Mercoledì, 20 ottobre 2021 - ore 13.08

Cremona Pianeta Migranti. Lampedusa 3 ottobre, giornata memoria e accoglienza.

Il Comitato 3 ottobre organizza a Lampedusa il progetto “Siamo sulla stessa barca. E’ il più grande evento europeo sul tema del fenomeno migratorio rivolto agli studenti italiani ed europei

| Scritto da Redazione
Cremona Pianeta Migranti. Lampedusa 3 ottobre, giornata memoria e accoglienza.

Cremona Pianeta Migranti. Lampedusa 3 ottobre, giornata della memoria e accoglienza.

Il Comitato 3 ottobre organizza a Lampedusa il progetto “Siamo sulla stessa barca. E’ il più grande evento europeo sul tema del fenomeno migratorio rivolto agli studenti italiani ed europei.

 Il 3 ottobre 2013 morivano nel tragico naufragio al largo di Lampedusa 368 persone. Si disse allora “Mai più!” Ma da allora hanno perso la vita in mare altre 22000 persone nel tentativo disperato di trovare protezione in Europa. Un mare di vergogna!

Dal 2016 in poi, grazie alla proposta del Comitato 3 ottobre, in questa data si celebra la giornata della memoria e accoglienza: iniziativa insignita della Medaglia della Presidenza della Repubblica italiana e dell’Alto patrocinio del parlamento europeo.

Dal 1 al 3 ottobre, a Lampedusa ci saranno 350 studenti accompagnati da 93 docenti di 20 paesi europei (Italia, Bosnia, Croazia, Lettonia, Austria, Ungheria, Portogallo, Grecia, Romania, Spagna, Slovacchia, Germania, Belgio, Slovenia, Francia, Danimarca, Olanda, Inghilterra, Cipro, Estonia).

Insieme a loro, anche i parenti delle vittime che verranno calorosamente accolte dai membri del Comitato 3 ottobre. Saranno coinvolte oltre 15 associazioni e ong internazionali e tre agenzie delle Nazioni Unite. Verranno a Lampedusa fotografi di fama internazionale e autorità civili e religiose tra cui l’Arcivescovo di Agrigento e l’Imam di Catania.  Le serate saranno animate dagli studenti di alcuni licei, e da varie performace artistiche condotte da famosi personaggi dello spettacolo.

L’obiettivo del progetto è quello di rafforzare la consapevolezza degli studenti sul fenomeno migratorio, sull’interdipendenza globale, sui diritti umani e sulla possibile integrazione culturale dei migranti e rifugiati.

Inaccettabile che si continui a perdere la vita in mare!” sottolinea Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre. “Essere qui in queste giornate è per noi un dovere civico e morale. Non possiamo accettare che donne, bambini e uomini in fuga dalla violenza continuino a perdere la vita in mare per una carenza di mezzi di soccorso e per l’assenza di corridoi umanitari. Non è più sostenibile che il soccorso sia delegato alla Guardia Costiera italiana, a poche ONG e a mercantili che non sono attrezzati per il salvataggio ed il trasporto di persone vulnerabili. Come non è sostenibile – ha aggiunto Tareke Brhane – che solo agli stati costieri sia lasciato l’onere esclusivo dell’accoglienza di chi arriva via mare. Si rende sempre più necessario un meccanismo stabile e coordinato di soccorso. Sempre più urgente ripristinare un’operazione efficace di ricerca e soccorso nel Mediterraneo e dotarsi di un meccanismo di sbarco e redistribuzione automatica dei richiedenti asilo negli Stati membri della UE.  Per noi del Comitato, il 3 ottobre ci ricorda che il salvataggio di vita umane deve sempre essere la priorità numero uno.”

Va ricordato che l’obbligo di assistenza in mare è sancito dal diritto internazionale, non solo in virtù di accordi stipulati, ma anche come parte integrante del diritto consuetudinario. In quanto tale, dovrebbe essere garantito “alle persone in difficoltà, indipendentemente dalla loro nazionalità, dal loro status o dalle circostanze in cui si trovano

Sono numerosi i trattati stipulati in materia di sicurezza marittima e salvataggio in mare, quali:

      - la Convenzione Internazionale per la Salvaguardia della Vita Umana in Mare del 1974

      - la Convenzione Internazionale sulla Ricerca e Salvataggio Marittimo (SAR) del 1979

      - la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS) del 1982

Gli obblighi derivanti dalla ratifica di queste convenzioni ricadono sugli Stati contraenti nel “coordinare e cooperare affinché le persone soccorse in mare sbarchino in un luogo sicuro il prima possibile.”

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