Giovedì, 09 luglio 2020 - ore 07.20

Una democrazia in gravi condizioni di Benito Fiori (Cremona)

Ultime notizie: alla Vucciria, il mercato di Palermo, sui banchi dell’offerta politica, divenuti ormai non dell’offerta di idee e di progetti, ma della compravendita di voti, siamo alla svendita della libertà di pensiero e di coscienza: un voto ormai vale 25 euro, ovvero un paio di pizze con un bicchiere di birra.

| Scritto da Redazione
Una democrazia in gravi condizioni  di Benito Fiori (Cremona)

D’altronde, per un candidato di quel Consiglio regionale vale la pena un investimento in un po’ di pizze e po’ di birre per arrivare a 8.200 euro mensili netti, senza contare altre prebende per  “indennità di funzione”. Una Regione, quella siciliana, com’è noto a “Statuto speciale”, ovvero con il massimo dell’autonomia concessa dalla Costituzione che non è stata bene utilizzata, visto il pesante costo per le case dello Stato italiano: i 165 milioni l’anno di disavanzo per 5 milioni di abitanti con la particolare situazione di avere 15 mila dipendenti, di cui 6 mila non possono essere trasferiti da un ufficio a un altro, 2800 usufruiscono di 3 giorni di permesso al mese, quindi dell’intrasferibilità, previste della “legge 104” per disabilità propria o di un familiare. Difficile non confrontare questi numeri con il bilancio della Lombardia: 4 mila dipendenti, disavanzo 68 milioni per 10 milioni di abitanti. Lombardia quindi una “terra promessa”? È bene però non scadere in facili conclusioni, ovvero il Sud spendaccione e incapace di governare e il Nord oculato amministratore. Chi governa oggi a Milano, ha resuscitato il perverso pensiero secondo cui è concesso usare spudoratamente dei soldi pubblici “ad usum fabricae”, come quella del proprio partito. È successo con l’ultimo referendum clamorosamente inutile che la Giunta di Roberto Maroni ha sfruttato per la conquista della primazia “a destra” tra Salvini e Berlusconi, visto che fra pochi mesi si voterà per il rinnovo del Consiglio regionale e poco dopo del Parlamento nazionale. Costi sostenuti: 56 milioni in spot pubblicitari, stampati, 24 mila tablet, apertura seggi, ecc.. Ma in questa sede l’intento è anche altro, quello di cancellare il falso sinonimo: “autonomia” uguale buona amministrazione. Al Nord, al profondo Nord, c’è infatti una Regione anch’essa a “Statuto speciale”, la Valle d’Aosta, che si trascina da anni grossi buchi di bilancio con il suo Casinò di Saint Vincent: 140 milioni nel 2015 e 114 nell’ultimo del 2016, 12 mila dipendenti per 128 mila abitanti. Di ieri l’uscita di Romano Prodi: «Una tragedia, Italia al baratro». Esagerazione? Magari lo fosse. Il dato della partecipazione al voto è un indizio preoccupante: dal 1948 al 1979, in 30 anni è passata dal 92 al 90%; dal 1983 al 2006, in circa 25 dall'88 all’81%. Nel 2013, dopo solo 7 anni, sono calati di altri 9 punti percentuali, mentre il 94-95% degli italiani non ha fiducia nei partiti. 2017, in Sicilia, siamo arrivati al punto che gli elettori che non vanno a votare sono 53%, più della metà degli aventi diritto e quelli che ci sono andati, hanno dato il voto, verosimilmente, alla protesta populista, all’interesse privato e all’affarismo in genere. Per gli appuntamenti delle regionali e delle politiche dell’’anno prossimo staremo a vedere. Per concludere, sembra giustificato lanciare un “j’accuse” al centrosinistra per la sua incapacità  di partorire un “pensiero” nuovo, convincente, lungimirante, libero da miti del passato. Un progetto di futuro che comprenda uno sforzo comune, a partire da chi ha di più, per affrontare con efficacia i gravi problemi causati dai cambiamenti del clima sempre più marcati e per rendere finalmente compatibili, a differenza di oggi, il diritto al lavoro e il diritto alla salute. Inaccettabile l’avere consentito a una mummia di un recente ed opaco passato, Silvio Berlusconi, di “scendere nuovamente in campo”. “Mala tempora currunt”.

Benito Fiori (Cremona)

 

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