Domenica, 20 giugno 2021 - ore 21.16

Cremona Pianeta Migranti. L’equipaggio Jonio indagato in Italia premiato all’estero.

A Copenaghen ha ricevuto il “Nobel” dei marinai per il trasbordo di 27 migranti da una petroliera bloccata da 38 giorni in mare. A Ragusa invece l’equipaggio è accusato di “favoreggiamento dell’immigrazione”.

| Scritto da Redazione
Cremona Pianeta Migranti. L’equipaggio Jonio indagato in Italia premiato all’estero. Cremona Pianeta Migranti. L’equipaggio Jonio indagato in Italia premiato all’estero.

Cremona Pianeta Migranti. L’equipaggio della mare Jonio indagato in Italia, ma premiato all’estero.

A Copenaghen ha ricevuto il “Nobel” dei marinai per il trasbordo di 27 migranti da una petroliera bloccata da 38 giorni in mare. A Ragusa invece l’equipaggio è accusato di “favoreggiamento dell’immigrazione”.

In Italia sono indagati per aver ricevuto un sostegno economico di 120mila euro dopo trasbordato dalla petroliera Maersk Etienne 27 migranti da 38 giorni bloccati sulla nave commerciale che li aveva soccorsi nel Canale di Sicilia ma non aveva ottenuto un porto di sbarco. A Copenaghen hanno ricevuto il “Nobel” dei naviganti, il premio internazionale “Søfartsprisen” assegnato all’equipaggio della petroliera e a quello di Mare Jonio, la nave della ong “Mediterranea Saving Humans”.

“In conformità con lo spirito e lo scopo del Søfartsprisen, i capitani di Maersk Etienne e Mare Jonio sono stati premiati - si legge nella motivazione del riconoscimento assegnato ieri - perché hanno dimostrato un coraggio straordinario e un'immensa attenzione umanitaria in una situazione disperata”.

I comandanti e gli equipaggi “hanno dimostrato, con le loro azioni, il forte spirito dei marittimi che non voltano mai le spalle alle persone in difficoltà in mare. Inoltre, i 38 giorni di stallo politico, senza una soluzione immediata, hanno evidenziato la situazione insostenibile nel Mediterraneo, dove lo sbarco sicuro e rapido non è garantito”. L’organizzazione umanitaria “ha fatto quello che né lo stato di bandiera danese, né l'Ue, né nessun altro soggetto coinvolto sono stati in grado di fare nonostante gli enormi sforzi diplomatici”. Ora però è indagata dalla procura di Ragusa che l’accusa di avere trasbordato migranti in cambio di denaro. Dai documenti dei pm e dai tabulati telefonici però non emergono contatti precedenti tra "Mediterranea" e il gruppo "Maersk". I manager della Maersk hanno più volte dichiarato di essere disposti a venire interrogati, ma non sono mai stati contattati dagli inquirenti italiani.

“Noi, marinai e attivisti, abbiamo semplicemente fatto il nostro dovere. E, come sapete - ha ricordato Beppe Caccia di Mediterranea, al momento della premiazione - otto di noi sono sotto inchiesta, accusati di “favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina” proprio per aver soccorso i migranti della “Maersk Etienne”. Affrontiamo questa inchiesta con la serenità di chi sa di aver fatto quello che era giusto fare. E con la convinzione che, alla fine, sarà la verità ad emergere”. Avrebbe poi aggiunto: “Oggi, un virus più subdolo del Covid-19 colpisce le nostre società: la rottura di quel vincolo di solidarietà che sta alla base della convivenza umana. In terra come in mare. Non è forse questa la suprema legge del mare? Quella che da secoli marinai e armatori, conoscono meglio di chiunque altro? Sono le stesse leggi che, ogni giorno nel mare Mediterraneo, gli Stati e i Governi dimenticano e violano sistematicamente. In uno specifico rapporto, l’Alto Commissariato Onu per i diritti umani ha denunciato come nel Mediterraneo centrale regni un’indifferenza letale. Solo nei primi mesi del 2021, 700 persone hanno perso la vita nel tentativo di attraversarlo. Quasi 10.000 di loro sono stati catturati e deportati di nuovo in Libia. Non siamo noi i veri “eroi” ma queste donne, uomini, bambini, che dopo aver subito torture e stupri, abusi e violenze di ogni genere nei campi di prigionia libici, hanno ancora il coraggio e di resistere e di raggiungere le coste dell’Europa nella prospettiva di un futuro migliore. Noi crediamo che, insieme, i marittimi e gli armatori di tutta Europa, cooperando con le organizzazioni civili del soccorso in mare che possono contare sul sostegno di migliaia di cittadini europei, saranno capaci di rilanciare e continuare la lotta per il rispetto del diritto marittimo e dei diritti umani. Affinché il nostro mare non sia più un cimitero, ma un luogo di vita per tutti i popoli.

 

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