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Cremona, operatore della Caritas aggredito fuori dalla sede. “Anche a causa dell’emergenza sanitaria, le tensioni rischiano di aumentare”

Nella serata di ieri - martedì 21 aprile - Alessio Antonioli, uno degli operatori storici della Caritas Cremonese, è stato vittima di un'aggressione appena fuori dalla sede in via Sant’Antonio del Fuoco

| Scritto da Redazione
Cremona, operatore della Caritas aggredito fuori dalla sede. “Anche a causa dell’emergenza sanitaria, le tensioni rischiano di aumentare”

Cremona, 22 aprile 2020 - Nella serata di martedì 21 aprile un operatore della Caritas diocesana in strada, nei pressi della sede di via Sant’Antonio del Fuoco, è stato vittima di una violenta aggressione. In merito al gravissimo episodio Caritas Cremonese e la Diocesi di Cremona esprimono la propria solidarietà ad Alessio Antonioli, confermando la vicinanza a lui e alla sua famiglia in questo momento di comprensibile apprensione.

Fortunatamente le condizioni fisiche di Antonioli non sono gravi (frattura del setto nasale), resta tuttavia la crescente preoccupazione per la sicurezza di chi con impegno e professionalità, come Alessio, presta ogni giorno, da anni, il proprio servizio a sostegno delle tante fragilità che attraversano il tessuto sociale.

Una preoccupazione condivisa anche don Pierluigi Codazzi, direttore della Caritas diocesana: «Stiamo assistendo in questi mesi a episodi di tensione e, come in questo caso, di violenza. Siamo allarmati, ma intendiamo confermare e continuare il nostro importante impegno per garantire in tutte le nostre strutture la sicurezza di operatori e ospiti, sforzandoci di trovare un equilibrio necessario tra le esigenze di legalità e la giusta dimensione dell’accoglienza. Un’attenzione ancora più urgente in un periodo come questo in cui, anche a causa dell’emergenza sanitaria, le tensioni rischiano di aumentare».

«Alessio – spiega ancora il direttore della Caritas – è uno degli operatori storici e da sempre si dedica in particolare al Centro di ascolto, all’incontro con le persone e alla formazione sul territorio diocesano. Ha sempre dimostrato una disponibilità e una mitezza fuori dal comune: anche per questo, non essendoci stati con l’aggressore precedenti divergenze né discussioni, trovo ancora più inspiegabile e assurdo questo gravissimo episodio di violenza.

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