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LE BALLET PRELJOCAJ INAUGURA LA RASSEGNA DANZA AL TEATRO PONCHIELLI

In occasione dell’inaugurazione della rassegna Danza del Teatro Ponchielli, sarà possibile ammirare nel prefoyer del teatro la scultura Ballerina 'Quando il corpo diventa musica' (1983)

| Scritto da Redazione
LE BALLET PRELJOCAJ INAUGURA LA RASSEGNA DANZA AL TEATRO PONCHIELLI

In occasione dell’inaugurazione della rassegna Danza del Teatro Ponchielli, sarà possibile ammirare nel prefoyer del teatro la scultura Ballerina “Quando il corpo diventa musica”  (1983),

opera realizzata dallo scultore Camillo Lazzari e donata al Teatro dal figlio Antonio Lazzari.

La scultura verrà inaugurata domenica 12 febbraio ore 11 al Teatro Ponchielli (in allegato il comunicato)

Saranno presenti: l’Assessore alla cultura Luca Burgazzi, il Sovrintendente del Teatro Ponchielli

Andrea Cigni e Antonio Lazzari, figlio dello scultore Camillo Lazzari.

 

DANZA

IL BALLET PRELJOCAJ INAUGURA LA STAGIONE DANZA CON IL LAGO DEI CIGNI

Il grande coreografo francese di origine albanese Angelin Preljocaj approda al Teatro Ponchielli domenica 12 febbraio (ore 20.30) per inaugurare la Stagione Danza con Il Lago dei Cigni, capolavoro musicale di ÄÂÂÂÂÂŒajkovskij affiancandogli arrangiamenti più contemporanei.

Grazie ai suoi ventisei strepitosi ballerini e ad una scenografia basata su videoproiezioni, Preljocaj porta in scena uno spettacolo in cui la struttura narrativa del balletto di Marius Petipa viene riproposta in una versione insolita ed emozionante. Il racconto è attualizzato e trasposto nel mondo dell’industria e della finanza, pur senza perdere la sua dimensione di mistero. Mantenendo l’alternanza tra il mondo reale e l’universo fantastico, Preljocaj aggiunge una visione più contemporanea, fondendo così danza e musica con incursioni nella musica elettronica creata dal collettivo 79D.

Con ingegno e brillantezza, Angelin Preljocaj, mescolando diversi stili di danza, si addentra nelle nebbie romantiche del lago, dove nasce la storia d’amore tra il principe Siegfried e la principessa cigno Odette.

Come coreografo contemporaneo, cosa rappresenta Il lago dei cigni?

Per me è come il Monte Everest, un monumento della danza. Affrontarlo è già di per sé una vera

sfida, viverlo poi in maniera del tutto inaspettata in pieno COVID aggiunge ulteriore stress.

Cosa hai mantenuto del balletto originale di Marius Petipa e Lev Ivanov su musica di Piotr Ilič ÄÂÂÂÂÂŒajkovskij?

Ho mantenuto la trama amorosa, il racconto incantato della trasformazione di una donna in cigno. Ho invece completamente modificato il ruolo dei genitori. Nella maggior parte delle versioni de Il lago dei cigni sono dei personaggi fantocci, danzano poco o nulla e hanno un ruolo formale. Questa volta invece sono molto importanti e danzano parecchio perché influenzano i rapporti dei protagonisti. Il padre di Siegfried è un uomo piuttosto tirannico, dedito all’abuso di potere. Sua madre è molto protettiva, in un qualche modo riecheggia in lei l’universo di Proust. Peraltro, ne Alla ricerca del tempo perduto ci sono Swan e la sua amante Odette! Ho l’impressione che sia abbastanza vicino al Lago dei cigni… Rothbart è sempre lì, uno stregone a tempo perso, un personaggio molto ambiguo. Non è solamente un mago ma ha alcune funzioni sociali. Può essere la rappresentazione degli uomini d’affari o degli industriali sfruttatori che possono esseri dannosi per la nostra società. Il padre di Siegfried è un po’ sulla stessa linea senza essere un mago. Potremmo dire che tra di loro ci sia una sorta di piano, di complotto.

In tutto questo ci vedresti una sorta di mercificazione del corpo? Perchè, in un certo senso, già nel libretto originale Rothbart usa sua figlia per fini deleteri…

È esattamente così! In realtà il padre e Rothbart si mettono d’accordo per far sposare il figlio

alla ragazza per far fruttare il patrimonio.

Forse il migliore tributo da rendere a Marius Petipa è entrare nel suo processo creativo e

reinventare le cose.»  Hai mantenuto la partitura di ÄÂÂÂÂÂŒajkovskij?

Mantengo il 90% di ÄÂÂÂÂÂŒajkovskij, di cui il 90% è tratto da Il lago dei cigni e il 10% dalle altre opere dello stesso compositore. Non ho mantenuto tutta la musica de Il lago dei cigni che dura tre ore e, dato che avevo voglia di raccontare cose che non sono nel libretto originale, ho cercato altri elementi dell’opera e ho riscoperto ÄÂÂÂÂÂŒajkovskij. Ho così esplorato le sinfonie e le opere per orchestra. La base musicale rimane Il Lago, completata da estratti di concerto per violino, ouverture e sinfonie…

Possiamo ritrovare degli elementi della coreografia di Petipa/Ivanov?

Ho trovato interessante fare affidamento su alcuni tratti coreografici, come per un palinsesto.

Come se fossi arrivato a un oppidum e costruissi una nuova città sulle rovine delle antiche costruzioni. In alcune parti, l’atto bianco ad esempio, mi sono molto divertito. Ci sono dei momenti dimostrativi molto gioiosi che ho conservato come dei piccoli numeri e che ho cercato di recuperare. In realtà la coreografia non è quella di Marius Petipa perchè l’ho completamente riscritta. Non è quindi una rielaborazione, è fondamentalmente e strutturalmente una coreografia originale. Forse entrare nel suo processo creativo e reinventare le cose è proprio il modo migliore per rendere omaggio a Marius Petipa.

Odette/Odile, ovvero il cigno bianco e il cigno nero, saranno riuniti in un unico ruolo come nella versione classica attuale?

Adesso sì. Ma è un ruolo difficile che richiede doti contrapposte in termini di virtuosismo ed interpretazione ed è necessario davvero un lavoro intenso per trovare l’equilibrio dei due personaggi senza rinunciare ai requisiti di basi necessari. Poi, se ciò non dovesse funzionare, introdurrò nuovamente le due ballerine. Per raggiungere la forza di questo racconto, ha senso interpretare due donne diverse. (Angelin Preljocaj, Note ad Agnès Izrine)

 

domenica 12 febbraio ore 20.30

BALLET PRELJOCAJ

IL LAGO DEI CIGNI

creazione 2020 per 26 ballerini

 

coreografia Angelin Preljocaj

musica Pëtr Il'ič ÄÂÂÂÂÂŒajkovskij

ulteriori musiche 79D

video Boris Labbé

luci Éric Soyer

costumi Igor Chapurin

assistente ripetitrice Cécile Médour

coreologa Dany Lévêque

produzione Ballet Preljocaj

coproduzione Chaillot - Théâtre national de la Danse, Biennale de la danse de Lyon 2021/Maison de la Danse, La Comédie de Clermont-Ferrand, Festspielhaus St Pölten (Austria), Les Théâtres - Grand Théâtre de Provence, Théâtres de Compiègne

Residenza per la creazione Grand Théâtre de Provence

 

Biglietti:

platea/palchi €30- galleria € 26- loggione € 15

biglietto studenti €12

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