Venerdì, 17 settembre 2021 - ore 19.27

L’eolico torna a crescere in Sicilia grazie a Tozzi green e Asja ambiente

Tozzi: ''Sono fiducioso che otterremo presto le autorizzazioni per costruire impianti in Italia per oltre 200 MW per i quali attendiamo il via libera da anni, anche se ad oggi la burocrazia resta il vero collo di bottiglia''

| Scritto da Redazione
L’eolico torna a crescere in Sicilia grazie a Tozzi green e Asja ambiente

Nonostante il contesto asfittico in cui galleggiano da anni le rinnovabili italiane – con le nuove installazioni che languiscono almeno dal 2014 – i pur piccoli passi in avanti che vengono compiuti assumono un valore doppiamente positivo: è il caso di nuovi 2 parchi eolici (per complessivi 17,6 W) già autorizzati, che sorgeranno in Sicilia grazie a Tozzi green e Asja ambiente.

«L’accordo con Tozzi green per i due parchi eolici che abbiamo progettato conferma la serietà e l’affidabilità di Asja – commenta il suo presidente, Agostino Re Rebaudengo – come partner per lo sviluppo di progetti di energia rinnovabile, necessari al raggiungimento dei target del pacchetto europeo Fit for 55».

L’operazione prevede che i due impianti, già autorizzati alla costruzione e all’esercizio, saranno realizzati – nella provincia di Trapani e in quella di Palermo – tramite un contratto Epc tra i due gruppi e il loro avvio è previsto per la fine del primo semestre 2022: forniranno energia elettrica rinnovabile ad oltre 12.500 famiglie, permetteranno un risparmio di CO2 complessivo di oltre 600.000 tonnellate nei 20 anni di esercizio previsti.

«Quest’operazione rappresenta un passo importante verso la crescita della nostra potenza installata in Italia, ad oggi pari a 89 MW prevalentemente nel settore eolico e nel fotovoltaico – aggiunge Andrea Tozzi, ad dell’azienda omonima – Nel nostro Paese abbiamo un piano di investimenti di medio periodo molto ambizioso che ci porterà ad incrementare significativamente la nostra potenza installata. L’obiettivo è quello di concretizzare sia i progetti che, grazie alla nostra esperienza pluridecennale, abbiamo sviluppato internamente, sia attraverso eventuali acquisizioni di progetti iniziati da terzi.

Sono fiducioso che otterremo presto le autorizzazioni per costruire impianti in Italia per oltre 200 MW per i quali attendiamo il via libera da anni anche se, ad oggi, constato che in Italia la burocrazia resta il vero collo di bottiglia per i piani di investimento e per il rinnovamento del parco installato nazionale».

Come documenta infatti un recente studio condotto da Elettricità futura insieme ad Althesys, ancora oggi un processo autorizzativo per gli impianti rinnovabili «ha una durata media di 7 anni di cui quasi 6 anni oltre i limiti di legge. La nuova Direttiva Rinnovabili, da recepire entro giugno 2021, chiede il rispetto del limite di due anni. Inoltre, l’indagine evidenzia che il 46% dei progetti presentati non viene realizzato». In altre parole quasi il 50% delle richieste autorizzazione non diventa un impianto e l’altro 50% lo diventa ma con 6 anni di ritardo.

«Spero veramente – conclude Tozzi – che il ministero della Transizione ecologica riesca concretamente ad accelerare esponenzialmente le approvazioni di nuovi impianti a energia rinnovabile, tenuto conto che secondo i piani del ministero dello Sviluppo economico dovremmo raddoppiare il fabbisogno energetico con impianti rinnovabili entro il 2030 e che la nuova potenza installata nel 2019 è cresciuta di soli 50MW (+4%) rispetto al 2018, e che la potenza complessiva è ferma a poco più di 50 GW dal 2012».

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