Martedì, 02 giugno 2020 - ore 14.01

L'accordo Amazon, un importante passo in avanti di Cristian Sesena (Cgil)

L’intesa raggiunta va collocata in un contesto senza precedenti e non può essere letta se non attraverso le lenti di questa anomala attualità

| Scritto da Redazione
L'accordo Amazon, un importante passo in avanti di Cristian Sesena  (Cgil)

L'accordo Amazon, un importante passo in avanti di Cristian Sesena  (Cgil)

L’intesa raggiunta va collocata in un contesto senza precedenti e non può essere letta se non attraverso le lenti di questa anomala attualità

In questa “pagina triste della nostra storia”, citando il Presidente della Repubblica è molto difficile, per un sindacalista, fare accordi. Bisogna operare senza rete di protezione, come acrobati sul filo. È impossibile organizzare assemblee per parlare con i lavoratori di contenuti, per spiegare opzioni e decidere linee di trattativa: ci si affida alle pericolosissime chat collettive che spesso, da strumento, si fanno fine e valvole di sfogo distruttive. Nel caso di Amazon, l’impresa da difficile si fa ardua: la multinazionale nega da sempre la possibilità alle segreterie territoriali di sedersi al tavolo, o meglio, in questa fase di distanziamento sociale, di connettersi da remoto per affiancare i delegati.

Diventa se possibile ancora più complicato quando una trattativa e l’accordo che ne scaturisce, dopo giorni di confronto serrato e undici giorni di sciopero a oltranza, ha per oggetto la salute di chi lavora. A quell’accordo si chiede di esorcizzare la paura e qualunque accordo, anche il migliore possibile come quello di cui stimo parlando, difficilmente può centrare questo obbiettivo. L’intesa raggiunta nel pomeriggio di ieri va collocata in questo contesto senza precedenti e non può essere letta se non attraverso le lenti di questa anomala attualità, un’attualità fatta di interventi normativi che si accavallano, a volte si smentiscono, e che non procedono esenti da contraddizioni: il commercio al dettaglio chiude, quello on ine no, ma soprattutto nessun intervento legislativo vincola le piattaforme come Amazon a ridurre la produzione smerciando solo beni di prima necessità.

La Filcams Cgil ha chiesto fin da subito di ridurre la velocità di Amazon e di ricorrere agli ammortizzatori sociali. L’azienda ha replicato di voler continuare a pieno regime nonostante tutto. La partita non è chiusa: l’accordo prevede che, se le misure annunciate a tutela della salute e sicurezza dei 1500 addetti (sono numerose: distanziamento sociale, sanificazione costante, misurazione della temperatura in ingresso, vigilanza costante degli Rls, allungamento delle pause, mascherine chirurgiche per tutti i lavoratori, etc.), si potrà ragionare di cassa integrazione e di parziale riduzione della produzione.

Questo importante esercizio di contrattazione ai tempi di Covid-19, perfezionato in una delle province più falcidiate dalla epidemia, con una delle aziende più dure del mondo, nasce dal Protocollo sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil, associazioni datoriali e governo e prova ad attuarlo al meglio oltre che a rafforzarne peso e valore. Grande ruolo viene dato a delegati e rappresentanti alla sicurezza che avranno il compito di monitorarne l’andata a regime e intervenire in caso di criticità: una grande responsabilità per la prima linea della prima linea del sindacato in questi giorni complicati.

Cristian Sesena è coordinatore dell’area contrattazione e mercato del lavoro della Cgil nazionale

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