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Il Comune di Cremona ricorda il 25° anniversario del genocidio di Srebrenica dell'11 luglio 1995

Era l’11 luglio del 1995 quando le truppe serbo-bosniache di Ratko Mladić (condannato nel 2017 dal Tribunale Penale Internazionale per l'ex Jugoslavia all’ergastolo per genocidio e crimini contro l’umanità) entrarono a Srebrenica...

| Scritto da Redazione
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Il Comune di Cremona ricorda il 25° anniversario del genocidio di Srebrenica

Un messaggio per aiutare la ricerca di Selma Musić, allora una bambina ed ora una donna

Cremona, 10 luglio 2020 - “A venticinque anni dalla fine della guerra in Bosnia Erzegovina anche il Comune di Cremona desidera ricordare il genocidio di Srebrenica, una ferita ancora aperta nel cuore dell’Europa e dell’Occidente. Intendiamo così non solo fare memoria di una storia troppo recente, che molto spesso non si insegna alle nuove generazioni, ma rilanciare un messaggio a sostegno di tutte le donne che continuano a chiedere giustizia, donne che cercano i corpi di padri, figli, fratelli, mariti, donne che sono ritornate a Srebrenica per ricominciare”. Così dichiara l’Assessore Rosita Viola ricordando questa tragico anniversario e lanciando un messaggio per aiutare la ricerca di quella che allora era una bambina ed ora una donna, Selma Musić.

Era l’11 luglio del 1995 quando le truppe serbo-bosniache di Ratko Mladić (condannato nel 2017 dal Tribunale Penale Internazionale per l'ex Jugoslavia all’ergastolo per genocidio e crimini contro l’umanità) entrarono a Srebrenica, città decretata “area protetta” dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU e posta sotto protezione dei Caschi Blu. A Srebrenica arrivarono migliaia di bosniaci musulmani fuggiti dai villaggi della zona per cercare assistenza.

Quel giorno a migliaia, terrorizzati dopo l’ingresso in città delle truppe, avevano cercato rifugio nella base dell’UNPROFOR di Potočari a pochi chilometri da Srebrenica. Non ci fu alcuna protezione, la città e tutta l’area fu lasciata nella mani delle truppe serbo-bosniache che iniziarono il massacro sistematico di 8.372 uomini e ragazzi, un genocidio che sarebbe proseguito per diversi giorni. Migliaia di persone furono deportate, uccise e occultate in fosse comuni. Bambini, donne e anziani, furono sfollati con la violenza, altri tentarono la fuga percorrendo quella che fu per molti una marcia della morte.

La ricerca dei resti degli scomparsi è stata lunga e difficile, e continua ancora oggi. Così come continua ancora oggi la ricerca di chi riuscì a sopravvivere, come ad esempio, Selma Musić, che nel 1995 aveva 7 anni, scomparsa durante la presa di Srebrenica. Nel 2019 i genitori scoprirono in una foto che era arrivata sana e salva sul territorio della Federazione. “Abbiamo deciso di diffondere la foto di Selma e un approfondimento dell’Osservatorio Balcani Caucaso (www.balcanicaucaso.org). Una speranza per continuare la ricerca delle persone scomparse e continuare nell’impegno a favore della pace”, conclude l’Assessore Viola.

Il link all'articolo:

https://www.balcanicaucaso.org/aree/Bosnia-Erzegovina/25-anni-alla-ricerca-di-Selma-202937

In allegato le foto di Selma scattata a Kaladanj in territorio libero con altri sfollati (dopo che la madre ne aveva perso le tracce a Srebrenica) e la foto di come potrebbe apparire oggi a 32 anni.

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