Mercoledì, 21 agosto 2019 - ore 22.41

Dall’invio fax al controllo del proprio conto in banca: la nuova era basata su internet

Quella che stiamo vivendo è un’era fortemente caratterizzata dall’utilizzo delle nuove tecnologie e, quindi, basata su internet.

| Scritto da Redazione
Dall’invio fax al controllo del proprio conto in banca: la nuova era basata su internet

Robotica, intelligenza artificiale, big data, cloud computing, internet delle cose, sensoristica, cybersecurity hanno avuto un’accelerazione straordinaria a causa della scalabilità dei processi e dei servizi avviati nello straordinario ecosistema internettiano, fisso e mobile, rivolti agli utilizzatori.

 

Uno dei settori maggiormente colpiti da questa rivoluzione è quello del lavoro. Oggi, infatti, tutto si muove velocemente sulla rete, basti pensare a programmi come il fax online o a quelli per le foto ed i video. Altro concetto fondamentale è la questione dati. Inoltre, la conoscenza approfondita della sensoristica e della cloud può accelerare l’innovazione di prodotto e l’introduzione negli oggetti di funzioni innovative che saranno immediatamente tradotte in prototipi pronti a cercare un feedback dal mercato.

 

Di questo passo la qualità dell’occupazione è destinata a cambiare. L’Ocse vede solo un 10% di mestieri a rischio di sparizione, ma almeno il 30% di mestieri destinati a una profonda trasformazione. Che dovrebbe avvenire in risposta a una tendenza sintetizzata da Martin Ford, autore di “Il futuro senza lavoro“.

 

La rivoluzione non ha riguardato solo la sfera lavorativa, ma anche quella privata. Pensiamo all’ambito dell’intrattenimento come serie tv e giochi, ovviamente autorizzati come il casino di NetBet, per arrivare poi ad ambiti più importanti. Tra le innovazioni degli ultimi anni utilizzate da sempre più utenti vi è l’home banking, nota probabilmente ai più con il nome di banca online. Un servizio che ha offerto la possibilità di evitare di recarsi presso la filiale del proprio istituto di credito per gestire il conto corrente, effettuare bonifici, pagamenti, acquisti e quant’altro. Si tratta di vere e proprie banche, senza filiali. Questa è in buona sostanza la principale differenza tra una banca tradizionale ed una banca online.

 

Differenza che è stata sensibilmente assottigliata dalla decisione presa dalle banche tradizionali di offrire ai propri clienti anche il servizio di home banking sul web. In pratica ogni cliente ha a disposizione la duplice possibilità di operare sia da remoto per mezzo di qualsiasi dispositivo che permetta il collegamento ad internet e sia in filiale. In questo modo le banche tradizionali hanno ridotto quel gap di economicità che stava rendendo maggiormente appetibili da parte dei consumatori, le banche online.

 

Il principale vantaggio della banca online riguarda il risparmio economico per l’utente. Per dare qualche numero, l’utilizzo del conto corrente di una banca online rispetto ad uno di banca tradizionale permette un risparmio mediamente superiore al 90% sulle spese.

 

Questa è una diretta conseguenza del fatto che le banche online hanno costi di molto inferiori rispetto a quelle tradizionali non avendo filiali e personale chiamato a gestirle. Anche le banche tradizionali proponendo ai propri clienti un servizio di home banking hanno abbattuto decisamente i costi; è stato appurato un risparmio tra il 40 ed il 65% a seconda dell’utilizzo che se ne fa del conto.

 

La rete, inoltre, offre la possibilità di acquistare qualsiasi genere di prodotto stando comodamente seduti sul divano ed utilizzando lo smartphone, il pc o qualsiasi genere di strumento tecnologico. Un modo di fare talmente radicato da generare un vero e proprio fenomeno, il Retail Apocalypse, ossia la chiusura dei negozi fisici in America a causa del cambiamento comportamentale della popolazione.

 

Questo avvenimento sta ovviamente prendendo piede anche in Italia, proprio perché le nuove generazioni, rispetto a quelle prima dei millennials (quelli nati a partire dal 1984) hanno cambiato modo di vivere e di spendere. Negli Stati Uniti l’hanno definita una vera e propria Retail Apocalypse, e riflette lo stato in cui il settore retail si trova: negozi fisici - grandi o piccoli che siano, presenti o meno nei centri commerciali - stanno chiudendo senza soluzione di continuità. 

 

Tutte le grandi catene a stelle e strisce sono impegnate nel rivedere le loro strategie di azione, confrontandosi con la spietata concorrenza del commercio online e con nuovi consumatori sempre meno presenti nei grandi malls e sempre più avvezzi a comprare in rete. In Italia non c’è (ancora) nessuna apocalisse in vista: nel 2016 si contavano 943 centri commerciali e pure nei primi mesi del 2017 ne sono stati inaugurati di nuovi. La vera sfida, oltre a garantire un online store efficiente, risiede nell’assicurare il difficile equilibrio tra varietà, velocità e flessibilità, che le decisioni dei consumatori hanno dimostrato essere cruciale. L’arena competitiva è completamente cambiata rispetto a dieci o vent’anni fa, e il cambiamento - così come l’assunzione di un certo numero di rischi - è sia auspicabile, sia inevitabile: i retailer che nell’immediato futuro decideranno di optare per l’immobilismo avranno, purtroppo, grandi difficoltà.

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