Mercoledì, 20 novembre 2019 - ore 00.59

Il medico incompetente fa la piaga puzzolente by Gabriele Beccari (Cremona)

All'interno del M5S il confronto democratico è sistematicamente soffocato dal centralismo dittatoriale di una nuova casta ben circoscritta e definita.

| Scritto da Redazione
Il medico incompetente fa la piaga puzzolente by Gabriele Beccari (Cremona)

Il medico incompetente fa la piaga puzzolente by Gabriele Beccari (Cremona)

All'interno del M5S il confronto democratico è sistematicamente soffocato dal centralismo dittatoriale di una nuova casta ben circoscritta e definita.

Egr. Direttore, il proverbio popolare ‘Il medico pietoso fa la piaga puzzolente’, che segnala l’opportunità per il medico di non risparmiare eventuali sofferenze al paziente se fossero indispensabili per il raggiungimento della guarigione, è stato rivisitato da Di Maio & C., capo assoluto del partito leninista a 5 Stelle, all'interno del quale il confronto democratico è sistematicamente soffocato dal centralismo dittatoriale di una nuova casta ben circoscritta e definita.

Chiedere per referenze ai consiglieri comunali grillini di Roma, Torino e Palermo, solo per citare le città più grandi, già espulsi o minacciati di espulsione al minimo accenno di dissenso rispetto alle linee guida provenienti dai salotti pentastellati di Milano e Genova.

 Nel caso dei grillini, più della pietà a dominare è l'incompetenza, per cui il detto andrebbe riscritto come ‘Il medico incompetente fa la piaga puzzolente’. Come si potrebbe descrivere diversamente la loro azione politica rispetto ai problemi cronici dell'Italia, affrontati con improvvisazione e con palliativi finalizzati alla spettacolarizzazione, ma senza efficacia strutturale? Cure che sembrano pillole per il mal di testa prescritte a chi soffre di malattie ben più complesse e pericolose. Si pensa, così, di poter bloccare l'immigrazione con le motovedette, il degrado dei giardini pubblici con le pecore, la disoccupazione erigendo barriere ai confini,  le montagne di rifiuti con gli aspirapolvere, le crisi internazionali con le dichiarazioni di opportunità e le voragini nelle strade con i filmati farlocchi che non le riprendono.

 Non è facile amministrare uno Stato, perché l'economia non si fa guidare dalle dirette su Facebook, gli equilibri internazionali non si inchinano davanti ai professori di diritto (se penso che Giuseppe Conte viene preferito a Carlo Cottarelli, mi viene da piangere...) e lo spread non si fa influenzare dagli slogan molto urlati, ma poco praticati, con l'accento sulla lettera ‘a’: dignità, onestà, ecc. Finché i pazienti accetteranno le pillole per il mal di testa per evitare terapie più dolorose, ma sicuramente più efficaci, Di Maio e il suo cerchio magico potranno continuare a sembrare degli statisti, ma il giorno che i cittadini scopriranno che il re e i suoi cortigiani non sono all'altezza del ruolo che caparbiamente hanno voluto raggiungere per soddisfare le proprie ambizioni, cosa succederà?

 Intanto, l'ex primo ministro Gentiloni segnala che il governo dell'inciucio gialloverde è già costato all'Italia cinque miliardi di euro ed è solo l'inizio... Gli ‘honesti’ in giallo non hanno detto una parola sulla sentenza della Cassazione che stabilisce di sequestrare 49 milioni di euro ai loro colleghi in verde, come mai? Dimenticavo: coerenza non ha l'accento sulla lettera ‘a’. Quindi, la si può evitare anche sulla questione dei cacciabombardieri F-35.

Gabriele Beccari (Cremona)

 

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