Martedì, 20 ottobre 2020 - ore 08.54

Cremona Pianeta Migranti. I chiaroscuri del nuovo decreto Immigrazione

Il decreto legge su Immigrazione e protezione internazionale varato dal Consiglio dei Ministri modifica i decreti sicurezza di Salvini. Le associazioni, le ong e gli esperti evidenziano i passi in avanti della riforma, ma anche le criticità.

| Scritto da Redazione
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Cremona Pianeta Migranti. I chiaroscuri del nuovo decreto Immigrazione

Il decreto legge su Immigrazione e protezione internazionale varato dal Consiglio dei Ministri modifica i decreti sicurezza di Salvini. Le associazioni, le ong e gli esperti evidenziano i passi in avanti della riforma, ma anche le criticità.

Sono dodici articoli che introducono, tra le misure, il Sistema di Accoglienza e Integrazione (ex Sprar), a cui potranno accedere anche i richiedenti asilo, esclusi con i precedenti decreti dall’accoglienza diffusa e dalle misure di integrazione.

Viene introdotta inoltre la protezione speciale (una sorta di nuova protezione umanitaria) e sono previste nuove disposizioni per le Ong che operano in mare.

Sono modifiche che vanno nella direzione di una continuità, rispetto alla situazione precedente ai decreti sicurezza. Rimane il rammarico di aver visto, in questi due anni, la sofferenza di molte persone che, dopo aver già patito nei loro Paesi e durante il viaggio, hanno trovato tanti ostacoli e difficoltà d’ingresso in Italia.

Padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli di Roma, reputa i cambiamenti adottati un primo passo nella giusta direzione, ma sottolinea che “è giunto il momento di un atto coraggioso da parte del Parlamento, perché affronti il tema immigrazione, compreso il diritto d’asilo, nella sua globalità”. Invita pertanto a rivedere nel complesso la legge Bossi Fini che ha un impianto vecchio di 20 anni, come del resto chiede da un ampio cartello di organizzazioni di società civile che hanno depositato in parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare attraverso la Campagna “Ero straniero-l’umanità che fa bene”.

Superare subito la Bossi Fini e puntare su accoglienza, lavoro e inclusione corrisponde ad una necessità impellente considerata la mancanza di manodopera straniera verificatasi durante il lockdown.

Per quanto riguarda le ong dei salvataggi, il decreto cancella le multe milionarie ai titolari delle navi, riducendole tra i 10.000 e 50.000 euro in caso di violazioni, richiamando la disciplina del Codice della navigazione e togliendo le sanzioni amministrative.

Secondo la portavoce di Sea Watch “non vengono fatti sostanziali passi in avanti dal momento in cui, si mantiene il pregiudizio rispetto all’attività delle Ong”. Il rischio sanzionatorio viene spostato dal piano amministrativo a quello penale, aggiungendo quindi la garanzia dell’intervento del giudice, “tuttavia le disposizioni prese restano un deterrente e una limitazione di accesso alle acque territoriali nonostante non ci sia evidenza di illeciti da parte delle Ong”.

Anche Open Arms e Medici senza frontiere criticano le multe alle ong, perché "salvare vite umane non dovrebbe essere considerato reato in alcuna circostanza". Molti i dissensi anche sulla parte che riguarda la riforma della legge sulla cittadinanza: il decreto Salvini ne allungava i tempi per l'ottenimento per gli stranieri naturalizzati in Italia, portandoli da due a quattro anni. Le modifiche attuali riducono i tempi a tre anni, ma non riportano il testo alla sua formulazione originaria, né lo migliorano ulteriormente

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