Venerdì, 01 maggio 2026 - ore 21.23

IL CRATERE SCAVATO A MISURA |VINCENZO ANDRAOUS (PAVIA)

C’è un mondo giovanile che avrebbe bisogno di altri colori e di altre idee

| Scritto da Redazione
IL CRATERE SCAVATO A MISURA |VINCENZO ANDRAOUS (PAVIA)

IL CRATERE SCAVATO A MISURA |VINCENZO ANDRAOUS (PAVIA)

A guardare il cratere che un giorno si e l’altro pure s’allarga sotto i nostri piedi apparentemente ben piantati al terreno, non c’è da stare troppo allegri. Neppure aiuta il vocio sgangherato di grandi esperti che pontificano sulle cause e sulle eventuali responsabilità in merito a tanta tracotanza giovanile, a tanta violenza espressa, a tanto sangue sparso nelle aule scolastiche, nei parchetti, nelle strade delle città come nelle periferie assonnate soltanto per indifferenza e calcolo politico alla bisogna.

Una sorta di caleidoscopio della cruda cronaca sparpagliata nei commenti social che non lasciano spazio a un equilibrio del ragionamento che abbisogna di cuore e di coscienza per riconsegnare dignità ad una convivenza collettiva resa monca dalla débacle di tanti e troppi esempi che non sono. Ricordo un grande educatore, uno di quelli che non aveva paura di sporcarsi le mani, tanto meno della fatica che c’è da fare per portare avanti una solidarietà costruttiva basata sul crescere insieme, sul salvarsi insieme, sul migliorarsi insieme. Diceva sempre che i giovani sbagliano, a volte fanno anche del male, ma sognano di fare del bene.

La fragilità e il disagio con le sue derive nel mondo giovanile, è più incerta che mai, presa in mezzo tra la crisi della famiglia, dei valori che dovrebbero formare le persone, barattati invece con i dis-valori del denaro a tutti i costi. Alle parole istituzionali che calano dall’alto a ogni fattaccio che fa rumore, c’è sempre in agguato il successivo disallineamento e gli incredibili “distinguo” per questo o per quello, come se la legge non fosse uguale per tutti, o più semplicemente per qualcuno.

Se un giovanissimo è preda di una insignificanza che è assenza di relazioni importanti, se la tua vita disconosce la bellezza di relazioni che fanno la differenza, allora la tua esistenza non contempla l’altro, gli altri, di conseguenza non può trattarsi di vita, bensì di mera sopravvivenza. Tra una guerra sbagliata e l’altra, un grido di battaglia stonato, una manciata di bombe sparse qua e là, i riferimenti autorevoli vanno in pezzi, gli esempi quelli importanti diventano carta straccia.

C’è un mondo giovanile che avrebbe bisogno di altri colori e di altre idee, della possibilità di non dover spesso sempre più spesso tacere, mimetizzando ogni possibile dissenso, eventuale mediazione, eppure sono i nostri figli che correggeranno il nostro camminare claudicante. I giovani non sono un’isola incontaminata, dunque le chiacchiere di ieri servono soltanto a ribadire la nostra poca volontà al cambiamento.

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