Sabato, 14 dicembre 2019 - ore 06.58

Inceneritore Quasi che una comunità di uomini fosse impresa privata Benito Fiori (Cremona)

Oggi leggiamo, come risultato uscito dalla Conferenza dei servizi in Regione Lombardia, che l’inceneritore continuerà a funzionare fino al 2029

| Scritto da Redazione
Inceneritore Quasi che una comunità di uomini fosse impresa privata Benito Fiori  (Cremona)

Pochi giorni fa la Giunta di Cremona sembra avesse deliberato di avanzare tre richieste alla “A2A” Spa, proprietaria per oltre il 50% dell’inceneritore di Cremona: a) anche grazie ai buoni risultati raggiunti con la raccolta differenziata dei rifiuti, accelerare di cinque anni, nel 2024 anziché nel 2029, la dismissione dell’impianto di incenerimento di San Rocco; b) l’abbassamento dei limiti di emissione da 10mg/NM3 a 5mg/NM3; c) il controllo annuale dell'efficienza per la classificazione in R1.

Oggi leggiamo, come risultato uscito dalla Conferenza dei servizi in Regione Lombardia, che l’inceneritore continuerà a funzionare fino al 2029. Non solo, mentre con quella premessa ci si  aspettava che il Comune di Cremona in quella sede difendesse quelle sue richieste, veniamo a sapere che ha addirittura votato a favore della decisione approvata. L’Amministrazione non può certo negare che fino a quella data i cremonesi subiranno impotenti sia l’inquinamento dell’aria, sia la mancanza di impegno, non contribuendo all’abbattimento delle emissioni di gas serra, per la mitigazione del cambiamento del clima come l’Accordo di Parigi imporrebbe alle istituzioni pubbliche, quindi alle loro utility.

Impossibile sorvolare però sulla questione delle emissioni inquinanti. Il progetto VIIAS, finanziato dal Ministero della Salute e presentato il 4/6/2015, ci ha informato che la pianura padana è l’area del Paese che registra il 65% della “mortalità attribuibile all'inquinamento atmosferico”, con una stima per il 2020 di circa 18.595 mila “decessi attribuibili” per le sole PM2.5. Numeri che rapportati a Cremona, e sempre soltanto per le PM2.5, significano un morto circa ogni settimana. A proposito invece dell’aspettativa di vita dei suoi abitanti, nella pianura padana si vive 4 mesi in meno rispetto ai dieci della media nazionale (8 mesi in meno rispetto al Centro e 6 in meno rispetto al Sud). Tanto per fare dei confronti: in Italia, giustamente, sono costanti gli appelli alla prudenza nella guida per i fine settimana, perché i dati statistici (Istat) dicono, ad esempio, che nel 2015 le morti per incidenti stradali sono state 3.428. E per quelle morti “attribuibili” che si fa?

Si può quindi sicuramente dire che le ragioni della scelta della utility “A2A” Spa, su cui neppure la holding “Lgh” Spa può fare più qualcosa, sono state solo ed unicamente ragionieristiche, ovvero assolutamente estranee alla tutela della salute dei cittadini. Che delusione quella vendita dell’inceneritore che AEM Spa, 100% di proprietà dell’Amministrazione Comunale, avrebbe potuto impedire. Probabilmente, anche il bottegaio sotto casa mia avrebbe difeso meglio la sua proprietà. Quanto priva di preoccupazione per i cittadini cremonesi e quanto pavida rispetto alle banche quella strategia di rientro dal debito! Già, perché in gioco c’era il controllo di un impianto industriale che minacciava e minaccia la salute dei cittadini cremonesi.

Si sta esagerando? Non proprio, convinti come siamo della qualità scientifica del “Position paper” (Agosto 2015) di “Isde Italia - Medici per l’Ambiente” che dal punto di vista sanitario ha detto cose inquietanti  sull’incenerimento dei rifiuti.

Per il Circolo culturale “AmbienteScienze”

Benito Fiori  (Cremona) 

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