Sabato, 31 ottobre 2020 - ore 08.27

La saggezza di Nuto, custode di radici di Massimo Negri – Casalmaggiore (CR)

Caro Direttore, nel libro La luna e i falò (Einaudi 1950) Cesare Pavese, ad un certo punto, illumina la pagina e scrive: «E poi a me Nuto piaceva perché andavamo d'accordo e mi trattava come un amico.

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 La saggezza di Nuto, custode di radici di Massimo Negri – Casalmaggiore (CR)

 La saggezza di Nuto, custode di radici di Massimo Negri – Casalmaggiore (CR)

Caro Direttore, nel libro La luna e i falò (Einaudi 1950) Cesare Pavese, ad un certo punto, illumina la pagina e scrive: «E poi a me Nuto piaceva perché andavamo d'accordo e mi trattava come un amico.

 Aveva già allora quegli occhi forati, da gatto, e quando aveva detto una cosa finiva: “Se sbaglio correggimi”. Fu così che cominciai a capire che non si parla solo per parlare, per dire ho fatto questo, ho fatto quello, ma si parla per farsi un'idea, per capire come va questo mondo. Non ci avevo pensato prima». L’autore, nel romanzo, veste i panni di Anguilla che, finita la guerra, ritorna dall’America nelle sue amate Langhe dove ritrova Nuto, compagno di infanzia, rimasto a custodire la casa della Mora, sulle colline astigiane.

La citazione penso ci inviti a riscoprire uno degli scopi principali del parlare, in un’epoca contemporanea segnata, forse, da troppe parole vuote. Si dialoga anche per farsi un’idea, per capire come va questo mondo, imparando gli uni dagli altri, correggendoci reciprocamente. E chissà, magari, parola dopo parola, si riesce pure a fare chiarezza e a rimotivare  l’impegno per cercare di migliorarlo, il mondo che ci è dato in sorte.

Con tale speranza, porgo alla redazione e ai lettori di Welfare Cremona, gli auguri di Buon Natale e di un sereno 2017

Massimo Negri – Casalmaggiore (CR)

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