Martedì, 11 agosto 2020 - ore 20.24

I LAVORATORI NON SONO CARNE DA MACELLO | Sinistra Classe Rivoluzione Crema

Con il decreto del presidente del Consiglio dei ministri firmato il 22 marzo (e il successivo pressing di confindustria) si individuavano 82 tipologie di aziende essenziali, che avrebbero potuto continuare a produrre rispettando le norme di sicurezza.

| Scritto da Redazione
I LAVORATORI NON SONO CARNE DA MACELLO | Sinistra Classe Rivoluzione Crema

I LAVORATORI NON SONO CARNE DA MACELLO | Sinistra Classe Rivoluzione Crema

Con il decreto del presidente del Consiglio dei ministri firmato il 22 marzo (e il successivo pressing di confindustria) si individuavano 82 tipologie di aziende essenziali, che avrebbero potuto continuare a produrre rispettando le norme di sicurezza.

Come si suol dire “fatta la legge, trovato l'inganno”! Le imprese lombarde non ci stanno e in massa hanno presentato ai relativi prefetti una richiesta di deroga per tenere aperto e continuare a produrre.

800 le deroghe richieste nella sola provincia di Cremona, oltre 6000 tra Bergamo e Brescia, 3.300 a Padova.

Stupiscono anche le tipologie di aziende che chiedono la deroga: a Brescia 317 aziende del settore della difesa e dell'aerospaziale; non sapevamo che il virus si potesse combattere con i cacciabombardieri!

Come funziona la deroga? Semplicemente le aziende continuano a produrre in attesa che finanza e carabinieri, a controlli eseguiti, notifichino l'eventuale sospensione. Un meccanismo perverso! Un meccanismo che sacrifica la sicurezza dei lavoratori sull'altare del profitto. Tra le motivazioni che i padroni hanno accampato per mantenere attiva la produzione troviamo le più fantasiose arrampicate sugli specchi: pericolo di danneggiare macchine e impianti con il fermo (si, per i padroni le macchine sono più importanti delle vite dei lavoratori), aziende che in piccolissima parte producono beni essenziali e pertanto si sentono legittimate a tenere aperte tutte le linee produttive, anche quelle che di essenziale non hanno nulla (vedasi Camozzi Group (BS), 2600 dipendenti tutti al lavoro, per un solo reparto che produce componenti per respiratori).

I sindacati, presi da sonno letargico, si sono limitati a chiedere ai prefetti controlli rapidi e puntuali. Come facciano poi i prefetti, a controllare in maniera puntuale e rapida migliaia e migliaia di aziende, che ricordiamo nel frattempo continuano a produrre, non ci è dato saperlo.

Questa è la natura della nostra società, una società in cui i profitti delle minoranze, contano più della salute e della sicurezza della maggior parte delle persone. Ma davvero garantire profitti è più importante che fermare il contagio?

Aprile 2020

427 visite

Articoli correlati

Petizioni online
Sondaggi online