Soresina ricorda Guido Miglioli, l'angelo dei contadini
Il dirigente delle Leghe Bianche che sfidò agrari e fascisti e riposa nel cimitero di Soresina


SORESINA. C'è un pezzo di storia del movimento contadino italiano che riposa nel cimitero di Soresina. È la tomba di Guido Miglioli, nato a Castelnuovo Gherardi nel 1879, morto a Milano il 24 ottobre 1954, soresinese d'adozione politica, eletto nel collegio di Soresina nel 1913 con oltre 10.000 preferenze.
Dalle Leghe Bianche a "No guerra, ma terra"
Laureato in legge, Miglioli fondò a Cremona il quotidiano L'Azione e organizzò le Leghe Bianche, i sindacati cattolici che nelle campagne cremonesi si contrapponevano alle Leghe Rosse socialiste. La sua idea: i braccianti dovevano diventare piccoli proprietari.
Allo scoppio della Grande Guerra lanciò lo slogan "No guerra, ma terra", posizione neutralista che gli costò l'aggressione del 27 dicembre 1917 da parte di Roberto Farinacci, futuro ras fascista di Cremona.
"Voi contadini siete l'avanguardia del movimento travolgente che come un'onda di maremoto deve sconvolgere tutto dall'alpi al mare."
Fascismo, esilio e confino a Lavello
Nel 1919 aderì al Partito Popolare di Don Sturzo, guidandone l'ala sinistra. Espulso nel 1924 per le sue aperture a sinistra, a Natale 1926 dovette fuggire in Svizzera e poi in Francia. Nel 1929 fu a Berlino al Congresso Antifascista. Arrestato in Francia nel 1940, fu confinato a Lavello (Basilicata). Nel 1944 fu di nuovo nelle mani dei fascisti di Farinacci nel cremonese. Il 25 aprile 1945 tentò una mediazione con Farinacci per evitare spargimenti di sangue a Cremona.
Il dopoguerra a Soresina
Nel dopoguerra la DC non lo riammise. Isolato assieme all'amico Don Primo Mazzolari, fondò nel 1948 il Movimento Cristiano per la Pace. Continuò a battersi per pace e giustizia fino al 24 ottobre 1954. Come ricorda la CGIL cremonese: "Dopo l'esilio aveva ripreso il suo posto di lotta a fianco degli sfruttati". È sepolto a Soresina.



