Martedì, 17 maggio 2022 - ore 13.51

Lettera ai compagni de ‘La Campora’ di Buenos Aires. Di Agostino Spataro

Spataro scrive da Joppolo Giancaxio, in provincia di Agrigento

| Scritto da Redazione
Lettera ai compagni de ‘La Campora’ di Buenos Aires. Di Agostino Spataro

Care/i compagne/i, desidero manifestarvi piena solidarietà per la dura lotta che avete intrapreso a difesa delle conquiste sociali e di libertà del lavoratori e del popolo argentini conseguite negli ultimi 12 anni di governo progressista e di sinistra e oggi poste in discussione dai decreti d’urgenza del nuovo presidente di centrodestra.

Sapete che io non sono peronista ma comunista, tuttavia approvo molte delle scelte portate avanti dal vostro partito e movimento, ieri dal governo e oggi dall’opposizione. Così come vi dico che, in questi anni di frequentazione del vostro bellissimo Paese, attraverso la lettura e le testimonianze, ho visto emergere la figura carismatica di Evita Duarte che ammiro tantissimo per la sua umanità e sensibilità verso i più deboli, per la sua opera sociale e politica a favore dei poveri, degli emarginati, della classe operaia, delle donne spinte verso obiettivi di emancipazione ecc.

Evita fu una personalità davvero straordinaria poiché, pur non ricoprendo incarichi di governo, divenne l’emblema di una certa fase della lotta popolare progressista in Argentina e continua a vivere nel ricordo dell’opinione pubblica argentina e internazionale. Penso che l’esempio di Evita riuscirà a sopravvivere allo stesso peronismo. A oltre sessant’anni dalla sua precoce morte, lontano dall’odio dei suoi nemici e dalle passioni dei suoi fan, penso si debba analizzare, studiare (razionalmente, criticamente) l’opera sociale e politica di Evita per ricollocarla nella nuova dimensione della lotta anticapitalista sudamericana e mondiale, ovviamente senza farne un feticcio ma uno dei principali riferimenti per i movimenti nazionalpopolari, democratici e progressisti. Sono convinto che nella nuova prospettiva di lotta globale contro le oligarchie economiche e finanziarie un posto importante dovrebbero assumere anche i movimenti ispirati a un sano nazionalismo, popolare e democratico, nell’accezione gramsciana, poiché, oltre ai lavoratori, sono i popoli, le nazioni le prime vittime della strategia neoliberista.

Da tempo, nel mio piccolo, ho iniziato questa riflessione e in omaggio alla memoria di Evita tengo una sua foto sulla mia scrivania, accanto a quella di Enrico Berlinguer e dei miei genitori. Vi lascio con i migliori auguri per un nuovo anno di pace, di solidarietà, per nuove vittorie.

Agostino Spataro

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