Giovedì, 26 novembre 2020 - ore 10.31

La Camera approva la risoluzione della maggioranza sulla proroga dello stato di emergenza

La Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza. Bozza nuovo Dpcm: previste chiusure selettive in caso di aggravamento dei contagi

| Scritto da Redazione
La Camera approva la risoluzione della maggioranza sulla proroga dello stato di emergenza

È stata approvata dalla Camera la risoluzione di maggioranza relativa alla proroga dello stato di emergenza a causa del coronavirus. 253 i voti a favore e 3 i voti contrari da parte dell’aula di Montecitorio che ha respinto la prima parte della risoluzione dell’opposizione, con votazione separata, esprimendo 202 2ì e 256 no.

Dopo che ieri per due volte era saltata la votazione, per mancanza del numero legale, oggi i deputati in missione, tra cui sono stati considerati anche quelli in quarantena, erano 120, con conseguente abbassamento del tetto per il numero legale necessario alla votazione.

La proroga dello stato di emergenza al 31 gennaio 2021 dovrebbe essere ufficializzata oggi, dopo che il Consiglio dei ministri da ieri è slittato a stamattina alle 11. Al massimo entro la prossima settimana dovremmo conoscere anche il testo del nuovo Dpcm che conterrà le ultime misure di contrasto alla diffusione del Covid-19 in Italia.

Dopo che ieri in parlamento è mancato il numero legale – 40 deputati sono in isolamento in attesa dell’esito del tampone, ma ne mancavano più del doppio – il Consiglio dei ministri comincerà una volta che l’aula della Camera si sarà espressa sulla risoluzione di maggioranza che deve dare il via libera al varo del Dpcm, come ha spiegato il ministro per i Rapporti con il parlamento Federico D’Incà alla Conferenza dei capigruppo, a quanto apprende l’Ansa.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ieri aveva chiarito che il Dpcm vedrà la luce solo dopo l’ok del parlamento e il confronto con i rappresentanti di regioni, province e comuni.

Multe salate per la mascherina. Tra le misure di cui più si parla in merito al nuovo Dpcm c’è quella che introduce l’obbligo di mascherina all’aperto. Il dispositivo di protezione individuale va sempre indossato a meno che non ci si trovi soltanto in compagnia dei propri familiari e/o conviventi. Sempre secondo la bozza che circola in queste ore le multe per chi non rispetta l’obbligo di mascherina all’aperto andranno da 400 a 1000 euro.

La bozza del nuovo Dpcm all’articolo 1 prevedrebbe: “L’obbligo di avere sempre con sé, al di fuori della propria abitazione, dispositivi di protezione individuale, con possibilità di prevederne l’obbligatorietà dell’utilizzo anche all’aperto allorché si sia in prossimità di altre persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli anti-contagio previsti per specifiche attività economiche e produttive, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande”.

Chi non è obbligato alla mascherina all’aperto. L’obbligo non vale per chi fa sport in modo individuale, per le persone con patologie e disabilità non compatibili con l’uso della mascherina e per i bambini sotto i sei anni.

Alle regioni solo misure più restrittive. Sempre secondo la bozza di Dpcm, alle regioni non sarà permesso di introdurre in autonomia misure più soft, come stabiliva il precedente Dpcm varato a luglio, ma viene data loro solo la facoltà di adottare misure anti contagio più restrittive, misure che allargano divieti e obblighi.

Misure più permissive potranno invece essere decise dalle regioni solo nei casi espressamente previsti dal nuovo Dpcm e previo parere del Comitato tecnico scientifico (Cts), ovvero informando “contestualmente il ministero della Salute”.

Nessuna stretta alle attività produttive. Il governo non intende stringere sulle attività produttive rinviando al futuro un eventuale confronto con i rappresentati di regioni e enti locali per una riduzione degli orari di apertura dei negozi o altre attività economiche, in caso di necessità: se si dovesse verificare un aumento esponenziale della curva dei contagi da coronavirus, il governo si riserva di imporre delle “chiusure selettive”, come prevede la NaDef (Nota di aggiornamento del Def) che sarà sul tavolo del Cdm.

 

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