Giovedì, 11 agosto 2022 - ore 16.06

JUGOSLAVI CANCELLATI: STRASBURGO CONDANNA LA SLOVENIA

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JUGOSLAVI CANCELLATI: STRASBURGO CONDANNA LA SLOVENIA

JUGOSLAVI CANCELLATI: LA CORTE DI STRASBURGO CONDANNA LA SLOVENIA
Fonte lindipendenza.com – gg/mm/aaaa – Accedi alla pagina web originale –  Autore: Marietto Cerneaz  Nel 1991, bastarono una decina di giorni di cannonate per far capire ai serbi  che la Slovenia aveva scelto la sua strada. Dopo che i parlamentari sloveni  tolsero le tende da Belgrado, Milosevic non la prese tanto bene, ma l’ indipendenza di Lubiana arrivò in un paio di settimane, benedetta direttamente  dal Vaticano.
Oggi, la Slovenia non ha i soldi per risarcire tutti quei suoi abitanti, circa  25 mila persone originarie delle altre ex repubbliche jugoslave, alle quali in quel 1991, al momento della proclamazione dell’indipendenza, Lubiana tolse la  residenza proclamandoli ”stranieri”, meglio conosciuti come ”cancellati”. Lo ha  affermato il primo ministro, Janez Jansa, commentando il verdetto della Corte  per i diritti dell’uomo di Strasburgo che mercoledi’ ha condannato la Slovenia  per discriminazione.

”Lo Stato non ha soldi neanche per le spese strettamente necessarie”, ha  aggiunto il premier sloveno. La Corte di Strasburgo, però, ha dato ragione in  seconda istanza ai ”cancellati” decretando che i non-sloveni ai quali nel 1991  è stata negata la cittadinanza o il permesso di soggiorno, benché vivessero in  Slovenia da molti anni, sono così rimasti senza i diritti sociali e lavorativi.
Secondo Amnesty International, dei 25 mila ”cancellati” nel 1991 dal registro  degli abitanti della Slovenia, ”ancora 13 mila sono privi di un qualunque  status e vivono in condizioni sociali e materiali precarie”.
Alcuni esperti hanno calcolato che gli indennizzi potrebbero costare allo  Stato sloveno circa 500 milioni di euro. Il timore dell’alto costo dei
risarcimenti era risultato cruciale anche al referendum tenutosi nel 2004,  quando i cittadini sloveni respinsero una legge che prevedeva la restituzione  ai ”cancellati”, perlopiù bosniaci, serbi e kosovari, di alcuni diritti sociali  derivanti dalla residenza.
Difficile non riflettere su quanto accaduto in Slovenia dato quel che potrebbe  accadere in Veneto, Lombardia, Piemonte… nelle terre padane insomma.
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http://www.comune.grosseto.it/phpbb/viewtopic.php?p=25947#25947

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