Martedì, 06 dicembre 2022 - ore 15.16

La storia non insegna: nelle stesse aree dell’alluvione vittime anche nel 2014

Cnr: ''Nelle aree interessate dalla perturbazione del 15 settembre si sono in più occasioni registrate vittime a causa delle esondazioni dei fiumi''

| Scritto da Redazione
La storia non insegna: nelle stesse aree dell’alluvione vittime anche nel 2014

La perturbazione che nelle ultime ore si è concentrata nelle aree dell’Appennino marchigiano ha causato numerosi e gravi effetti al suolo quali frane e esondazioni dei torrenti.

I dati registrati dai sistemi di monitoraggio delle precipitazioni della rete pluviometrica nazionale che Cnr-Irpi importa con cadenza oraria evidenziano che nel pomeriggio-sera di giovedì 15 settembre l’intensità della pioggia registrata al pluviometro di Cantiano (PU) è risultata essere la più intensa degli ultimi 10 anni.

In particolare per quel pluviometro la cumulata delle precipitazioni registrata nell’intervallo orario 17:00-21:00 è stata di 265 mm. Le intensità orarie più violente si sono avute tra le 19:00 e le 20:00 con 76mm/h, che arrivano al picco di 90 mm/h tra le 20:00 e le 21:00.

Tali misure di pioggia hanno incrementato le portate di torrenti e fiumi che hanno causato ingenti danni e vittime nella provincia di Ancona.

Il Catalogo degli eventi di frana e inondazione con danni alle persone, realizzato da Cnr-Irpi, evidenzia che nelle aree interessate dalla  perturbazione del 15 settembre si sono in più occasioni registrate vittime a causa delle esondazioni dei fiumi, come già avvenuto ad esempio nel 2014, quando nei territori di Senigallia e Ostra Vetere (AN) si registrarono 3 vittime.

In generale, analizzando i dati del Catalogo per un periodo temporale più ampio e a scala nazionale, nei 22 anni tra il 2000 ed il 2021 le regioni con il più alto numero di vittime per fenomeni di inondazione sono state la Toscana (27), la Sicilia (25), la Sardegna (24) e la Liguria (24). Durante lo stesso periodo la regione Marche ha subito vari eventi alluvionali che hanno in totale causato 7 vittime.

La banca dati contiene, quando note, anche le informazioni sull’orario e sulle modalità con cui uomini e donne perdono la vita a causa degli eventi geo-idrologici. In generale, analizzando i dati degli ultimi 50 anni si riscontra che a perdere la vita a causa delle inondazioni sono in maggioranza gli uomini (61% uomini, 39% donne) e che le persone decedute all’aperto risultano essere tre volte quelle al chiuso. Viaggiare in auto lungo le strade allagate costituisce una condizione di pericolo. In questo caso i dati dimostrano che sono gli uomini giovani e adulti a rimanerne vittime. Per quanto riguarda le persone che rimangono bloccate nei locali posti al pianterreno e nei seminterrati, queste sono in maggioranza donne adulte ed anziane.

I dati analizzati anche per fasce di orario dimostrano che le condizioni di scarsa luminosità, quindi le ore serali e notturne, sono quelle durante le quali si è registrato il maggior numero di vittime.

Le analisi effettuate attestano quanto la conoscenza e la diffusione di informazioni circa le modalità e le circostanze con cui i processi geo-idrologici interagiscono con le persone può aumentare la consapevolezza della popolazione circa questi rischi.

di Paola Salvati, Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpi)

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