Cari amici di Welfare Cremona,
una volta Eugenio Montale ebbe a dire: “Se volessi farmi capire da tutti non scriverei versi”.
Forse alludeva al fatto che il componimento poetico spesso racchiude in sé una complessità
che non sempre si concilia con il linguaggio comune di tutti i giorni. Del resto, è compito
specifico dell’opera letteraria farci compiere un salto di qualità. A volte, tuttavia, anche la
semplicità (vera o apparente) riesce ad esprimere la profondità d’animo tipica dei poeti.
Spero ne sia un esempio la lirica che propongo di Tersilla Federici “Il ramo e la stella”
che dà pure il titolo alla sua raccolta di poesie edita da Sometti (Mantova).
A tutti, gli auguri di Buon Natale e di un sereno 2012
Massimo Negri – Casalmaggiore (CR)
Il ramo e la stella
Il ramo nudo
tende al cielo
con coraggio
dopo aver perso
tutte le sue foglie.
Dentro di sé nasconde
vita e lacrime.
Ognuno ha un inverno
o tanti inverni
da attraversare.
La stella lo guarda
lo tocca
consapevole di avere
il suo splendore più intenso
quando è freddo
ed il cielo si concede
trasparenze di cristallo.
Lui con la sua parvenza
di morte
ha bisogno di lei
per capire la vita.
Lei con lui è certa
di avere un appoggio
e chi la pensa.
Il loro incontro
dura il tardo autunno
ed il lungo inverno.
Quando arriverà
la nuova stagione,
che crede ogni volta
di riuscire per sempre
a separarli,
lei apparirà
più alta e lontana.
Lui, confuso
ed appesantito
dai nuovi germogli,
guarderà solo verso la terra.
Ma nell’inverno
che dovrà arrivare
non faranno ancora
che parlarsi d’amore.



