Giovedì, 24 settembre 2020 - ore 22.33

La tentazione dell’astensione di Benito Fiori (Cremona)

Per la prima volta, dopo oltre 60 anni di "onorato servizio", non riconoscendo più nei partiti il fine dell’Interesse generale del Paese, avevo pensato di esprimere la mia ferma protesta andando ad allungare la già lunga lista dell’astensionismo.

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La tentazione dell’astensione  di Benito Fiori (Cremona)

La tentazione dell’astensione  di Benito Fiori (Cremona)

Per la prima volta, dopo oltre 60 anni di "onorato servizio", non riconoscendo più nei partiti il fine dell’Interesse generale del Paese, avevo pensato di esprimere la mia ferma protesta andando ad allungare la già lunga lista dell’astensionismo.

Mentre il mondo è cambiato al punto tale da stravolgere tutti i punti di riferimento socioeconomici ed in parte etici di soli vent’anni fa, le dinamiche della politica sono rimaste quelle di sempre: quelle improntate all’autoreferenzialità con il fine dominante della conferma della casse dirigente, a prescindere dalla qualità dei risultati del lavoro compiuto.

Due eventi hanno però messo in crisi questo mia sofferta scelta. Il primo, in Veneto, dove è stato lanciato un pericoloso messaggio che spalanca la porta al più rozzo giustizialismo: «In questa campagna elettorale faremo molta comunicazione negativa sui partiti e sui candidati che corrono in Veneto. Buon divertimento».

Il secondo, a Macerata, dove si è avuta una barbara manifestazione di squadrismo razzista con una sparatoria contro degli esseri umani per il solo fatto di avere un colore della pelle diversa. Di fronte a queste cose non si può stare alla finestra borbottando un po’ di sdegno. Pur rimproverando alla litigiosità del centrosinistra la causa della resurrezione dell’area politica, o contigua, in cui certi soggetti militano o si riconoscono, bisogna opporsi con il voto democratico.

Fortunatamente, ho due amici che hanno sciolto ogni mio dubbio residuo. Quello di dare con il mio insignificante voto un piccolo segnale per il rinnovamento dei partiti. Basta con le campagne elettorali dominate dagli “imbonitori” che promettono l’impossibile, sapendo che “dopo” a dominare le scelte saranno le eterne emergenze ed urgenze senza una visione olistica dei problemi e di progetto per il domani.

Verrebbe quasi da pensare che emergenze ed urgenze risultano quasi una manna per evitare lo sforzo di una progettazione di un orizzonte da perseguire, visto che avrebbe bisogno di una alta preparazione in materie come la sociologia, l’economia, la finanza e scienze ambientali, che oggi, tranne inascoltate eccezioni, sicuramente non si vedono nella classe politica. Il mio piccolo voto andrà quindi al generoso disinteresse personale di chi ha già mostrato nella vita cosa sappia fare e che potrebbe essere utile per governare una comunità, locale o nazionale che sia.

Ad esempio, a Cremona il mio voto andrà alla commercialista dott.ssa Annunciata Volpari che nella Circoscrizione Lombardia 4-02 (Cremona-Mantova) per la Camera dei deputati e seconda della lista “Insieme”, una lista di sola testimonianza, viste le scarse chance di raggiungere il 3% per avere parlamentari. Da Sindaco di un paese a pochi chilometri dalla città, negli anni ’90 in soli due anni risolse i gravi problemi finanziari del suo Comune in dissesto finanziario.

Mentre all’amico Grammenos Mastrojeni, capolista, sempre di “Insieme”, nella Circoscrizione Lombardia 4-01 (Pavia e Lodi) per la Camera dei deputati, non posso che augurare un buon riscontro personale. Questo il suo curriculum: scrittore (degli otto libri pubblicati, gli ultimi due sono i noti: “L’Arca di Noè” e “Effetto serra, effetto guerra” scritto a due mani con il ricercatore del CNR Antonello Pasini), docente a contratto nell’Università di Ottawa (Canada) e della Luiss di Roma sulla correlazione tra degrado ambientale, migrazioni e minacce per la Pace mondiale, diplomatico di carriera (Coordinatore per le iniziative di Cooperazione allo Sviluppo in materia di eco-sostenibilità e di Cooperazione Decentrata per il Ministero degli Esteri e, dal 13 dicembre scorso, Presidente del Comitato direttivo di “MountainPartnership”, l’agenzia voluta dalla FAO e dal WMO, per migliorare la vita delle popolazioni di montagna in tutto il mondo. Cultura, preparazione, specchiata onestà, disinteresse personale, unitamente ad un’alta sensibilità per i problemi ambientali, messe al servizio dei cittadini. Ecco i modelli che mi auguro vengano presi in considerazione per la classe politica del domani.

Benito Fiori (Cremona)

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