Mercoledì, 23 ottobre 2019 - ore 13.13

Ho nostalgia della Cava dei signori Tigozzi | Giorgino Carnevali (Cremona)

Gentile direttore, dovete sapere che Cavatigozzi era un piccolo borgo agricolo di antica origine, parte del contado di Cremona.

| Scritto da Redazione
Ho nostalgia della Cava dei signori Tigozzi | Giorgino Carnevali (Cremona)

Ho nostalgia della Cava dei signori Tigozzi| Giorgino Carnevali (Cremona)

Gentile direttore, dovete sapere che Cavatigozzi era un piccolo borgo agricolo di antica origine, parte del contado di Cremona. (...)

Eppure io non l’ho mai misurata così bene, come in una mattina di settembre causa l’is o - lamento e il timore, la paura di colui che si sente escluso e impotente di fronte a coloro che lo sono davvero, esclusi e impotenti. In primis l’altitudine, i metri sul livello del mare. Da qualche tempo a questa parte, quella Cava dei signori Tigozzi, dalle grandi zolle a pancia all’aria, Far West di indisturbati camions (plurale!) che quotidianamente le fanno ‘visita parenti’, devono davvero aver contribuito a farle cambiare connotati, pardon, altitudine sul livello del mare. E le montagnole o collinette che sempre più anelano verso l’azzurro grigiastro del cielo, lo testimoniano. In secundis, il raggiungere la capitale Cremona da Cava. Domenica primo settembre, per citarne una. Via Riglio? Chiusa. Via Milano? Praticabile fino ad un certo punto, in seguito inibita per manifestazioni. Via Acquaviva? Idem con patate. Via Picenengo strada ferrata? Sbarrata per sempre. Rimane via Sesto. Provate a percorrerla incrociando tre o quattro vetture, poi ne riparliamo. Ma quanto era godibile quella Cava dei signori Tigozzi, amena località di villeggiatura ad un tiro di schioppo dalla mia capitale Cremona.

Giorgino Carnevali (Cremona)

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Cava Tigozzi   Storia

La data di fondazione di questa abbazia risale al 10 marzo 1231 per il Bedini, che sicuramente riprende lo Janauschek e la Fraccaro riporta anche le date proposte da altri storici, che vanno dal 1230 al 1277, in località a sei Km a ovest di Cremona, che ancor oggi è chiamata Cava Tigozzi. Il Bedini è l’unico a ricordare che la colonia di monaci cistercensi ivi insediata, proveniente da Cerreto, andò a sostituire una di canonici regolari, per assicurare sopravvivenza e continuità ad un monastero già costituito quindi, che sicuramente aveva una scarsa dotazione di proprietà e redditi.

L’abbazia è citata in un  documento del 26 giugno 1233, che riporta il nome del suo primo abate, a nome Bellotto, il quale accordò al comune di Soncino il passaggio di un acquedotto su un fondo del monastero detto Cerreto-Zermignano.

L’unica altra notizia che si ha del monastero è che nel 1497 entrò a far parte della Provincia Lombarda della Congregazione Italiana di San Bernardo, e nel 1641 era tassato per quattro ducati in occasione delle Visite Regolari. Fu sicuramente soppressa nel 1799 e oggi nulla rimane, sia della chiesa che del monastero, che dovevano già essere in pessimo stato al momento della soppressione.

Architettura

Solo il Van Der Meer, ripreso poi dal Negri, dice che dell’originario complesso resta oggi solo una chiesa di fattura barocca, unica superstite delle demolizioni attuate.

Il Bedini, invece, sottolinea il fatto che i Cistercensi, data la ristrettezza di mezzi, non poterono accollarsi l’onere di erigere una chiesa e un monastero nello stile dell’ordine, non dando però ulteriori notizie in merito a fabbricati già esistenti.

Bibliografia

  1. MENANT, Les monastères bénédictines du diocèse de Cremona. Répertoire, in Settimo bollettino informativo dei Centro Storico Benedettino Italiano, Cesena 1979, p. 45, n. 38;
  2. SANTORO-G. GENTILINI, La badia cisterciense di Cavatigozzi, Cremona 1982.
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