di Forza Italia secondo i quali la procedura ha portato all'esclusione di 11 cooperative su 15. L’esito della selezione è infatti il seguente:

per il Lotto 1 è stata individuata per la coprogettazione l'ATI (Associazione temporanea di scopo) Cosper / Società Dolce / Sentiero / Gruppo Gamma;

per il Lotto 2 la ATI L’Umana Avventura / Altana / Koala / Fondazione Bruno Pari e la ATI Cosper / Società Dolce / Sentiero / Gruppo Gamma;

per il Lotto 3 l'ATI Santa Federici / L’Umana Avventura / Agorà / Pier Giorgio Frassati / Altana e l'ATI Società Dolce / Cosper / Gruppo Gamma.

Questo evidenzia che, complessivamente, sul territorio cremonese e casalasco si potranno porre le basi per avviare un lavoro integrato tra i raggruppamenti, così da qualificare il sistema di presa in carico anche con il supporto di un percorso di supervisione. Questo permetterà di costruire strumenti e prassi di lavoro omogenee su tutto il territorio con il coinvolgimento dei referenti scolastici individuati dall'UST (Ufficio Scolastico Territoriale). L'articolazione dei raggruppamenti di cooperative sui i tre lotti offre inoltre le condizioni per proseguire quanto già intrapreso, a partire dal Piano di Zona 2015-2017, sulla revisione generale del sistema di welfare più orientato alla comunità.

Contrariamente a quanto sostengono gli esponenti di Forza Italia, che forse non conoscono il servizio, non si intravedono rischi di perdite di posti di lavoro o diminuzione di lavoro delle cooperative in quanto i Comuni sostengono il costante aumento delle prese in carico che per il territorio coinvolto nella coprogettazione. Con l'avvio del nuovo anno scolastico è infatti previsto un aumento di circa 50 situazioni.

La fase in corso consentirà di avviare i servizi assistenziali all'inizio delle attività scolastiche e di svilupparle in seguito, anche con il supporto delle associazioni dei genitori. I diversi soggetti coinvolti, in questo momento di intenso lavoro, hanno manifestato l'esigenza di puntare sui seguenti aspetti: continuità educativa dei percorsi sui minori; radicamento territoriale; coinvolgimento della famiglia nel progetto individualizzato. Questi sono i principi guida che orientano ed orienteranno il confronto e la condivisione nei prossimi anni. In particolare, il ruolo delle associazioni e delle famiglie, la loro partecipazione al progetto individualizzato, la possibilità di segnalare situazioni e bisogni particolari, saranno al centro dell'incontro, in programma venerdì 8 settembre, dedicato ai genitori residenti a Cremona.

In conclusione, il lavoro di oggi è parte di un percorso su un tema strategico che ha visto e che vede la nostra città ed il territorio agire con attenzione e capacità di innovazione, un percorso che rappresenta un banco di prova per ulteriori prospettive di forme di integrazione tra Cremona, il territorio cremonese e quello casalasco.

NOTA TECNICA DEL SETTORE SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE

In riferimento alla legittimità del percorso intrapreso dall’Amministrazione comunale attraverso la coprogettazione dei servizi per la presa in carico delle persone con disabilità, l'Amministrazione comunale precisa quanto segue.

Coerentemente con gli strumenti normativi regionali e nazionali, sull'esempio di esperienze innovative emerse dal confronto con altri servizi territoriali di altre province, tenuto conto dei risultati conseguiti attraverso un percorso decennale di accreditamento dei soggetti gestori, è stata avviata una procedura di coprogettazione. Questo è avvenuto con l’obiettivo, in prospettiva, di creare condizioni omogenee fra i tre territori (Cremona, Distretto di Cremona e Distretto di Casalmaggiore) per sostenere l’evoluzione dei servizi, anche di fronte ai nuovi bisogni delle famiglie emersi in questi ultimi anni.

Va innanzitutto precisato che la deliberazione 32/2016 dell'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) evidenzia come le disposizioni di settore in materia di affidamenti di servizi sociali prevedano la possibilità di effettuare affidamenti a soggetti del terzo settore in deroga all’applicazione del Codice dei contratti: vine così introdotto il ricorso a forme di aggiudicazione negoziali in modo da consentire agli organismi del privato sociale di mettere in campo nel modo migliore le loro progettualità.

Lo strumento della coprogettazione è peraltro disciplinato dalla normativa regionale che, con la DGR (Deliberazione di Giunta Regionale) 1353/2011 prevede la possibilità di utilizzare tale strumento tra enti pubblici e partner privati per la definizione di interventi ed attività complesse. Inoltre, la DGR 12884/2011 fornisce indicazioni sulla procedura di coprogettazione tra Comune e soggetti del terzo settore per attività ed interventi innovativi e sperimentali nel settore dei servizi sociali.

Dal punto di vista tecnico lo strumento della coprogettazione, adottato anche a seguito dell’analisi di altri strumenti gestionali, ha lo scopo di favorire il superamento del rapporto tradizionale di committenza tra pubblico e privato sociale. Questo permette, nel contempo, di porre in luce un nuovo ruolo per il terzo settore, non più solo di mero gestore di servizi e prestazioni, ma anche come soggetto che collabora in termini di competenze e visioni nuove nella produzione del servizio progettato in sinergia.

Pertanto il Comune di Cremona, in qualità di Ente capofila del Piano di Zona dell’Ambito Sociale di Cremona, ha assunto il ruolo di referente per lo svolgimento dell'istruttoria pubblica di coprogettazione, assumendosi la responsabilità di compiere tutte le fasi procedurali.

Per rafforzare l'integrazione tra i vari territori, a partire dal Servizio di Assistenza per l’Autonomia Personale (S.A.A.P.), i committenti diretti dell'istruttoria pubblica di coprogettazione sono stati pertanto tre: il Comune di Cremona per l’area territoriale della Cremona città (Lotto n. 1); l’Azienda Sociale del Cremonese per l’area territoriale dei 46 Comuni aderenti all’Ambito Sociale di Cremona (Lotto n. 2); il Consorzio Casalasco dei Servizi Sociali (CONCASS) per l’area territoriale dei 20 Comuni che fanno parte l’Ambito Sociale di Casalmaggiore (Lotto n. 3).

Nel rispetto delle caratteristiche dei territori coinvolti, l’istruttoria pubblica di coprogettazione, pur mantenendo una logica di uniformità dei criteri generali di accesso e di valutazione, è stata suddivisa in tre lotti. E' stato poi previsto che ogni organizzazione, in forma singola o associata, potesse presentare una proposta progettuale in relazione ad uno o più lotti. In questi giorni sono in corso le attività di coprogettazione rivolte alle organizzazioni che hanno superato la fase di selezione.

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