Giovedì, 28 ottobre 2021 - ore 16.02

Il 70% delle Pensioni anticipate precoci e ApeSociale sono respinte. La denuncia di Marco Pedretti (Cgil Cremona)

In provincia di Cremona i settori più penalizzati sono quelli degli edili, degli autotrasportatori, delle professioni sanitarie infermieristiche e degli addetti all'assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza, con un ritorno negativo pari a circa il 70% delle domande. Le categorie e l’ufficio vertenze della Cgil sono a disposizione per assistere i lavoratori.

| Scritto da Redazione
Il 70% delle Pensioni anticipate precoci e ApeSociale sono respinte. La denuncia di Marco Pedretti (Cgil Cremona)

Il 70% delle Pensioni anticipate precoci e ApeSociale sono respinte. La denuncia di Marco Pedretti (Cgil Cremona)

In provincia di Cremona i settori più penalizzati sono quelli degli edili, degli autotrasportatori, delle professioni sanitarie infermieristiche e degli addetti all'assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza, con un ritorno negativo pari a circa il 70% delle domande. Le categorie e l’ufficio vertenze  della Cgil sono a disposizione per assistere i lavoratori.

 «In questi giorni stanno arrivando le risposte alle tante domande di pensione anticipata e d e l l’Ape sociale inoltrate dal nostro patronato, e stiamo purtroppo assistendo ad un numero elevatissimo di respingimenti da parte dell’Inps a seguito dell’inserimento dei codici Istat».

L’allarme è lanciato da Marco Pedret ti ,segretario generale della Cgil cremonese.

 «Il problema nasce dal fatto che per alcune professioni possono esservi più codici Istat, mentre il decreto del febbraio scorso ne individua solo uno, come per l’assistenz a sanitaria. Un’altra ipotesi- prosegue Pedretti - può riguardare l’erronea assegnazione del codice Istat da parte del datore di lavoro. Come nel caso di un autotrasportatore che - pur avendo un livello di inquadramento corretto - si sia visto applicare il codice Istat (ovviamente diverso) di un operaio generico, non vedendosi così riconoscere la mansione che svolge da sempre.

I settori più coinvolti da questo fenomeno sono quelli sanitario, socio assistenziale, dei trasporti e dell’edilizia. Si tratta di un meccanismo che crea rabbia, e mette in difficoltà tante persone che hanno raggiunto il diritto alla pensione e non riescono a renderlo esigibile per un aspetto burocratico » .

Continua Pedretti : ‘Un esempio riguarda il personale addetto all’assistenza di persone non autosufficienti, che si vede applicare codici Istat diversi pur svolgendo la stessa mansione: chi ha il codice Istat Asa rientra nella normativa, chi ha quelli per le Oss no. Registriamo inoltre moltissime segnalazioni di errori nell’attribuz ione del codice Istat da parte dei datori di lavoro, nella compilazione del modello AP116, indispensabile per l'inoltro delle domande di beneficio Ape sociale e pensionamento anticipato per i lavoratori precoci, per coloro che svolgono un lavoro identificato tra quelli gravosi. Gli errori di attribuzione del codice pregiudicano i benefici previdenziali (Ape sociale, precoci, possibile esonero dei 5 mesi di adeguamento del requisito pensionistico previsto nel 2019).

Per queste situazioni è necessario chiedere al datore di lavoro di effettuare la rettifica del codice attraverso l’Unilav, cosi da gestire le eventuali respinte e affrontare al meglio la prossima scadenza del 30 novembre.

Purtroppo ad oggi le nostre richieste di incontro al ministero del Lavoro non hanno avuto alcun riscontro. II nostro auspicio è quello di una convocazione rapida di Cgil, Cisl e Uil, che porti all’emanazione di un nuovo decreto legge che garantisca it riconoscimento dei diritti alle lavoratrici ed ai lavoratori interessati’.

In allegato il comunicato di Cgil ed Inca che chiarisce ulteriormente la situazione.

 

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