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Cremona Terminato il corso Il Clima che cambia con Luca Mercalli

Il Clima che cambia le cui Lezioni si sono tenute per via telematica il giorno martedì 9 marzo 2021 e il giorno martedì 16 marzo 2021

| Scritto da Redazione
Cremona Terminato il corso Il Clima che cambia  con  Luca Mercalli

Terminato il corso Il Clima che cambia  con  Luca Mercalli |Fondazione Luigi Masserini

La Fondazione Luigi Masserini per gli Studi Aziendali e Amministrativi e l’Associazione Amici della Fondazione Luigi Masserini di Cremona, unitamente agli Istituti di Istruzione Superiore “A. Ghisleri” e Liceo Scientifico “G. Aselli”, ha promosso l’organizzazione del Corso Interdisciplinare nel periodo di marzo 2021 dal titolo “Il Clima che cambia” le cui Lezioni si sono tenute per via telematica il giorno martedì 9 marzo 2021 e il giorno martedì 16 marzo 2021, dalle ore 10:00 alle ore 12:00.

Relatore il Prof. Luca Mercalli, docente de “Il cambiamento climatico: un approccio interdisciplinare” presso la Scuola di Studi Superiori “Ferdinando Rossi” nell’Università degli Studi di Torino, presidente della Società Meteorologica Italiana nonché direttore della rivista Nimbus, divulgatore scientifico, scrittore e, ovviamente, climatologo nonché glaciologo di fama mondiale.

L’iniziativa è frutto della volontà da parte della Prof.ssa Simona Piperno, Dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore “A. Ghisleri”, e del Prof. Alberto Ferrari, Dirigente del Liceo Scientifico “G. Aselli”, di aprire la scuola a temi di grande attualità e a personalità di indubbia competenza scientifica, convinti che in questo nefasto periodo caratterizzato dalla COVID-19 occorra reagire con coraggio a ogni tipo di rassegnazione.

Per il Dott. Sergio Margotti, presidente della Fondazione Luigi Masserini, “questo Corso Interdisciplinare è la dimostrazione che scuola e società possono interagire positivamente e che l’insegnamento umano e scientifico del compianto Prof. Masserini continua a produrre frutti. Grazie ai rapporti che abbiamo mantenuto con Università e Centri di Ricerca, abbiamo contattato con successo il Prof. Luca Mercalli e siamo orgogliosi come Fondazione di essere al servizio disinteressato della città e, in particolare, dei giovani studenti post-millennials perché, in questi tempi difficili, possano acquisire sempre maggiori strumenti conoscitivi e guardare al mondo con responsabilità e speranza.”

La prima Lezione dal titolo “Il Clima che cambia” si è conclusa con successo, vedendo coinvolte centinaia di studenti degli Istituti partecipanti all’iniziativa.

Il Prof. Luca Mercalli ha condotto la Lezione individuando nel riscaldamento globale il fenomeno responsabile dell’attuale cambiamento climatico analizzando scientificamente cause ed effetti, osservazioni e scoperte che hanno indotto i climatologi a correlare la variazione della concentrazione atmosferica di molecole climalteranti (in particolare la CO2) all’effetto serra naturale, una fragile “coperta termica” di vitale importanza per il pianeta Terra. Grazie all’estro, al rigore e talvolta al coraggio di alcuni climatologi, durante gli esperimenti (talvolta delle vere e proprie missioni estreme come il Progetto EPICA, Antartide, 1996-2005), condotti al fine di implementare nuovi metodi di misurazione delle grandezze fisiche caratteristiche di codesto fenomeno, la base dei dati si è ampliata mostrando anomalie mai osservate prima. Queste, contribuendo allo sviluppo di teorie che integrassero l’effetto serra antropogenico, hanno indotto la genesi di modelli climatici il cui esito inequivocabile avvalorava altresì dati e osservazioni propri di discipline affini (come la paleoclimatologia, la dendroclimatologia, analisi di fonti storiche etc.). Il Relatore ha saputo attrarre la curiosità degli studenti intervallando alla propria analisi un’impeccabile ricostruzione storica del clima del passato concentrandosi in conclusione sui personaggi e sulle istituzioni che hanno contribuito maggiormente allo sviluppo della climatologia negli ultimi due secoli. L’ultima parte ha visto protagonisti gli studenti; le loro domande e curiosità, focalizzate principalmente sulla ricerca delle soluzioni, hanno indotto una convergenza unanime sul bisogno di comportamenti personali e collettivi di maggiore sobrietà e sensibilità ambientale, in attesa di adeguate azioni istituzionali.

Si è conclusa anche la seconda Lezione dal titolo “Transizione ecologica e tutela dei Beni comuni” che ha visto coinvolte centinaia di studenti degli Istituti partecipanti all’iniziativa.

Il Prof. Luca Mercalli ha condotto la Lezione sviluppando un’attenta, meticolosa e ricercata analisi scientifica degli scenari climatici futuri e i relativi rischi che dovranno essere affrontati dalle future generazioni e da quelle che, già oggi, subiscono le conseguenze di soluzioni disfunzionali al cambiamento climatico in atto, il cui sviluppo può essere definito al limite del catastrofico: rapido, inedito, incognito. Globale.

Partendo dalla correlazione osservata nella precedente Lezione, tra le emissioni di gas climalteranti e variazione di temperatura, i climatologi hanno sviluppato modelli matematici di simulazione che identificano lo spettro degli scenari climatici futuri, funzionali alla serie storica dei dati, proiettati su lungo periodo, fino al 2100. Tra questi è possibile osservare quattro categorie di scenari dalle quali dedurre le variazioni di temperatura medie globali. La prima è rappresentabile con un rallentamento seguito da una saturazione a 2 °C; uno scenario sostanzialmente prudente, rappresentante l’applicazione dell’Accordo di Parigi 2015. L’ultima, la peggiore, è rappresentabile con un’accelerazione fino a 5 °C; uno scenario catastrofico che renderebbe il pianeta Terra invivibile. L’analisi di codesti scenari ha indotto l’implementazione di modelli matematici in grado di stimare il rischio climatico associato ai danni derivanti dagli effetti che il cambiamento climatico in atto manifesta periodicamente: alluvioni, uragani e tornado, incendi boschivi, siccità estrema, aumento del livello dei mari e maree – in particolare nella Laguna di Venezia – rappresentativi dell’incremento esponenziale della frequenza e dell’intensità degli eventi estremi nonché dell’irreversibilità dei danni derivati.

Evitare l’ingestibile, gestire l’inevitabile. Si potrebbe riassumere in questa frase l’implementazione delle linee di intervento propedeutiche la riduzione del rischio climatico. Evitare l’ingestibile, cercando di allontanarsi il più possibile dallo scenario catastrofico attraverso azioni di mitigazione (passaggio alle energie rinnovabili, miglioramento efficienza e conservazione energetica, mobilità sostenibile ed efficiente); gestire l’inevitabile, attraverso azioni di adattamento a scenari meno estremi ma non privi di rischi (ricollocazione aree urbane, infrastrutture a protezione dei centri abitati, salute pubblica). Due fronti inevitabilmente convergenti a sobrie e razionali soluzioni, sia locali che globali, la cui applicazione è fortemente ostacolata dalle profonde disparità intercontinentali di emissioni di CO2 pro-capite che vedono i Paesi con elevato tenore di vita (e di spreco) quali principali, talvolta unici, responsabili. Sono necessarie, quindi, opzioni di sviluppo economico che possano favorire un progressivo riequilibrio nonché una rapida riduzione delle emissioni. Tuttavia, la disciplina economica non ha saputo gestire l’evolversi della situazione e solo nell’ultimo periodo ha riconosciuto nel cambiamento climatico la possibilità di avere una severa e sistemica distruzione dell’Economia globale.

Tra le soluzione il Relatore ha evidenziato: la necessità di accelerare il processo di riqualificazione energetica degli edifici, riducendo la massiva e talvolta incontrollata cementificazione; la riduzione dei viaggi aerei, estremamente inefficienti ed energivori; l’adozione di strategie di mobilità più sostenibili e un progressivo sviluppo dell’auto elettrica alimentata da energie rinnovabili, piccola e leggera; l’adozione di piattaforme di telelavoro e teledidattica capaci di indurre una riduzione dei quotidiani micro-spostamenti; riduzione del consumo di carne soprattutto derivante da allevamenti intensivi, responsabili del 15% delle emissioni globali. Soluzioni affini alle opzioni di sviluppo e agli adempimenti promossi dall’Unione Europea attraverso l’Agenda 2030 e lo European Green Deal 2050.

È il tempo, quindi, il fattore critico. Non c’è più tempo e non c’è un pianeta di riserva.

È necessario accelerare la transizione ecologica.

Ora o mai più.

La Lezione si è, quindi, conclusa dando agli studenti la possibilità di interagire direttamente con il Relatore. Le curiosità risolte hanno lambito tematiche legate a svariate discipline (Fisica, Filosofia, Economia, Ingegneria etc.) e hanno indotto profonde riflessioni nelle quali l’Essere Umano risulta essere origine di un cambiamento unico nella Storia il cui esito deve favorire lo sviluppo di nuovi nonché più equi modelli sociali ed economici.

Per informazioni:

Web:      www.fondazioneluigimasserini.org

e-mail:    info@fondazioneluigimasserini.org

 

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